Droni militari: troppi incidenti mettono a rischio anche i voli civili

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E’ una strage: dal 2001 a oggi oltre 400 droni militari americani sono precipitati per incidenti, guasti, errori umani e anche per la collisione con un  quadrimotore da trasporto Hercules C130. E’ un miracolo che non ci siano state vittime, ma il tasso di incidenti non ha riscontro in nessun altra branca dell’aviazione. Lo rivela il Washington Post, che è riuscito a mettere mano sul report da 50 mila pagine che fotografa la catastrofe dei droni militari a stelle e striscie. Una quantità di incidenti tali da mettere seriamente a rischio l’effettiva apertura dei cieli americani ai droni, previsto per il 2015. Più di metà dei Predator acquistati dal governo americano sono stati coinvolti in incidenti più o meno gravi. I droni militari si sono schiantati su fattorie, case, strade, autostrade, canali navigabili e come abbiamo detto c’è stato almeno un caso di collisione con un aeroplano pilotato.  Molti droni militari sono semplicemente spariti dopo aver perso il segnale radio, un Predator fuori controllo ha attraversato tutto l’Afghanistan per schiantarsi nel vicino Tajikistan. Un altro drone, che portava un missile Hellfire, ha scavato un cratere vicino a Kandahar perché il pilota non si era reso conto che stava volando in volo rovescio. I droni militari hanno anche rischiato seriamente di ammazzare qualcuno in America: lo scorso aprile un drone armato da 100 chili è precipitato a due passi dal giardino di una scuola elementare in Pennsylvania. E nello stato del New York dal novembre scorso stanno ancora cercando un reaper  perso dalle parti del lago Ontario, nel giugno del 2012 un drone da ricognizione della Marina RQ-4, con l’apertura alare di un Boeing 757, è precipitato in picchiata verticale nel Maryland, innescando un incendio. Secondo il quotidiano statunitense, cinque sono le cause principali di incidente:

  • Scarsa capacità di scoprire e evitare guai: Telecamere e sensori non riescono ancora a sostituire gli occhi  le orecchie e il naso di un pilota. La maggioranza dei droni non hanno a bordo un radar anti collisione.
  • Errori di pilotaggio: Pilotare i droni è difficile, e nonostante i pilotio sianmo costantemente in esercizio, in tre anni ben tre piloti sono stati sospesi dal servizio per errori marchiani, compreso il caso di un pilota che per errore ha pigiato il pulsante che manda in vite il Predator per farlo schiantare sul posto in caso di emergenza non gestibile.
  • Guai meccanici:  Alcuni droni molto diffusi mancano di sistemi di sicurezza duplicati, e seno inviati nei teatri di guiessa senza essere stati testati a fondo. Molti incidenti sono stati causati da problemi elettrici banali, e il personale lamenta problemi in spiegabili: i piloti di Predator perduti nel 2008 e 2009 hanno definito i loro droni come “posseduti dal demonio”.
  • Ponti radio inaffidabili: Oltre un quarto degli incidenti è dovuto al malfunzionamento o alla perdita del link radio che consente di pilotare remotamente il drone, normalmente garantito da un satellite artificiale.

More than 400 large U.S. military drones crashed in major accidents worldwide between Sept. 11, 2001, and December 2013. By reviewing military investigative reports and other records, The Washinton Post was able to identify 194 drone crashes that fell into the most severe category: Class A accidents that destroyed the aircraft or caused (under current standards) at least $2 million in damage.

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