Crisi GoPro: un dollaro di stipendio per Nick Woodman

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La catastrofe del drone Karma, nato sulla scommessa clamorosamente sballata che gli utenti avrebbero apprezzato l’idea di far volare una camera GoPro, una stagione natalizia da dimenticare, la messa in vendita dell’azienda ma senza che si facciano avanti compratori spingono il Ceo Nick Woodman a una mossa più pubblicitaria che efficace: tagliarsi lo stipendio a un solo dollaro all’anno e rinunciare a un bonus milionario.

I numeri dipingono impietosamente la catastrofe: -38% a Dicembre. Il mese più importante per il settore è stato peggior risultato della storia della ex regina delle action cam che ora lotta per sopravvivere, anche tentando mosse disperate come far uscire camere low cost sotto i 200 dollari. D’altronde,  tutti i suoi tentativi di uscire dal sempre più stretto e competitivo settore delle videocamere sportive sono naufragati, l’ultima speranza era il drone Karma, nato vecchio e assolutamente inadeguato per competere in una nicchia stradominata da DJI, un’avventura nata malissimo (con il ritiro del mercato della macchina, pericolosa e inaffidabile) e finita pure peggio, con centinaia di licenziamenti, class action in tribunale e la fine di ogni velleità di far tornare a volare le GoPro, scaricate da tempo da tutti i grandi produttori di droni.

Ormai è chiaro che il destino di GoPro è segnato: o la vendita, o l’agonia. Non che ci sia la fila di aspiranti compratori, a dire il vero: per ora si parla di un certo interesse solo da parte di Xiaomi, colosso cinese dei telefonini low cost, quarto produttore al mondo di smartphone dopo AppleSamsung Huawei. Inoltre a differenza di GoPro almeno Xiaomi  i droni riesce a farli volare e si è ritagliata una fettina di mercato, non enorme ma interessante, nel settore dei robot volanti. Magari altri stanno alla finestra, aspettando che continui il tracollo del titolo (da oltre dieci miliardi di dollari dei tempi migliori ora vale poco più di 700 milioni) ed eventualmente far poi offerte a prezzo di saldo. Anche se più saldo di così riesce difficile immaginare.

Da qui la mossa di Woodman, o meglio del consiglio di amministrazione di GoPro, che dopo aver negato al Ceo 1,2 milioni di dollari di bonus, lo hanno lasciato con lo striminzito dollaro di stipendio. In attesa che arrivi qualcuno a rilevare l’azienda, cosa che porterà una bella iniezione di cash sul conto dell’ex ragazzo prodigio, visto che continua ad essere il maggior azionista dell’azienda californiana. Vabbé che parliamo di meno di un decimo di quanto valeva ai tempi d’oro, ma 700 milioni sono sempre meglio di un dollaro, no?

 

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