Il legale risponde: certificazioni, visite mediche ed estero

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Prosegue il dialogo dell’esperto legale Francesco Paolo Ballirano che risponde ai dubbi legali degli associati a DronEzine. Oggi ci occupiamo dicertificazione di macchine, piloti e cosa succede se si vola all’estero. Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate. Per accedere al servizio, e leggere le risposte alle domande selezionate, clic qui

1)    Sono ancora in una fase in cui devo acquistare un drone idoneo alle mie esigenze: il fatto che enac chieda droni certificati per autorizzare le differenti missioni possibili, al momento, è di ostacolo alla mia scelta. Ad ogni modo, effettuato l’acquisto di un drone dovrei chiedere ad Enac di fare sperimentazione (in una località adeguata) con il medesimo, giusto? Io sarei prevalentemente orientato verso un multi rotore 8 eliche di Italdrone (€ 12.000 ,00 circa + ottiche a parte). Data però la portata dell’investimento ed i dubbi appena accennati, starei valutando, invece, di partire con l’acquisto di un Dj Phantom II Vision + (€ 2.000,00 circa + ottiche comprese). La sperimentazione al fine di poter operare in missioni non critiche, è possibile farla anche con il DJ Phantom?

L’attività sperimentale propredeutica non è necessaria se il SAPR è in possesso di un Certificato di Omologazione/Certificato di Navigabilità Ristretto/Permesso di Volo rilasciato dall’ENAC. Pertanto, se entrambi i SAPR che è in procinto di acquistare non possiedono tali certificati, dovrà svolgere comunque attività sperimentale propredeutica alle (future) operazioni specializzate non critiche. Sotto tale punto di vista, appare ininfluente l’acquisto di un tipo di drone riespetto ad un altro. In teoria i SAPR con peso al decollo inferiore ai 2 kg dovrebbero essere assoggettati ad un iter di utilizzo meno complicato, ma né il Regolamento né le circolari applicative danno precise disposizioni in tal senso, limitandosi a individuare criteri di costruzione per ridurre i rischi sulla sicurezza. Di seguito la dichiarazione per intraprendere  attività  sperimentale propedeutica ai sensi dell’art. 8.16 del Regolamento con la lista della documentazione da allegare. (http://www.enac.gov.it/repository/ContentManagement/information/N1311250232/Dichiarazione_Rispondenza_rev_27_Maggio_2014.pdf)

2)   Per quanto riguarda i requisiti del pilota, mi pare che sia necessaria una visita di II livello presso una struttura riconosciuta da Enac. Io soffro di enfisema bolloso Bi-apicale ed ovviamente avrei problemi a volare poiché la pressione in quota potrebbe essermi nociva. Mi pare però che nell’uso del drone sia lui a prendere quota mentre io sono a terra, esente dai rischi. Se però enac mi equipara i requisiti per pilotare un drone a quelli per pilotare un aereo potrei avere problemi? Sa dirmi che esami sono previsti in questa visita medica di II livello o come affrontare questa problematica?

Gli esami da effettuare per conseguire il certificato medico di II livello sono previsti dal Regolamento Aircrew (Regolamento CE 1178/2011) che impone una visita medica piuttosto dettagliata improntata a verificare lo stato di salute del pilota, sia fisico che mentale (apparato cardiovascolare, apparato digerente, sistemi metabolico ed endocrino, psichiatria, sistema visivo, apparato muscolo scheletrico etc.). Ovviamente è prevista anche un’analisi approfondita dell’apparato respiratorio (Allegato IV, punto MED.B.015). Pur non entrando nel dettaglio delle varie patologie in presenza delle quali è caregoricamente escluso il rilascio del certificato, in generale sia il Regolamento Aircrew che il Regolamento ENAC “Organizzazione sanitaria e certificazioni mediche di idoneità per il conseguimento delle licenze e degli attestati aeronautici” prevedono che in casi specifici possa essere rilasciato un certificato medico anche a chi, come Lei, abbia dei problemi di salute che comunque non incidono significativamente sull’uso di determinati aeromobili. In tal caso le autorità sanitarie dell’ENAC possono rilasciare certificati medici con limitazioni di volo (nel suo caso, presumo che l’idoneità richiesta per ottenere il certificato medico sarà limitata esclusivamente all’uso di SAPR). Per questo motivo è improbabile che il giudizio della visita medica sia di completa inidoneità. Se così non fosse, Lei comunque non sarebbe privo di tutela. Vi è la possibilità di fare ricorso all’ENAC contro un giudizio medico di inidoneità dove si potrà far riesaminare il caso da una commissione medica. In tale sede potrà produrre ulteriore documentazione sanitaria, formulare proprie osservazioni ed avvalersi dell’assistenza di un medico di sua fiducia. All’esito di tale procedimento, la commissone medica potrà emettere un giudizio di idoneità, casomai, come detto sopra, limitato all’uso dei SAPR.

3) normative di volo all’estero. Da mie ricerche mi sembra che in Europa la regolamentazione dei droni vari parecchio di nazione in nazione. Da quel che ho capito, la Francia sembra essere più aperta a questo settore mentre in Spagna, al momento, mi pare che ci sia un divieto ad operare con i droni. Esiste un unico sito di riferimento per queste normative o bisogna di volta in volta cercare le risposte? Sa dirmi qualcosa circa l’uso in Africa?

In Europa l’uso dei SAPR aventi peso al decollo inferiore ai 150 kg è regolamentato dalle autorità nazionali dell’aviazione civile di ciascun paese. Allo stato attuale non vi è un quadro comune di tutti i regolamenti adottati da ciascuna autorità nazionale, anche se in futuro si suppone che ci si muoverà in tal direzione. Amaggior ragione tale discorso può essere applicato all’Africa. Ad ogni modo, per utilizzare un drone nel territorio di un altro stato è utile ricordare che ai sensi dell’art. 8 della Convenzione di Chicago del 1944 ( a cui hanno aderito quasi tutti gli stati membri dell’ONU), nessun aeromobile senza pilota a bordo può volare sopra il territorio di uno Stato contraente senza autorizzazione dello Stato sorvolato. La speranza è che l’ICAO, in un futuro, dia standard comuni a tutti i paesi, in modo da ottenere un’omogenizzazione delle varie normative nazionali.

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