Droni e Privacy, cosa attenderci nel 2018?

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Di Francesco Paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato scientifico di DronEzine

francobn21Il 2018 si appresta a divenire un anno ricco di cambiamenti normative, anche e soprattutto per gli aeromobili a pilotaggio remoto. In particolare, una delle novità più attese (non solo per i droni) ha ad oggetto l’entrata in vigore del pacchetto “privacy” europeo, introdotto con il Regolamento UE n. 679/2016 (General Data Protection Regulation – GDPR) che avrà un importante impatto nella vita quotidiana di milioni di cittadini europei e che andrà a sostituire il D.lgs. n. 196/2003.

In tale contesto anche la progettazione, la fabbricazione e l’utilizzo dei droni dovrà soddisfare i requisiti di base dell’Unione Europea in materia di sicurezza, protezione e protezione dei dati personali. Tuttavia, non ci sono ancora riferimenti specifici per i produttori di droni e l’onere della conformità degli utenti in relazione al prossimo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Con particolare riferimento alla protezione dei dati, nel giugno 2015 la Commissione europea ha pubblicato un’analisi sulla privacy e la protezione dei dati dell’uso civile dei droni, ove è stato concluso che è necessario affrontare una serie di pre-condizioni per garantire che i droni rispettino i diritti fondamentali dei cittadini in materia di privacy e protezione dei dati.

La Commissione ha invitato le organizzazioni coinvolte nella progettazione, produzione, manutenzione, operazioni, servizi correlati e formazione dei droni, per istituire un sistema di segnalazione degli eventi di sicurezza che dovrebbe includere, tra l’altro, le violazioni della sicurezza informatica.

Lo scorso 12 dicembre 2017, tra l’altro, il Gruppo di lavoro Articolo 29 (WP29) ha pubblicato le Linee guida sulla trasparenza nell’utilizzo dei dati personali. La guida dovrebbe aiutare i responsabili del trattamento nel processo di informazione dati personali ai sensi del GDPR. In particolare il WP29 ha specificato che uno dei requisiti fondamentali per il rispetto del trattamento dei dati personali ha ad oggetto l’osservanza del principio di trasparenza, inteso come quella regola di condotta da osservare per rendere informati tutti gli interessati sul trattamento dei dati personali, senza rendere complicate ed astruse le informative che debbono essere loro comunicate.

L‘articolo 12 del GDPR richiede che siano fornite le informazioni o le comunicazioni sul trattamento dei dati personali in forma concisa, trasparente, intellegibile e facilmente accessibile, per iscritto o con altri mezzi, compresi, se del caso, i mezzi elettronici. In particolare, tale informativa deve essere facilmente individuabile, nel senso che l’interessato non deve avere difficoltà nel trovare le informazioni sulla privacy, ma gli devono essere fornite nella maniera più semplice e veloce possibile.

Tra le varie modalità per comunicare le informazioni sulla trasparenza sono incluse anche quelle relative ai droni ove, si parla di ambiente di vita reale (diverso da quello virtuale come i siti web o le app). In particolare nell’ambiente di vita reale ove vengono effettuate riprese (riprese mediante telecamere a circuito chiuso o tramite droni) è necessario adottare una cartellonistica visibile, pannelli contenenti le informazioni sulla privacy e se necessaria una eventuale cartellonistica pubblica, se non addirittura, specifiche ed apposite informative rilasciate sui giornali e/o avvisi sui media qualche giorno prima dell’evento.

La questione, similare, fu affrontata anche dal Garante della Privacy nel caso Google Street View, spesso citato come precedente per la tutela della privacy in ambito droni. Ebbene, in tale occasione il Garante impose a Google di comunicare l’informativa sulle riprese nelle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e attraverso una radio locale per ogni regione oggetto di riprese nonché di apporre sulle vetture attraverso le quali venivano acquisite le immagini fotografiche, cartelli o adesivi ben visibili che indicassero, in modo inequivocabile, l’acquisizione di immagini fotografiche istantanee oggetto di pubblicazione online mediante il servizio Street View.

D’ora in avanti, dunque, sarà anche necessario fornire agli interessati le basilari informazioni della privacy in maniera immediata e facilmente accessibile. La qualità, l’accessibilità e la comprensibilità delle informazioni sono importanti tanto quanto il contenuto effettivo delle stesse.
È fondamentale che prima del 25 maggio 2018 (data di entrata in vigore del GDPR), i responsabili del trattamento, ivi inclusi gli operatori di SAPR, assicurino la conformità ai nuovi obblighi di trasparenza. Ciò comporterà che i responsabili del trattamento dovranno rivedere tutte le informazioni da fornire agli interessati sul trattamento dei loro dati personali, come ad esempio nelle informative sulla privacy e nelle comunicazioni, assicurando, tra l’altro, che vengano rispettati i requisiti in materia di trasparenza.

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