ENAC: arrivato l’Emendamento di Primavera. Scenari standard e meno burocrazia. Dubbi sul terminatore

0

Enac ha pubblicato il quarto emendamento al regolamento sui droni. Come previsto nel regolamento entrano gli Scenari Standard, e per il resto cambia davvero poco. Nessuna novità per i trecentini, come qualcuno temeva e noi di DronEzine avevamo sempre ritenuto improbabile: se ci saranno cambiamenti per i micro SAPR senza patentino li vedremo nel 2020-2021 quando (forse) arriveranno le regole europee. Da chiarire qualche punto poco chiaro sui terminatori per le riprese in città.

Ogni tanto è una buona cosa che le regole cambino, quando snelliscono e facilitano il lavoro di chi vola. Il cardine su cui ruota l’emendamento di primavera, pubblicato il 24 maggio 2018, è l’inserimento degli scenari standard nel regolamento stesso. Ricordiamo che gli scenari standard sono un ottimo sistema per rendere facili le operazioni specializzate critiche; si tratta di una raccolta di scenari critici dal rischio precalcolato per le operazioni più comuni (riprese video in città, analisi di cantieri stradali, viadotti e linee elettriche, cinema)  che non richiedono l’autorizzazione caso per caso, se ci si attiene ai limiti di quota, velocità, vento massimo e distanze di sicurezza specificati dallo scenario stesso.

Torna il terminatore per gli scenari standard
Negli scenari standard più comuni, come l’S01 che riguarda le riprese video in ambiente urbano fatte con droni sotto i due chili, come i Phantom o i Mavic, il buffer (la distanza tra il drone e persone e case) è di 15 metri con geofencing attivo, o 5 metri con cavo di vincolo, e non si parla di terminatore di volo. Ma la nuova formulazione dell’articolo 10 comma 5 almeno a una prima lettura fa rientrare dalla porta principale (il regolamento) quello che era uscito dalla finestra (lo scenario standard):

5. Per le operazioni specializzate critiche, ivi comprese quelle effettuate in accordo agli scenari standard, che si svolgono in condizioni VLOS in aree urbane in scenari che non prevedono il sorvolo di persone nell’area delle operazioni e nel buffer (omissis) un adeguato livello di sicurezza può essere dimostrato tramite l’utilizzo di due sistemi indipendenti e dissimilari, di comando e controllo e di terminazione del volo. (omissis)

A complicare le cose, il precedente articolo 10 comma 4 precisa che

4. Per l’effettuazione di operazioni critiche il SAPR deve essere dotato di un mezzo di terminazione del volo, se non diversamente prescritto per gli scenari standard, la cui funzionalità sia indipendente dal sistema primario di comando e controllo del mezzo. (omissis)

A leggere insieme questi articoli Il terminatore sembra più consigliato che non obbligatorio  per gli scenari che non li prevedono, come appunto l’S01,  ma se non lo si usa non è chiaro come si possa dimostrare di aver raggiunto un “adeguato livello di sicurezza”. Si tratta di una questione  da approfondire nei prossimi giorni, ma se così fosse rende ancora più appetibile l’uso del trecentino (SAPR inoffensivo sotto i tre etti)  rispetto agli scenari standard: i trecentini oltre a non richiedere l’attestato di pilota remoto (il cosiddetto “patentino”) rendono tutte le operazioni non critiche in ogni scenario, città compresa, e quindi il terminatore non serve mai per queste macchine ultraleggere.

Basta con l’invio del rapporto annuale delle operazione dichiarate nel logbook!
Una semplificazione burocratica che evita anche all’Ente di affondare nelle carte, sia pur digitali: non è più necessario spedire ogni anno i dati relativi alle attività svolte, in altre parole il numero di missioni svolte e le ore di volo, ma bisognerà inviarli solo se e quando richiesto da Enac. Per piloti e operatori cambia poco o nulla, tanto i logbook vanno tenuti in ordine lo stesso, visto che in qualsiasi momento e possono essere richiesti da ENAC. Ma una scadenza in meno da tenere a mente. Un piccolo aiuto, non basta ma aiuta.

 

⇒SCARICA IL REGOLAMENTO con l’emendamento 4

7548 visite
Commenta:

Segui DronEzine sui social: