Emendamento di Primavera e terminatore per i droni negli scenari standard: una prima analisi legale

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Di Francesco paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

L’Emendamento di Primavera di fine maggio 2018 fa entrare nel regolamento Enac per i droni gli scenari standard, il modo più facile e immediato per lavorare con i droni nelle operazioni critiche, anche in città. La formulazione del nuovo articolo 10 tuttavia in diversi puti si occupa del terminatore di volo, non previsto nei più diffusi scenari urbani: quindi serve o no per fare riprese in città con Mavic, Phantom e simili? La parola al legale.

L’emendamento del 24 maggio 2018 ha introdotto importanti novità in relazione allo svolgimento delle operazioni critiche, facendo un evidente rinvio alla nota informativa del 17 maggio 2017 (NI-2017-007), a mente della quale sono stati schematizzati gli scenari “standard” per le operazioni critiche. Il rapporto che si viene a creare tra l’emendamento al Regolamento “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” e la nota informativa necessita di due premesse fondamentali.

La nota informativa, da un punto di vista prettamente giuridico, è un atto di soft law, ossia non ha forza vincolante e non è prevista alcuna sanzione per il suo mancato rispetto. D’altronde, è la stessa nota informativa a precisare tale circostanza, laddove viene precisato che “Le note informative contengono informazioni attinenti l’area della Sicurezza del Volo (Safety) e sono destinate ai soggetti operanti nei settori APT (Aeroporti), ATM (Spazio Aereo), NAV (Navigabilità Iniziale e Continua), OPV (Operazioni di Volo), LIC (Personale di Volo) al fine di fornire orientamenti, raccomandazioni o chiarimenti riguardo a specifici argomenti o scenari regolamentari. I destinatari sono invitati ad assicurare che la presente informativa sia portata a conoscenza di tutto il personale interessato”. La seconda considerazione preliminare va fatta tenendo conto dello “scopo” della nota informativa NI-2017-007, pubblicata “in attesa di specifico emendamento del Regolamento “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” (cfr. punto 2 della nota informativa).

Quanto premesso, conduce ad esprimere più di un dubbio nella tecnica regolamentare adottata dall’ENAC. Un semplice richiamo agli scenari standard, senza alcuna specifica enucleazione della disciplina nel Regolamento, renderebbe meno vincolanti le prescrizioni oggetto dell’emendamento.

Ciò premesso, occorre ora esaminare le novità introdotte nell’art. 10 del Regolamento e, segnatamente, ai commi 4 e 5 .

Al comma 4 viene specificato che “Per l’effettuazione di operazioni critiche il SAPR deve essere dotato di un mezzo di terminazione del volo, se non diversamente prescritto per gli scenari standard, la cui funzionalità sia indipendente dal sistema primario di comando e controllo del mezzo”.

Al comma 5, invece, viene chiarito che “Per le operazioni specializzate critiche, ivi comprese quelle effettuate in accordo agli scenari standard, che si svolgono in condizioni VLOS in aree urbane in scenari che non prevedono il sorvolo di persone nell’area delle operazioni e nel buffer, a meno che tali persone non siano indispensabili alle operazioni ed addestrate allo scopo, un adeguato livello di sicurezza può essere dimostrato tramite l’utilizzo di due sistemi indipendenti e dissimilari, di comando e controllo e di terminazione del volo”.

I commi 4 e 5 vanno letti ed analizzati tenendo presenti le prescrizioni previste dalla nota informativa NI-2017-007 per ogni singolo scenario, sintetizzate nella tabella che segue:

Quanto precede, conduce anzitutto a ritenere che il sistema di terminazione del volo debba essere presente solo se previsto nei singoli scenari standard (“se non diversamente previsto negli scenari standard”) e, dunque, solo per quanto riguarda gli scenari 3, 5 e 7. Se così fosse, non sarebbe necessario dotarsi di un sistema di terminazione del volo per gli scenari 1, 4 e 6. Discorso a parte meriterebbe invece lo scenario 2, che prescrive un sistema di terminazione del volo ma non indipendente dal sistema primario di comando e controllo.

Il comma 5 fa particolare riferimento alle operazioni da svolgersi in “aree urbane in scenari che non prevedono il sorvolo di persone nell’area delle operazioni e nel buffer”. Confrontando il predetto comma 5 con la nota informativa NI-2017-007 pare evidente che tale richiamo faccia riferimento agli scenari 1 e 2, dove non è prescritto alcun sistema di terminazione del volo (scenario 1) o non è previsto l’utilizzo di due sistemi indipendenti e dissimilari di comando e controllo (scenario 2). Il comma 5, tuttavia, specifica che un adeguato livello di sicurezza può essere dimostrato tramite l’utilizzo di due sistemi indipendenti e dissimilari, di comando e controllo e di terminazione del volo. In sostanza, il comma 5 non obbligherebbe l’operatore a dotarsi di un sistema di terminazione del volo e/o di due sistemi indipendenti e dissimilari, ma, piuttosto, suppone che se l’operatore si dotasse di tali sistemi, l’ENAC riterrebbe sicuramente adeguato il livello di sicurezza delle operazioni.

Prime conclusioni. La formulazione dei commi 4 e 5 dell’art. 10 è sicuramente poco chiara e necessiterebbe di chiarimenti interpretativi. Tuttavia, da quanto sopra esposto, sembrerebbe che l’emendamento del 24 maggio 2017 faccia un mero rinvio alla disciplina prevista per gli scenari standard, senza innovare le prescrizioni in essi contenute. In conclusione, le prescrizioni previste negli scenari standard, ed in particolare quelle stabilite nello scenario 1 rimarrebbero immutate, senza che sia necessario per l’operatore dotarsi di un terminatore di volo e/o due sistemi, indipendenti e dissimilari, di comando e controllo.

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