Estate e Privacy, i consigli del Garante sull’uso dei droni

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Una serie di raccomandazioni del Garante della Privacy non solo per l’uso dei droni, ma per tutti gli accessori tecnologici che accompagneranno  milioni di italiani in giro per il Bel Paese o diretti verso mete esotiche.

Un set di consigli e un insieme di protezioni, non solo solari, per tutti coloro che con macchine fotografiche telefoni e tablet, viaggiano in vacanza all’estero e in Italia.

Si alla tecnologia delle foto e della condivisione, però attenzione ai bambini

Attenzione all’uso smodato dei selfie sopratutto quando nella scena ci sono minori e sopratutto quando tali foto sono condivise in “mondo visione” sui social network. Quando ci sono di mezzo dei bambini meglio oscurare i loro volti al fine di renderli irriconoscibili, o applicando sopra agli stessi alcuni “adesivi” o “emoticon“. Per quello che riguarda gli adulti invece sarebbe sempre opportuno richiedere una liberatoria per la pubblicazione delle immagini, Cosa che in effetti viene svolta dai fotografi professionisti, ma che nella maggior parte dei casi è ignorata. Almeno cercate di evitare i “tag” con nomi e cognomi.

Foto, vacanze e case incustodite

Un consiglio molto intelligente, sempre relativo all’uso dei social network, evitate di dichiarare giorno e luogo delle vacanze, qualche malintenzionato potrebbe in tal modo evitarsi anche la fatica di lunghi appostamenti in attesa di trovare la casa libera per svuotarla completamente.

Porti il drone in vacanza? Leggi i suggerimenti per la privacy

Arriviamo dunque ai suggerimenti relativi all’uso del drone portato appresso nel proprio luogo di villeggiatura e riportiamo per intero il paragrafo pubblicato sul sito del Garante per la Privacy.

Per chi porta il drone in vacanza. Se si fa volare a fini ricreativi un drone munito di fotocamera su una spiaggia o in un altro abituale luogo di vacanza, è meglio evitare di invadere gli spazi personali e l’intimità delle persone.
La diffusione di riprese realizzate con il drone (sul web, sui social media, in chat) può avvenire solo con il consenso dei soggetti ripresi, fatti salvi particolari usi connessi alla libera manifestazione del pensiero, come quelli a fini giornalistici.

Negli altri casi, quando è eccessivamente difficile raccogliere il consenso degli interessati, è possibile diffondere le immagini SOLO se i soggetti ripresi non sono riconoscibili, o perché ripresi da lontano, o perché si sono utilizzati appositi software per oscurare i loro volti.

Occorre poi evitare di riprendere e diffondere immagini che contengono dati personali come targhe di macchine, ecc.
Le riprese che violano gli spazi privati altrui (es: la casa delle vacanze, la camera d’albergo, ecc.) sono invece sempre da evitare, anche perché si potrebbero violare norme penali.
Non si possono usare droni per captare volontariamente conversazioni altrui.”

Drone Tello in volo sulla spiaggia

Al di la dell’uso dei droni per ascoltare le conversazioni altrui, cosa peraltro abbastanza difficile considerando l’attuale rumorosità dei velivoli a pilotaggio remoto, cosa peraltro fattibilissima con l’uso di microfoni direzionali in un futuro non troppo lontano, riteniamo che i consigli del garante della Privacy siano molto utili.

Non tralasciando il suggerimento più importante, ovvero quello di non lasciare a casa il buon senso che dovrebbe accompagnare sempre tutti i cittadini e in special modo i “dronisti” ovunque essi si trovino e ancora prima degli attuali regolamenti che si possono trovare nelle più svariate località del mondo.

 

Leggi tutta l’informativa sul sito del Garante

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