Un caso di una denuncia eseguita da un pilota di droni nei confronti di un altro pilota sta facendo discutere il web in questi giorni. Il fatto: un video girato in centro a Treviso e pubblicato sui social network pare essere la base di partenza per una circostanziata denuncia nei confronti di una azienda che sembra abbia regalato le suddette riprese al Comune trevigiano.
Ne parlano molte testate locali tra le quali TrevisoToday che riporta tra l’altro: “La denuncia, ben documentata, segnala diverse irregolarità: il sorvolo di zone molto trafficate, la scarsa distanza dalle persone inquadrate (deve essere di almeno 20 metri), sorvolo di zone sensibili come la Prefettura e l’assenza di un pilota abilitato tra gli autori delle riprese. I droni, di proprietà dell’azienda, sarebbero invece regolarmente registrati ma i piloti che hanno firmato il filmato non hanno invece nessuna autorizzazione a volare su Treviso“
Non vogliamo esprimere una opinione relativa alla specifica questione, per la quale ci penserà la giustizia, e oltretutto non avremmo elementi tali che ci possano permettere una obiettiva valutazione. Non giudichiamo nemmeno la scelta di denunciare un collega, ammesso che la azienda che ha eseguito le riprese aeree avesse i requisiti per farle, perché se non li avesse avuti si tratterebbe di una denuncia di un atto illecito commesso da un operatore abusivo.
Esprimiamo invece un parere da un punto di vista economico, dato che stando a quanto si legge, il video registrato pare sia stato regalato alla committenza. Oltre alla considerazione che il regolamento ENAC a tal proposito precisa che il committente è responsabile in solido con colui che esegue il lavoro aereo e che la suddetta attività si configuri come tale anche se le immagini vengono cedute a titolo gratuito .
Troviamo poco gratificante e anzi svilente per tutto il comparto, che i prezzi di una attività di ripresa aerea realizzata a mezzo di SAPR (droni) debbano per forza essere prossimi allo zero.
Non ssaranno certo le denunce o l’abusivismo o l’eccessiva restrizione di un regolamento ad affossare il settore, se coloro che ci lavorano lo fanno a gratis. Dando quindi l’impressione agli eventuali clienti e committenti di rendere un servizio dall’esiguo valore.




