Trump sceglie dieci città dove testare i droni: anche sulla testa della gente, oltre l’orizzonte e di notte

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San Diego (California), Reno (Nevada), Bismark (North Dakota), Memphis (Tennessee), Durant (Oklahoma) Herndon (Virginia), Topeka (Kansas), Raleigh (North Carolina), Fort Myers (Florida) e Fairbanks (Alaska) sono le città dove il Ministero dei trasporti statunitense ha deciso di testare i droni, o meglio i servizi avanzati con  droni, in vista dell’integrazione dei robot volanti nei cieli americani.

Nelle dieci città, si potrà volare sulle persone, di notte e fuori dalla vista del pilota, tutte cose normalmente proibitissime in America come in Italia (e ovunque nel mondo). E i droni faranno tutto quello che alle imprese verrà in mente di fare: portare pacchetti e medicine urgenti, controllare il traffico, sorvegliare il territorio, fare rilevi fotogrammetrici. Molte delle città scelte per la sperimentazione hanno un solido background nello sviluppo di servizi con i droni: per esempio Fort Myers (Florida) ha da tempo un programma per il controllo delle zanzare con i droni, mentre a Reno il 911 locale (l’equivalente del nostro 118) ha droni equipaggiati di defibrillatori per il pronto intervento sanitario. San Diego invece è il palcoscenico dove Uber cerca di rifarsi dalla drammatica fine del suo programma di auto senza guidatore sperimentando le consegne senza pilota di pizze con i droni, mentre Apple scatta foto dall’alto a Raleigh, in North Carolina. Memphis è la città del Tennessee dove FedEx sperimenta i droni da trasporto dei pacchi. Resta a bocca asciutta Amazon, che voleva sperimentare le consegne con i droni a New York, che non fa parte delle dieci città selezionate: probabilmente l’amministrazione Trump non se l’è sentita di dare il via libera nella megalopoli, così densamente popolata, con un cielo trafficatissimo di ogni sorta di aerei ed elicotteri  e così a rischio di attentati,  almeno non subito. Forse sarebbe stato più saggio per Amazon scegliere una città più piccola, magari Rome o Syracuse, città dello Stato di New York collegate da un corridoio aereo per droni voluto dal governatore italoamericano Cuomo.

Contrariamente all’Italia, dove di solito appena c’è la proposta di fare qualcosa in una città si levano gli scudi per impedirlo, in America il Ministero ha faticato a scegliere le dieci location per il gran numero di candidature di prestigio piovute sul tavolo del ministro, Elaine L. Chao: ben 149 richieste di città impazienti di prendere metri di vantaggio sulle altre e ritagliarsi la sua fetta di un’industria, quella dei servizi con i droni, che il ministero quantifica il 82 miliardi di dollari e 100 mila posti di lavoro, naturalmente sono negli USA.

I dati raccolti dalle 10 città campione saranno condivisi con il Ministero dei Trasporti e con la FAA (l’Enac americana) per trovare quel delicato bilanciamento tra sicurezza di chi sta a terra, privacy e benefici non solo economici ma anche sociali del volo dei droni.

 

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