Villa Lagarina, stop ai droni sul centro abitato e aree protette

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Una recente ordinanza comunale emessa dal Comune di Villa Lagarina in provincia di Trento vieta il volo dei droni sopra al territorio comunale.

Villa Lagarina – Il regolamento di Polizia Urbana, approvato lo scorso 19 aprile vieta il sorvolo dei droni praticamente su tutto lo spazio aereo del Comune.

Nel  punto al primo comma dell’articolo 21 denominato “Norme di civile convivenza” col quale il Comune vietaal fine del rispetto della privacy e della quiete pubblica, della salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente – il sorvolo con oggetti volanti radiocomandati di tutti i centri abitati, dei centri storici isolati, degli edifici aggregati e delle zone soggette a tutela ambientale. Eventuali deroghe potranno essere concesse esclusivamente dalla giunta comunale, previa opportuna valutazione.
Chiunque violi tali disposizioni è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50 a 300 euro.”

A chi spetta le regolamentazione dello spazio aereo?

Come noto la gestione e la regolamentazione dello spazio aereo è normalmente di competenza dell’Ente Nazionale Aviazione Civile.
Sono ammesse deroghe particolari con la richiesta e l’ottenimento di  Notam, come ad esempio l’istituzione delle recenti NoFlyZone di alcune città Italiane, vedi Roma, Firenze e Venezia per motivi di ordine pubblico e sicurezza.

Della decisione presa in camera consiliare nel comune di Villa Lagarina, rimane il dubbio, che la specifica sia relativa al solo volo degli aeromodelli, per i quali peraltro il sorvolo di case, persone e infrastrutture è di fatto già normato e vietato dall’attuale regolamento ENAC.
Andrebbe pertanto chiarito se tale ordinanza sia relativa ai droni professionali i cosiddetti SAPR Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto. Condotti da piloti con relativo attestato e in gradi di volare, rispettando alcuni scenari già valutati dall’Autorithy italiana.

Tale ordinanza, forse non prende in considerazione nemmeno i SAPR inoffensivi, ovvero i droni inferiori ai 0,3Kg e riconosciuti da ENAC, condotti da operatori autorizzati e autorizzati sempre in base la regolamento ENAC dal art.12 comma 5.

Una ordinanza che sembra a seguire a ruota quella del Comune di Modena

Lo stesso dubbio fu sollevato in occasione del Comune di Modena, che lo scorso febbraio ha emanato una ordinanza simile a queste.

Il timore di molti piloti di droni professionali è che a questo punto non sia più solo necessario rispettare il regolamento ENAC, ma ai requisiti obbligatori e indispensabili per rispettare la attuale normativa, sia da aggiungere anche quelle del rispetto di svariate ordinanze comunali che potrebbero espandersi in maniera abbastanza disinvolta su tutto il territorio nazionale a macchia di leopardo.

Si ringrazia il collega giornalista Luca Franceschi di Agenzia Giornalistica Opinione per la segnalazione.
Foto (c) Alba Sinceri

 

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