Cieli sempre più chiusi: dopo i droni tocca ai palloncini, proibiti in Usa, Canada, Australia, Inghilterra e a Maruggio (Taranto)

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Il diritto al cielo è sempre più a rischio. Conosciamo bene le tante limitazioni al volo dei droni, ma siamo in buona compagnia: in molti parti del mondo, compreso il comune di Maruggio in provincia di Taranto, i palloncini a elio sono vietati. Il motivo? Il lattice di cui sono fatti inquina i mari.

200 dollari di multa per chi vende o semplicemente gioca con un palloncino a elio: la salata multa è applicata a Rhode Island, nei pressi di new York. Ma il bando dei palloncini, accusati di inquinare i mari, si estende a macchia d’olio: i palloncini sono vietati in Florida, California e nei comuni rivieraschi di Provincetown e Nantucket nel Massachusetts.

Divieto anche in molte località dell’Australia, a cui dovrebbe aggiungersi presto Melbourne, la seconda città più popolosa del Paese dopo Sydney e nei parchi di Vancouver in Canada. Nel Regno Unito sono cinquanta le località e municipalità che hanno bandito i palloncini, e molte altre stanno seguendo l’esempio. Anche in Italia la crociata contro i palloncini fa proseliti, ad aprire le danze è il comune di Maruggio, nel Salento. Un bando che potrebbe diventare definitivo e coprire tutta l’ Europa, visto che la Commissione europea sta studiando una legge per proibirli del tutto e ovunque, insieme alle cannucce per le bibite in plastica.

Il motivo è di per sé comprensibile e anche condivisibile: secondo una ricerca inglese del Marine Conservation Society i frammenti di palloncini finiti in mare sono aumentati del 53% dal 2015, e sempre più di frequente causano la morte di organismi marini che li scambiano per prede e li ingoiano rimanendo soffocati. Un danno enorme, ne siamo ben consapevoli, specie se pensiamo che il lattice dei palloncini resta intatto per almeno quattro anni nell’ambiente. Ma fa lo stesso impressione l’idea che giocare con il cielo, anche con un semplice palloncino, possa diventare un crimine.

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