Droni Trecentini: regole stabili per almeno due/tre anni, aspettando EASA. Intervista a Delise di ENAC

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Tra il 2020 e il 2021 – se non ci saranno altri ritardi – dovrebbe entrare in vigore il regolamento EASA, le regole uniche europee per il volo dei droni, sia SAPR sia aeromodelli. E’ probabile che il limite per i droni inoffensivi si abbassi a 250 grammi contro i 300 attuali, ma – secondo quanto ci rivela l’ingegner Delise di ENAC – non è previsto che ci siano sorprese prima di due o tre anni, anche se ENAC aggiornerà nel frattempo il suo regolamento per avvicinarsi al quadro normativo continentale.

Anche se mancano – nella migliore delle ipotesi – due o tre anni all’entrata in vigore delle regole EASA per i droni, in tanti si chiedono che succederà ai trecentini, una opportunità normativa tutta italiana che permette a tantissimi bravi aeromodellisti e fotografi di fare esperienza nel mondo delle riprese aeree (e anche dell’aerofotogrammetria)senza bisogno di patentino, volando anche in città e sulle persone.

Ma su tutta la comunità dei droni, trecentini compresi, pesa la spada di Damocle del regolamento europeo EASA, quello che è destinato ad avere valore in tutto il nostro Continente (e non solo nella UE, per esempio la Svizzera fa parte di EASA pur non essendo uno Stato membro della Comunità europea). Un regolamento che avrebbe dovuto entrare in vigore già quest’anno, ma l’appuntamento è saltato e se ne riparla per il 2020-2012, nella migliore delle ipotesi. Che succederà ai trecentini dal duemilaventi?

Abbiamo chiesto il parere dell’ingegner Riccardo Delise di ENAC, ai margini del Roma Drone Campus. Enac, ci ha rivelato Delise, non aspetterà l’ultimo momento per modificare il suo regolamento, quello che – lo ricordiamo una volta di più – è legge oggi e lo sarà fino alla staffetta con EASA. Anzi, è previsto un progressivo avvicinamento, graduale e “moderato” (testuale) alla futura normativa. Ma ciò non accadrà prima della fine del 2018, quando la Commissione europea si sarà espresso sul documento di EASA (“opinion”) e lo farà proprio. In teoria la Commissione potrebbe anche respingere o emendare l'”opinion” di EASA ma di solito questo non succede, la regolamentazione di norma viene accolta identica o molto simile a come viene proposta dagli organi di regolamentazione tecnica, come appunto è EASA (che ricordiamo en passant è l’Ente europeo per la sicurezza aerea).

Quindi fino a fine anno per i trecentini non cambierà assolutamente nulla, ma poi? Sappiamo che nell'”opinion” i trecentini dovrebbero passare da 300 grammi a 250, ma quando succederà? Secondo Delise, la questione non è affatto al centro delle preoccupazioni di Enac, tant’è che D’Elise tranquillizza: “Stiamo parlando di 2020-20121, ancora non abbiamo neppure affrontato la questione, non è una cosa immediata“.  mentre invece lo sono questioni ben più delicate, come l’accesso alle ATZ, che finalmente ENAC riconosce che sono fette di territorio talmente ampie da essere necessario ridimensionare drasticamente i divieti, creando dei “gradoni” (così li definisce Delise) di quote massime a seconda dell’orientazione dell’aeroporto e della distanza dalla pista, o le modifiche alla LIC 15 – in pratica le regole di attestati e scuole di volo per droni- che hanno decisamente più importanza che non i 50 grammi di differenza tra trecentini ed euro-trecentini.

Che succederà in questi tre anni?

Enac pare dunque intenzionata a non giocare d’anticipo sui trecentini, abbassando la massa a 250 grammi prima che ciò sia inevitabile per via delle euroregole. D’altronde l’Ente sa bene che non esistono semplicemente al momento droni adatti ad essere usati come SAPR sotto i 250 grammi, mentre sono più di mille i SAPR regolarmente registrati sotto i 300 grammi. Sappiamo bene che non durerà, che tra due-tre anni il limite si abbasserà, ma in questo lasso di tempo è prevedibile che l’industria tirerà fuori dei “duemmezzo” potenti e adatti all’uso professionale. Qualcosa si sta già muovendo in tal senso: grazie alla pressione dell’importatore italiano G&G, Walkera sta alleggerendo il suo PERI per rientrare nel limite dei 300 grammi, e questa esperienza sarà preziosa per preparare la prossima generazione di droni leggeri duemmezzo.

Il motivo è semplice: finché i trecentini erano solo italiani non c’era un mercato allettante perché i colossi cinesi si decidessero a investire nei microdroni. Ci hanno snobbato insomma, ma una volta che la regola sarà europea, se vorranno vendere in Europa saranno obbligati a stare nei limiti, chi non lo farà semplicemente uscirà dal mercato. E ci sarà un interessante raccordo con i futuri droni inoffensivi sotto i 900 grammi, altra novità delle euroregole, di cui il nuovo DJI Mavic Air sembra essere una prova generale decisamente ben riuscita.

La stabilità di due- tre anni delle regole per i droni trecentini aiuterà a far nascere un ambiente rodato e favorevole ai duemmezzo: grazie all’esperienza fin qui accumulata con i trecentini, Cabi Broker, il più importante assicuratore italiano della comunità dei droni, ha annunciato al convegno organizzato da DronEzine al Roma Drone una nuova opzione di assicurazione obbligatoria per questa macchine, in cui – a fronte di una franchigia- il premio scenderà in una forbice tra 100 e 150 euro,  abbassando ulteriormente lo scalino economico che deve affrontare chi vuole oprare senza patentino ma in regola con le leggi di oggi e di domani. Insomma, abbiamo due-tre anni davanti per arrivare pronti alle regole europee senza traumi e senza strappi.

Approfittiamone: grazie anche alla convinzione che le regole non cambieranno, ormai da mesi i trecentini sono più della metà dei nuovi SAPR, con un ulteriore slancio a Febbraio dove si è raggiunto quota 70%, anch se il mese non è ancora finito e potremmo avere altre sorprese negli ultimi scampoli dell’inverno.

Percentual etrecentini (in blu) rispetto a tutti gli altri SAPR.

 

Ecco il video dell’intervista all’ingegner Delise:

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