Il legale risponde: Aviosuperfici e droni, a chi chiedere i permessi?

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che vuole chiarimenti su come come comportarsi quando si tratta di fare operazioni specializzate in prossimità di un’aviosuperficie, che è cosa ben diversa da un aeroporto. Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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Buongiorno avvocato,

Ho recentemente conseguito il brevetto di pilota APR con abilitazione CRO e mentre mi accingevo a fare alcuni lavori di ispezione mi sono accorto che a circa 3 Km da queste abitazioni in campagna c’è un’aviosuperficie.
So che dalle ATZ degli aeroporti bisogna stare fuori e che bisogna essere ad almeno 5Km se non c’è un’ATZ istituita, ma mi pare di ricordare che le aviosuperfici non sono considerate aeroporti, e ovviamente non si può nemmeno chiedere un Notam.
Mi sapere cortesemente dire qual è la distanza minima da tenere? E nel caso si dovesse lavorare a distanza inferiore a chi chiedere autorizzazione? Se direttamente al proprietario dell’aviosuperficie o sempre ad ENAC? So anche che il lunedì questa specifica aviosuperficie è chiusa e non si vola, varrebbe in questo caso quello che vale per le zone ristrette, ovvero che fuori dagli orari indicati (a meno che non siano H24) sono da considerarsi libere?

Le aviosuperfici ad oggi costituiscono, insieme ai campi volo, la stragrande maggioranza delle strutture dedicate all’aviazione non professionale. Come giustamente da Lei osservato, esse si pongono a metà strada tra le aree non regolamentate e gli aeroporti. Rispetto agli aeroporti, infatti, sono soggette ad una notevole semplificazione normativa in termini di sicurezza, predisposizione sistemi di soccorso e, come da Lei evidenziato, gestione del traffico aereo.

La questione relativa alle aviosuperfici/spazi aerei fu al tempo fa evidenziata dall’ANSV perché vi erano delle eccessive anomalie dovute al fatto che molte aviosuperfici erano ubicate all’interno di ATZ e di CTR. A tale anomalia ha provveduto poi l’ENAC con l’emissione della Circolare APT-36 del 30 ottobre 2013 con cui sono state disciplinate le modalità di autorizzazione in caso di aviosuperfici presenti in tali zone. Questo per far comprendere che sulle aviosuperfici, a differenza che negli aeroporti, non vi è la necessaria presenza di ATZ o CTR.

Sul punto, tuttavia, appare il caso segnalare l’art. 713 del Codice della Navigazione, ove viene precisato che “le aree in prossimità di aviosuperfici o di impianti aeronautici destinati al servizio della navigazione aerea possono essere assoggettate dall’ENAC alle limitazioni previste dagli articoli 709 e 711, a tutela dell’interesse pubblico”. Gli articoli 709 e 711 del Codice, a loro volta, sebbene richiamino gli ostacoli alla navigazione “fissi”, vanno letti anche alla luce dell’art. 701, primo comma, del Codice della navigazione, laddove, viene chiarito che sono ferme “le competenze dell’ENAC in materia di sicurezza, nonché delle ragioni, degli enti locali e delle altre autorità secondo le rispettive attribuzioni”. Gli articoli del Codice della navigazione sopra evidenziati conducono ad individuare la competenza per eventuali prescrizioni circa la sicurezza della navigazione aerea appartenga principalmente all’ENAC ed, eventualmente, alla direzione aeroportuale di competenza.

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