La Ford vuole entrare nel mercato dei droni. E alza la voce con la FAA, l’ENAC americana

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C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti” diceva il fondatore Henry Ford, inventore della catena di montaggio e dell’auto per tutti. E’ ora di avere droni di massa diffusi quanto i telefonini? Chissà. Quel che è certo è che la Ford si interessa seriamente al mondo dei droni. E tratta con la FAA, l’ENAC americana.

Un post su un blog rivela un segreto molto interessante: la Ford, sì, proprio l’enorme costruttore di auto made in USA ha un team nella Silicon Valley che si occupa di droni.  “Sappiamo che  le persone utilizzano i droni in modi affascinanti: monitorare le colture in agricoltura, raccogliere informazioni per la gestione delle catastrofi e nell’ispezione di edifici o altre infrastrutture” scrivono i ricercatori Ford. “I nostri clienti stanno iniziando a pensare ai droni allo stesso modo in cui pensano ai loro veicoli: strumenti per aiutare a svolgere il loro lavoro. Come ricercatori, siamo rimasti incuriositi dalla relazione tra i nostri veicoli e i droni e ci chiediamo come potremmo servire i nostri clienti in futuro. Per scoprirlo, ci siamo imbarcati in una nuova missione”.

La missione a cui fa riferimento il post della Ford è dunque quella di cercare di immaginare come i droni possano integrarsi nel business dei veicoli a motore (non solo auto, evidentemente, ma anche autocarri, autobus eccetera). Ford stima che il mercato dei droni personali negli USA possa arrivare a 7 milioni tra un paio d’anni, e – non senza ragione – teme che le norme americane molto severe possano limitare lo sviluppo di un mercato che la ingolosisce. Così, e di nuovo a sorpresa, Ford si presenta al simposio sui velivoli senza pilota della FAA, l’ENAc americana. “Siamo l’unica casa automobilistica del comitato di regolamentazione dell’aviazione della FAA, e siamo lì perché vogliamo essere sicuri che l’esperienza di Ford nel settore dei trasporti sia sfruttata per contribuire a sviluppare un quadro per questa nuova modalità di trasporto, sia per i beni, i servizi, sia per le persone . Essendo un partecipante proattivo in questa importante conversazione, riteniamo di poter massimizzare il potenziale delle applicazioni dei droni in futuro”. Chiaramente un parere di peso, vista l’importanza economica e industriale della Ford, e naturalmente la sua esperienza nelle azioni di lobby, perfettamente legali negli USA. Difficile che la FAA possa ignorare del tutto le istanze che vengono da Dearborn nel Michigan, sede del colosso dell’auto. Che ha tra l’altro offerto alla FAA “Una soluzione a costo zero per l’identificazione e il tracking remoto di droni in voli a bassa quota” (vedi foto di apertura in questo articolo), con la convinzione – ormi sempre piùdiffusa negli USA – che la deregulation sui droni passi anche dalla possibilità di identificali e sapere a chi appartengono. Un po’ come le targhe delle auto, settore in cui la Ford non ha niente da imparare da nessuno.

Non solo regole, Ford vuole farci i soldi

Il drone modulare per le sperimentazioni di Ford

Oltre che alla normativa, comunque a Ford interessa andare al cuore della tecnologia e vedere come farci i soldi: “Oltre al nostro lavoro con la FAA, siamo anche impegnati nella ricerca con droni per capire meglio dove il loro utilizzo da parte dei nostri clienti si interseca con l’uso dei nostri veicoli. Il nostro gruppo di sistemi UAV di Palo Alto ha creato una piattaforma di sviluppo personalizzabile che offre a vari team di Ford la possibilità di testare rapidamente le opportunità in cui i droni e i veicoli potrebbero lavorare insieme, ad esempio durante un’operazione di rilevamento.  La piattaforma offre funzionalità di base modulari e modifiabili, tra cui il pilota automatico, il computer di bordo, un fattore di forma parametrizzato e così via – che consente a chiunque di testare concetti senza la necessità di diventare esperti nello sviluppo dei droni.” Allo stesso tempo, la nostra piattaforma consente test e sviluppo iterativo di concetti hardware, software, elettrici, materiali, strutturali e di interfaccia utente” dicono in Ford. E promettono che “in futuro, la renderemo una piattaforma open source per consentire ad altri di trarne vantaggio”.

Droni compagni di vita quotidiani

Potrebbe sembrare strano pensare che un’azienda automobilistica stia aiutando a gettare le basi per i droni, ma in Ford hanno le idee chiare: “C’è così tanto da esplorare qui. Per integrare la nuova tecnologia nei veicoli, dobbiamo sviluppare una buona comprensione di come funziona, di come può essere utilizzato e quali sono i suoi limiti. Conduciamo spesso esperimenti su singoli componenti del veicolo per capire il più possibile su di loro, quindi portiamo solo il meglio nei nostri veicoli. Ora lo stiamo facendo con i droni. Con l’accelerazione dell’adozione dei droni, pensiamo che molti dei nostri clienti vorranno utilizzare questi dispositivi come parte del loro stile di vita, sia per seguire gli hobby o anche come strumento per il loro business – non diversamente da come usano un F-150 o Transit su un sito di lavoro. Conducendo ricerche interne in questa area emergente e contemporaneamente partecipando alla conversazione normativa a livello federale, Ford sta gettando le basi per garantire che i nostri veicoli possano offrire le esperienze giuste ai nostri clienti mentre passiamo a un mondo intelligente”. Benvenuta Ford, e dacci una mano ad avere regole semplici, comprensibili e giuste.

 

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