Il drone archeologo

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“Archeologia e droni” non è fantascienza, ma un binomio sempre più attuale. In campo archeologico gli aerei senza pilota possono essere usati per fare ricognizioni su porzioni di territorio difficilmente raggiungibili, individuare mediante tecniche non invasive strutture interrate, acquisire dati per elaborare mappe digitali, modelli 3D, analisi predittive, ma anche per monitorare il territorio e proteggere il patrimonio oggetto di scavi clandestini e traffici illegali.

Di Sonia Tucci*

* Archeologa e PM Training di Team Dev

image005I lavori di John Kantner, antropologo e docente alla UNF e Jesse Casana, archeologo presso la University of Arkansas  hanno presentato all’intera comunità scientifica l’interessante metodo di raccolta di immagini termiche ad alta risoluzione, acquisite mediante l’uso di piattaforme UAV, testato nel nord-ovest del New Mexico, presso i territori delle comunità Blu J della cultura Chaco (foto a sinistra).

I ricercatori hanno utilizzato un drone dalla tecnologia avanzata, programmato su un preciso percorso, con una fotocamera termica installata a bordo, pilotandolo sistematicamente sulla superficie da esplorare. Il risultato ha portato a comprendere come queste comunità erano organizzate sul territorio, le loro dimensioni e ha evidenziato anche alcune caratteristiche architettoniche mai scoperte in precedenza. Ma quello che gli archeologi hanno maggiormente evidenziato è stata la possibilità di riprodurre facilmente la metodologia utilizzata, decisamente competitiva con le tradizionali tecniche di indagine geofisica in termini di visibilità di determinate caratteristiche, la velocità di acquisizione delle informazioni, su aree specifiche e costi estremamente ridotti.

Il Telerilevamento di prossimità

Il metodo di indagine utilizzato da questi archeologi può essere ricondotto al concetto di “Telerilevamento di prossimità” o a bassa quota. Il termine “telerilevamento” è composto dall’unione di due parole: “tele” che dal greco significa “da lontano”; “rilevamento”, ovvero osservazione quantitativa o qualitativa. Con il termine “telerilevamento”, quindi, si intende l’acquisizione di informazioni su ambiente e oggetti posti ad una certa distanza da un sensore, mediante misure della radiazione elettromagnetica che interagisce con le superfici fisiche di interesse.

Il telerilevamento di prossimità viene effettuato con i droni, che montano a bordo sensori di dimensioni sempre più miniaturizzate. Registrando, durante la missione di volo, la traiettoria seguita, si potrà ripetere nel tempo, il medesimo percorso permettendo un’analisi multitemporale dei dati della stessa area.

Questa tecnologia viene sempre più spesso impiegata nel precision farming (Agricoltura di precisione), una strategia di gestione delle colture agricole finalizzata a riconoscerne le effettive esigenze, ad esempio in base allo stato di salute della vegetazione o delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo, e consentire così di effettuare interventi agronomici differenziati o estremamente mirati.

Lo stesso concetto e iter operativo possono essere applicati nell’ambito archeologico, consentendo addirittura di coniare il termine di “Precision Archaeology” o “Archeologia di precisione”, dove le analisi applicate al comparto agricolo, effettuate mediante l’utilizzo di immagini multispettrali che forniscono informazioni sulla capacità, da parte della vegetazione, di riflettere e di assorbire la luce solare a differenti lunghezze d’onda e calcolare gli indici vegetazionali (NDVI), possono contribuire a definire nuovi strumenti e metodi di indagine mirati nelle discipline archeologiche.

Vantaggi dell’utilizzo del telerilevamento di prossimità con APR in Archeologia

Gli archeologi e, più in generale, tutti coloro che operano nel settore dei Beni Culturali e Archeologici, cominciano a domandarsi se e come i droni possono rivoluzionare l’Archeologia.
Quello che per ora è certo è che gli archeologi iniziano ad usare sempre più spesso i droni, non solo per le riprese aeree, ma con dispositivi GPS, barometri, magnetometri o, come abbiamo detto, sensori termografici e multispettrali, per produrre mappe dettagliate e ricche di informazioni.

Altri aspetti da non sottovalutare sono:

  • la questione tempo, infatti la mappatura di vaste porzioni di territorio che, in precedenza, richiedeva mesi di lavoro, con questi strumenti può essere ridotta a poche giornate lavorative;
  • la questione costi, oltre al dispendio economico che comportano numerose giornate di lavoro di mappatura con metodi tradizionali, il risparmio è relativo anche all’acquisto di foto satellitari per areali di analisi ridotti rispetto all’estensione delle immagini da satellite, nonché all’acquisto di APR, la cui spesa è concretamente ripagata dal riuso dello strumento nelle analisi multitemporali, o in survey più estensive;
  • accessibiltà a luoghi impervi o, comunque, difficili da raggiungere;
  • definizione di nuovi scenari lavorativi e maggiori possibilità di finanziamento di progetti grazie alla presenza di blend tecnologici sempre più innovativi;
  • ma l’aspetto decisamente più interessante è il potenziale tecnologico innovativo completamente integrabile con le tecnologie utilizzate nel proprio ambiente di lavoro.

Qualche svantaggio però c’è; per esempio le batterie troppo grandi e di breve durata, in alcuni casi, le quote molto elevate richieste dalle operazioni e non compatibili con la normativa Enac. Tuttavia i vantaggi superano di gran lunga i difetti.

In conclusione, come per le piattaforme GIS, VR e le altre tecnologie utilizzate in ambito archeologico, anche in questo caso ci troviamo di fronte a strumenti avanzati che consentono all’archeologo di operare nella ricerca archeologica, affiancando le tradizionali metodologie con l’innovazione, in modo tale da operare con maggior fiducia e meno danni collaterali.


Corso per archeologi volanti
A Todi dal 14 al 19 luglio 2014 

SUMMER SCHOOL NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA PREVENTIVA E TELERILEVAMENTO DI PROSSIMITA’

DronEzine è media partner della scuola estiva organizzata da  Teamdev  insieme alla Confederazione Italiana Archeologi, Planetek Italia, Panoptes e patrocinata dal Comune di Todi, ASSORPAS, ESRI Italia, AMFM GIS Italia, in collaborazione con AIVIEW GROUP e NeMea Sistemi.

Il corso toccherà  temi come

  • Cos’è il telerilevamento di prossimità e le applicazioni per la gestione dei Beni Culturali e Archeologici?
  • Come entrare in contatto con le principali aziende che erogano servizi e che sono leader nella produzione di droni e sensori?
  • Droni aerei e droni acquatici per l’archeologia terrestre e subacquea
  • L’”Archeologia di precisione” e la pianificazione territoriale
  • La normativa ENAC e quella europea

Sei giorni di alta formazione, full immersion, con docenti di livello internazionale che condurranno i partecipanti su un percorso di scoperta dei nuovi metodi di acquisizione dei dati apportando conoscenze innovative alla definizione della professione dell’archeologo come a quella dell’operatore del settore dei Beni Culturali e di tutti i professionisti che operano nell’ambito della pianificazione territoriale, ponendo particolare attenzione ai valori culturali e naturali del patrimonio, considerando l’intero flusso di lavoro, a partire dalle normative, alla strutturazione della piattaforma di lavoro, alla preparazione del volo o della navigazione, all’acquisizione e processamento del dato e alla conclusiva analisi.

Un’occasione unica per arricchire il curriculum con la conoscenza di tecnologie e professionisti che determineranno gli scenari di lavoro del prossimo futuro.

Per iscrizioni e informazioni:

http://summerschool.teamdev.it/

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