Report: nell’ultimo anno 65 persone salve grazie ai droni

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Nell’ultimo anno i droni hanno salvato più di una persona a settimana. Questo è quanto emerge dal report “More Lives Saved: A Year Of Drone Rescues Around The World“, pubblicato dal Policy and Legal Affairs Department di Dji, che riguarda i salvataggi ufficiali effettuati dai droni nel corso di 27 separati incidenti avvenuti in tutto il pianeta tra maggio 2017 e aprile 2018. Le persone in pericolo tratte in salvo dai droni in queste circostanze sono in totale 65, 6 in più di quelle dell’anno precedente.

Il documento, che può essere visionato e scaricato gratuitamente da questo link, contiene 7 pagine che analizzano i vari a casi e approfondiscono il contesto operativo e normativo dei singoli casi, puntualizzando che tra le persone salvate:

  • almeno 22 si trovavano in pericolo di vita, come ad esempio bloccate in acqua o esposte a condizioni meteo estreme
  • altre 19 non erano propriamente in pericolo di vita, ma la loro sicurezza e la loro salute erano in grande pericolo
  • un singolo incidente ha coinvolto 24 turisti che si sono smarriti di notte su una montagna, senza cibo né acqua, e sono stati individuati dal drone dei soccorsi dopo 3 ore di ricerca

In caso di incidente i droni possono fare la differenza perché sono più veloci ad ispezionare una determinata zona, ma anche perché sono capaci di offrire una prospettiva aerea che offre ai soccorritori uno sguardo molto più esteso e allo stesso tempo capillare dell’area interessata. In quest’ottica, la differenza non la fanno solo gli zoom delle telecamere, ma anche i sensori avanzati in dotazione al velivolo. Molti salvataggi avvenuti di notte, quindi con scarsa visibilità, sono stati portati a termine grazie alle termocamere a infrarossi, che sono in grado di distinguere la presenza di corpi caldi nelle riprese. A questo proposito, ricordiamo il salvataggio avvenuto a febbraio 2017 in Canada, dove un drone dotato di sensori termici a raggi infrarossi salvò la vita a un gruppo di sciatori e snowboarder.

Ci auguriamo ovviamente che il numero salga nei prossimi anni, grazie non solo all’impiego sempre più diffuso dei droni nelle squadre di ricerca e soccorso, ma anche grazie a regolamenti più lungimiranti e sempre meno rigidi che in diversi casi ancora oggi finiscono purtroppo per ostacolare o peggio impedire l’intervento tempestivo dei droni nelle operazioni di salvataggio.

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