Si può fare aero fotogrammetria con il drone DJI Spark?

0

Una domanda molto semplice su un tema molto sentito dagli operatori professionali che usano il drone per lavoro. Anzi il SAPR per loro è un ulteriore strumento per prendere misure precise, per calcolare l’estensione delle aree da rilevare per riprodurre il mondo reale in formato digitale ed elaborarlo tramite computer.

Parliamo dei tecnici che usano la fotogrammetria, aerea in questo caso, con l’ausilio dei droni.
Abbiamo già introdotto sulle nostre pagine Paolo Corradeghini che in un precedente articolo, spiegava ai meno addetti al settore – anche all’autore di questo articolo – se davvero la aero fotogrammetria con i droni sia davvero alla portata di tutti.

A inizio agosto Paolo invece ha eseguito una serie di test e prove, anche se non propriamente scientifici a suo stesso dire, sul possibile utilizzo del piccolo drone DJI Spark come compagno di lavoro in un rilevo aero fotogrammetrico.
L’esperimento, se così si può definire, è stato svolto a Riomaggiore, un borgo delle 5 Terre, proprio dentro al omonimo Parco Nazionale.
Prima di correre come pazzi a cercare di replicare le gesta del titolare di 3D Metrica, ricordiamo che per volare in quella zone ci vogliono permessi aggiuntivi, non è sufficiente possedere un drone “trecentino”, magari come lo Spark o l’Anafi o essere un operatore autorizzato.

Aero fotogrammetria con il drone DJI Spark

Qualche passo saliente dell’intero articolo che potrete leggere cliccando sul link a fondo pagina.
“Preferisco pilotare il drone “a mano” (con assistenza della strumentazione di bordo, GPS, accelerometri, bussola, altimetro), valutando la sovrapposizione tra fotogrammi (consecutivi ed adiacenti) sulla base delle immagini che la fotocamera del drone invia, in tempo reale, alla stazione di controllo di terra.” – scrive Corradeghini“È un po’ più complicato che non far fare tutto al drone, in modo automatico, ci vuole un po’ più di esperienza sul campo, si rientra in ufficio con più foto rispetto a quelle di una missione programmata, ma si riesce comunque a fare.Ed in questi casi è meglio e più sicuro (per tutti!).”

Le foto nadirali non sono sufficienti

Non bastano le solo foto nadirali – “cioè quelle fatte con l’asse ottico della fotocamera che punta dritto verso il basso.” – sottolinea Paolo – “Servono anche altri “dataset” di immagini.
Di solito si scattano anche foto con camera inclinata di 45° rispetto all’orizzonto e, per pareti verticali come questa, anche foto ‘orizzontali’ o ‘frontali’.”

Quali strumenti o meglio con quali droni ha effettuato la prova.

I velivoli a pilotaggio remoto utilizzati per questo empirico test sono stati un drone DJI Phantom e un drone DJI Spark. Il numero di foto scattate con il Phantom è stato di 450, mentre quelle con lo Spark sono state 150, ma per capirne le motivazioni, suggeriamo di leggere l’articolo tecnico molto ben spiegato dall’autore del blog.

Alla domanda principale, si può fare fotogrammetria con lo Spark cosa si può rispondere?

Ve lo anticipiamo citando letteralmente una parte delle conclusioni di Paolo Corradeghini

  • Lo Spark si è comportato molto bene anche in un caso morofologicamente complesso…
  • Vale sempre quanto detto per il primo test: se devi rilevare un’area vasta non credo che lo Spark sia la scelta tecnica migliore.
  • La sua fotocamera è meno performante rispetto a quella di altri droni più grandi […]
  • Un drone piccolo, come lo Spark, ha anche dei limiti oggettivi sull’autonomia della batteria e […]
  • Però lo Spark ha il vantaggio che in uno scenario come questo si può usare anche con la presenza di persone a terra non interessate dalla operazioni.
  • Se devi fare un rilievo in uno scenario in cui il “fattore umano a terra” non è per niente trascurabile, un mezzo inoffensivo può essere davvero una risorsa utile e interessante.
  • Ed infine c’è da segnalare che l’accuratezza restituita dal modello fatto con le foto dello Spark è assolutamente paragonabile a quella del Phantom.
  • Questo permette di avere un dato topografico solido, robusto e valido su cui fare analisi di pericolosità, estrarre sezioni e profili, programmare e progettare interventi su una buona base di partenza!

Quindi, alla luce di questo nuovo test, mi sento di continuare a dirti che, anche se con i suoi (non pochi!) limiti si può fare fotogrammetria con lo Spark!
Leggi l’articolo completo su 3DMetrica

SI PUÓ FARE FOTOGRAMMETRIA CON LO SPARK (?) – Test II

 

4946 visite

Commenta:

Segui DronEzine sui social: