I ponti statunitensi non stanno affatto bene. Un drone li curerà

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Secondo un rapporto di  Transportation for America un ponte su nove è “strutturalmente deficiente”, e l’età media di questi ponti mezzi scassati è cinquant’anni.
Un gruppo di ricercatori dell’università del Missouri (Stato che ha il dubbio onore di ospitare il decimo ponte più malmesso degli Usa) pensa di usare i droni per monitorare la salute di ponti e viadotti.

L’idea è venuta allo studente di computer science Chris Seto (ai comandi del drone nella foto in alto). “Lo scopo della nostra ricerca è quello di raccogliere i dati necessari per creare le rotte che i multicotteri dovranno seguire” ha spiegato il ragazzo, che è anche pilota di multicotteri radiocomandati. “Una volta stabilite le rotte, possiamo far volare i droni lungo i ponti e filmare i danni nelle strutture” ha aggiunto.

Inizialmente il progetto è stato sponsorizzato da Lockeheed Martin, e successivamente dal consorzio Mid-American Transportation center. “I ponti di solito sono ispezionati ogni due anni” dice il professor Zhaozeng Yin, docente dell’Università del Missouri e capo del progetto ideato da Seto. “Non abbiamo abbastanza risorse per fare questo lavoro manualmente, quindi dobbiamo renderlo automatico”.

Per sapere se il ponte è sicuro o ha bisogno di interventi una telecamera non basta: “Nel team abbiamo un professore del dipartimento di elettronica esperto in immagini a microonde, che permettono di vedere cosa succede sotto la superficie del cemento” aggiunge Yin.

Il problema principale dell’uso dei droni nel monitoraggio dei ponti è sempre quello, la durata delle batterie. E risolverlo sarà molto più difficile che non inventare una telecamera a microonde per fare le radiografie volanti ai piloni di calcestruzzo.

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