Il legale risponde: proteggere il diritto d’autore delle nostre riprese con i droni

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che vuole chiarimenti su come difendere il diritto d’autore delle sue riprese aeree.Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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(In apertura, uno scatto d’arte di Enrico Pescantini)

Buongiorno avvocato,
Sono un pilota di SAPR registrato a Enac, e vorrei usare il mio drone per fare riprese video. Vorrei però capire come fare a tutelare il mio diritto d’autore sulle immagini e i filmati che produco, e in generale come funziona in Italia la protezione della proprietà intellettuale per le riprese fatte con i droni..

L’utilizzo dei droni nel campo delle riprese aeree è ormai diffusissimo e, probabilmente, rappresenta una delle maggiori fonti di reddito degli operatori. I servizi di ripresa video/fotografica a mezzo SAPR risultano infatti relativamente economici e accessibili rispetto alle macchine utilizzate in passato.

In tale contesto, la proprietà dell’opera video/fotografica e la relativa tutela dei diritti connessi è un problema chiave che non può prescindere dalla normativa relativa al diritto d’autore.

Infatti, le immagini, le registrazioni sonore e i filmati catturati dal drone non sono diversi da quelli catturati da un obiettivo fotografico tradizionale.

In tale contesto, garantire che i diritti di distribuzione e utilizzo delle riprese (in sostanza, i diritti di autore) siano adeguatamente tutelati assume un’importanza fondamentale.

Foto d’arte o semplice clic?

Il Copyright delle fotografie e delle riprese viene tutelato dalla legge sul diritto d’autore (legge n. 633/1941 e successive modifiche). In particolare, per quanto riguarda le fotografie, la legge sul diritto d’autore delinea varie categoria in relazione alle finalità dell’autore:

vi sono anzitutto le opere fotografiche dotate di carattere creativo, ossia di tratti individuali così marcati e specifici da far riconoscere le caratteristiche artistiche dell’autore stesso.

La legge n. 633/41 attribuisce all’autore di un’opera fotografica sia i diritti morali sia i diritti di utilizzazione economica di cui agli artt. 12 – 19.

I diritti patrimoniali durano per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dopo la sua morte: l’uso di un’opera fotografica quindi è subordinato al consenso dell’autore o dei suoi eredi e al pagamento di un eventuale compenso.

La seconda categoria è rappresentata dalle semplici fotografie definite dall’art. 87 della legge n. 633/1941. Come “le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale ottenute con processo fotografico o con processo analogo”. Le semplici fotografie invece godono di una serie di diritti “minori”: l’autore, infatti, ha il diritto esclusivo di riproduzione e di diffusione/spaccio nonché il diritto ad un equo compenso per l’utilizzo delle sue foto a condizione che le stesse rechino le seguenti indicazioni: (i) nome del fotografo; (ii) data di produzione della fotografia; (iii) nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata. In mancanza la riproduzione non è abusiva e l’equo compenso non è dovuto. Tali diritti hanno durata ventennale. Vi sono, infine, le riproduzioni fotografiche, ossia le mere riproduzioni di scritti, documenti, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili, prive di qualsiasi connotazione creativa.

Le riproduzioni fotografiche non godono di una particolare protezione e sono liberamente utilizzabili.

Coyright e video

Per quanto riguarda invece le opere audiovisive, anche esse sono protette dalla legge sul diritto d’autore.

In particolare, l’art. 78 ter della legge sul diritto d’autore riconosce al produttore di opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento il potere esclusivo di autorizzarne la riproduzione, diretta o indiretta, la distribuzione con qualsiasi mezzo, e il noleggio o il prestito.

Affrontare la proprietà e le conseguenze del diritto d’autore nei contratti con la committenza è un segno distintivo di un professionista competente e, pertanto, appare opportuno anzitutto precisare chi è il titolare dei diritti d’autore sull’opera.

Se l’intento è che il cliente avrà il diritto d’autore sul lavoro (che è il più delle volte il caso), è bene che l’incarico sia definito in forma scritta.

D’altra parte, se l’intento è di mantenere la proprietà del diritto sull’opera, si dovrebbe prendere in considerazione la stipula di un accordo formale di licenza con il cliente che definisca chiaramente i termini in base ai quali il lavoro può essere prodotto, riprodotto, distribuito, modificato, copiato e utilizzato dal suo cliente.

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