Velivoli a pilotaggio remoto, finalmente qualcosa si muove

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Dopo il 30 aprile sembrava che il fermo macchina imposto da E.N.A.C. regolamentando il settore degli APR, i cosiddetti droni civili, fosse definitivo e senza speranza. Un settore definito malato  e prossimo alla morte prima quasi ancora di essere nato; invece la situazione si sta evolvendo, analizziamola nel nel dettaglio.

I lavoro per gli operatori professionisti che sono attivi nel campo delle riprese aeree, dei servizi, della fotogrammetria e in tutti gli altri ambienti dove un velivolo a pilotaggio remoto possa essere un fattore di crescita professionale e di risparmio di tempo e denaro, pareva essere in forte stand by. Una situazione di stallo lamentata da diverse aziende colte dallo sconforto della non tanto apparente difficoltà interpretativa del regolamento emesso il 30 aprile e consolidato con la circolare attuativa del 30 giugno 2014. Molti professionisti, molti rappresentanti di aziende medio piccole, ci scrivono quotidianamente per evidenziare i buchi neri e i lati oscuri della circolare attuativa.

ENAC ha ragionato in termini aeronautici, ha sempre e solo fatto quello, sarebbe impensabile credere che potesse certificare e omologare, mettendo a rischio la sicurezza aerea e terrestre allargando le maglie dei propri parametri. Dalla altra faccia delle medaglia gli operatori non possono ipotizzare che tutto rimanga come prima, ci sono è vero la maggior parte delle aziende che hanno sempre lavorato con responsabilità e assumendosi i propri impegni, ma il rischio che i cieli si riempissero di mezzi volanti con o senza controllo remoto in un modo che definirlo indisciplinato sarebbe un complimento, era veramente enorme.

Sul discorso assicurazioni ad esempio sono stati fatti enormi passi in avanti, un MAPR – Mezzo a Pilotaggio Remoto – deve essere assicurato in modo da poter assolvere civilmente a danni cagionati da eventuali anomalie o difficoltà tecniche procurando danni materiali. Dal punto di vista penale come è ovvio che sia, non ci sono polizze assicurative che tengano.

Qualcuno lamenta ancora il fatto che i premi delle polizze siano alti e che si stia costituendo un cartello, ma bisogna considerare che anche per il settore assicurativo, non è facile prevedere e ipotizzare da una parte un premio dalla altra un rischio assicurativo. I premi caleranno con l’aumentare del numero delle compagnie che approderanno in questo mercato e con l’aumentare dei numeri statistici necessari per poter eseguire calcoli adeguati.

 

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I permessi per iniziare a sperimentare, il cosiddetto periodo di attività propedeutica crescono e chi ha la pazienza e la costanza di osservare la pagina ufficiale di ENAC potrà osservare come la lista degli operatori riconosciuti si allunghi quasi quotidianamente. Notiamo tra l’altro come organizzazioni di importanza nazionali, quali la Croce Rossa Italiana  dipartimento di Bologna risulti con onore al interno di questo elenco.  Vedendo elencato una Phantom Vision2 molti potrebbero pensare che sia sufficiente andare nel negozio dietro casa e comprare un oggetto simile per poter ottenere le debite autorizzazioni a sperimentare, non è così. Seguite i percorsi ufficiali elencati nel corso di questi mesi.

Le scuole di volo autorizzate aumentano di numero, permettendo a tutti coloro che siano a digiuno delle regole dell’aria, condizione obbligatoria per chi voglia entrare in possesso del patentino e non in regola con i precedenti requisiti, di apprendere le basilari nozioni di comportamento nei cieli. Ricordate che il drone, seppure ad altezze massime ben definite V70 o V150, occupa comunque uno spazio aereo condiviso e ne deve rispettare le norme. La lista delle scuole di volo  non completa e non esaustiva è visualizzabile in questa pagina.

La comunicazione dei responsabili ENAC con la partecipazione a Workshop, organizzazione di seminari informativi ed emissione di Linee Guida  è incessante. Certamente per coloro che non sono avvezzi a masticare termini aeronautici e che in fin dei conti pensano di poter svolazzare con il loro giocattolino sopra a casa e chiese il nuovo regolamento prevede diverse pratiche burocratiche non facilmente applicabili. Tuttavia va considerata positivamente la freschezza delle informazioni e lo sforzo effettuato dal Ente regolatore per cercare di rendere chiare le procedure e le domande da effettuare per ottenere le sospirate autorizzazioni ad operare.

 

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Per il momento una sola azienda italiana, una delle prime a presentare un SAPR – Sistema A Pilotaggio Remoto – ha ottenuto i permessi per operare in area critica. Ricordiamo che tali autorizzazioni sono al momento da richiedere volta per volta e che deve essere completato il necessario passo della sperimentazione in aree appositamente dedicate. Si tratta di una ispezione di un cantiere ENEL a Livorno effettuata con un velivolo a pilotaggio remoto inferiore ai 25Kg in una area congestionata, ovvero con presenza di persone. L’autorizzazione riguarda Aermatica con il suo quadri rotore Anteos che ha ottenuto il primo numero di serie emesso dal Ente Nazionale Civile 2014/001

Come considerazione finale per tutti i nostri lettori che spesso ci accusano di tenere le parti di ENAC notiamo che la situazione al momento è in continua movimento così come in continua evoluzione sono la tecnologia e i regolamenti. Ci pare di capire che  l’approccio del Ente sia quello di valutare come si evolva il meccanismo che hanno costruito, cosa succeda in base ai permessi rilasciati, ma anche quello di effettuare un cammino a braccetto con le aziende  verso un obiettivo comune che pare essere quello di incentivare e non di bloccare un settore promettente che offrirà e sta già offrendo nuovi posti di lavoro, in un contesto di sicurezza e coscienza civile.

Quindi una esortazione finale al Ente Nazionale Civile, se fosse possibile sarebbe molto utile ottenere una normativa semplificata per i velivoli a pilotaggio remoto sotto ai 2 Kg inoltre una semplificazione dei requisiti per la visita medica necessari al pilotaggio in situazione in aree critiche.

Stefano Orsi

 

 

 

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