In Brianza i droni controllano lo stato dei fiumi

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Gli aeromobili a pilotaggio remoto di BrianzAcque sono utilizzati in via sperimentale a 360° contro l’inquinamento dei fiumi e per la prevenzione e la gestione del rischio idraulico

“Una gestione smart e innovativa del Servizio Idrico Integrato”, secondo il presidente dell’Ente briazolo BrianzAcque Enrico Boerci. Il progetto è stato illustrato a Cavenago, a Cascina Sofia, nella sede di CEM AMBIENTE, alla presenza di tutti i Sindaci dei quattro comuni coinvolti e di altri rappresentanti di enti pubblici territoriali, a cominciare dalla Direzione Generale Ambiente di Regione Lombardia.

Dopo aver sorvolato il Seveso e Certesa, i droni di “BrianzaStream”, il progetto sperimentale della monoutility dell’acqua brianzola BrianzAcque, gestore unico del servizio idrico integrato nella provincia di Monza e Brianza, sono pronti a decollare su nuovi scenari nella parte orientale dell’ambito servito. E per BrianzAcque, i minuscoli aereomobili si confermano sempre più come strumenti strategici per la prevenzione e per la gestione del rischio idraulico e, in particolare, per intervenire sull’inquinamento delle risorse idriche e sugli allagamenti. A poche settimane dalla conclusione dei rilievi sul torrente Seveso, che hanno consentito il censimento di circa 500 scarichi lungo i 15 km di alveo ispezionati, BrianzAcque replica il suo progetto lungo il corso del torrente Cava, nell’ambito del complesso sistema fluviale delle Trobbie. Il piccolo corso d’acqua, lungo poco più di una decina di chilometri, sarà monitorato dagli aereomobili a pilotaggio remoto nei tratti dei comuni di Sulbiate, Bellusco, Ornago e Cavenago Brianza. L’obiettivo generale è di testare il metodo BrianzaStream in contesti orografici diversificati.

L’idea non è solo quella di dare la caccia agli scarichi abusivi, che sono tra le  principali fonti di inquinamento dei corsi d’acqua non solo in Lombardia. Ma anche di utilizzare camere stereografiche a 360° per riprendere tutto il corso del fiume:  “analogamente a quel che siamo abituati a vedere per le strade con lo Street View che già molti di noi conoscono” dice Boerci. Una street view dei fiumi insomma, che è stata battezzata StreamView (Stream in inglese è la corrente, specialmente quella dei fiumi e dei mari). Attraverso la nuova tecnologia applicata ai corsi idrici, sarà possibile ottenere filmati interattivi di tutto l’alveo,che saranno ispezionabili agevolmente dal PC, senza dover accedere al letto del fiume con riduzione dei rischi, dei costi e abbattimento dei tempi.

I droni sono piaciuti agli amministratori pubblici brianzoli:  Roberto Borin, vice presidente dell’ ATO di Monza e Brianza ha detto che ” Lo sviluppo di progetti sperimentali, come BrianzaStream, è un positivo segnale di una gestione che non si limita all’ordinario, ma che anzi tende sempre a innovare e implementare l’approccio di governo del servizio idrico integrato.” E L’ingegner Massimiliano Ferazzini, Direttore del Settore Progettazione e Pianificazione Territoriale ha specificato: “I droni si stanno rivelando utile strumento non solo per la ricerca degli scarichi lungo i corsi idrici, ma anche a servizio delle attività di progettazione. I rilievi aerofotogrammetrici con drone ci restituiscono infatti un modello tridimensionale e georeferenziato del terreno, che rappresenta un’ottima base per la progettazione di aree naturali di raccolta delle acque meteoriche di scorrimento, consentendoci di intercettarle ed evitare che giungano in fognatura”.

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