Dazi sui droni, fine dal caos: per tutte le dogane europee ora sono videocamere

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Di Francesco Paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

L’importazione dei droni provenienti, da paesi extraeuropei ed in particolar modo dalla Cina ha creato recentemente non pochi problemi dal punto di vista fiscale e doganale, soprattutto per le aziende attive nella rivendita in Italia e, più in generale, in Europa di tali prodotti. Come noto, infatti, secondo la regolamentazione europea ad oggi vigente, per ogni prodotto oggetto di importazione viene attribuita una classificazione cui corrisponde un dazio, determinato in misura percentuale variabile, sul valore del bene oggetto di importazione.

Il problema sorge quando il “prodotto” oggetto di importazione non possa essere classificabile perché rappresenta una nuovo prodotto, o perché potrebbe rientrare in una o più classificazioni. È proprio il caso dei droni, che in alcuni casi sono stati definiti giocattoli, in altri fotocamere o videocamere, in altri casi come veri e propri elicotteri. La tematica in oggetto ha un’importanza enorme, perché, come già detto, per ogni classificazione corrispondete un dazio che per importazioni di centinaia di migliaia di euro ha un’incidenza rilevante e determina, peraltro, anche le strategie commerciali dei rivenditori e distributori.

Fino a febbraio 2017 la problematica relativa alla classificazione dei droni era rimessa alla discrezionalità delle Agenzie delle Dogane di tutta Europa, con risultati tra loro diversi e spesso contrastanti. Se per esempio in Francia i droni costruiti da un’importante azienda cinese erano classificati come giocattoli (con dazio al 4,7%), in Spagna erano classificati come videocamere (dazio al 4,1%), in Italia e Regno Unito erano classificati come fotocamere (dazio 0%).

In particolare, nel 2016 l’ufficio centrale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Roma aveva classificato il prodotto come “drone quadricottero. la merce consiste in un sistema di quadricottero ad uso civile per osservazione e ripresa aerea, alimentato a batteria, radiocomandato, per la navigazione aerea in volo stazionario come un elicottero, dotato di sensore gps munito di una videocamera per riprese e fotografia aerea che supporta video 4 k a 30 fps ovvero 1080 p a 120 fps e foto da 12 megapixel.”, ritenendo determinante, ai fini della classificazione doganale, la presenza di una videocamera a bordo.

Solo nel febbraio 2017, con l’entrata in vigore del Regolamento di esecuzione UE n. 285/2017 della Commissione, sono state in parte risolte le problematiche di nomenclatura relative ai droni, appianando così alcuni contrasti interpretativi. Ed infatti, con il predetto Regolamento è stato chiarito che i prodotti denominati comunemente droni non possono essere qualificabili come giocattolo in quanto “l’elicottero è dotato di sistemi avanzati per il volo e possiede una velocità massima elevata”, facendo rientrare nella classificazione doganale di elicotteri con peso a vuoto inferiore o uguale a 2000 kg, i droni aventi la seguente descrizione “Elicottero telecomandato multi-rotore (denominato «drone») con lunghezza diagonale di 35 cm e peso di 1 030 grammi dotato di telecomando e presentato in un imballaggio per la vendita al dettaglio. L’elicottero è dotato di un sistema per garantire la stabilità, di Wi-Fi e di un modulo GPS (Global Positioning System). La velocità massima del volo è di circa 54 km/h e il tempo di volo è di 25 minuti. Il telecomando funziona a una frequenza di 2,4 GHz mediante 4 batterie. L’elicottero (all’aperto) può essere controllato dal telecomando fino a 1 000 m di distanza.”.

Tale classificazione, tuttavia, non teneva conto della presenza a bordo del drone di videocamere e/o fotocamere, elemento distintivo del prodotto. A risolvere tale problematica ha, infine, provveduto la nota esplicativa pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 10 febbraio 2018, dove è stato chiarito che la presenza a bordo del drone di strumenti di ripresa rende gli stessi classificabili come “videocamere”. In particolare, la predetta nota esplicativa ha chiarito che rientrano nella classificazione di videocamere “gli apparecchi controllati a distanza per la cattura e la registrazione di immagini statiche e video specificamente progettati per essere utilizzati con elicotteri muniti di rotori multipli (i cosiddetti “droni”), per esempio per mezzo degli appositi elementi di contatto. Questi apparecchi sono utilizzati per catturare immagini video e aeree statiche dell’ambiente e consentire all’utilizzatore di controllare visivamente il volo del drone. Tali apparecchi sono sempre classificati in queste sottovoci, indipendentemente dalla lunghezza della registrazione video, in quanto la registrazione video costituisce la funzione principale”.

A tale ultima evoluzione normativa pare che si siano adeguate tutte le agenzie delle dogane europee, ivi inclusa quella italiana.

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