La Croce Rossa Italiana volerà con i droni?

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A Bologna la Croce Rossa inizia  le sperimentazioni con i droni. Nelle liste pubblicate da ENAC relative agli operatori abilitati a sperimentare con i SAPR – droni – salta all’occhio un nome particolare, quello della Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Bologna.

Grazie allo staff del Dott. Maurizio Menarini, che ha portato avanti un lungo e complesso processo, in collaborazione con vari Enti tra cui: il  Laboratorio di Navigazione Aerea e di Superficie DEI/ARCES/CIRI  –  Università di Bologna nella persona del Prof. Matteo Zanzi, il Generale di Divisione Antonio De Vita e il Tenente Colonnello Antonio Saracco, Comandante del Poligono Militare “Foci del Reno”, il giorno 8 luglio 2014 il Comitato Provinciale di Bologna della Croce Rossa Italiana, ha ricevuto ufficialmente l’autorizzazione da parte di ENAC a volare per l’attività sperimentale, propedeutica all’ottenimento del riconoscimento ENAC come mezzo di lavoro aereo per svolgere operazioni specializzate in area critica.

Un aiuto in più arriverà dai cieli con i droni?

La Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Bologna per le proprie mansioni istituzionali, gestisce una propria unità operativa per l’utilizzo di SAPR – Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto, di peso inferiore ai 25 kg in Operazioni Specializzate.
Dal 8 luglio 2014, ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha riconosciuto alla CRI di Bologna la facoltà di sperimentare i propri mezzi APR, comunemente detti droni. La sperimentazione è propedeutica all’ottenimento dell’omologazione del mezzo e del permesso di volo in area critica.

Fino a quando durerà questa sperimentazione?

Tale sperimentazione, che proseguirà fino a settembre, servirà a valutare tutta una serie di fattori, come anche i rischi correlati all’utilizzo degli APR, inoltre ci consentirà di stilare i primi protocolli relativi all’utilizzo degli stessi anche in ambito di protezione civile.

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Una scelta anomala per una strada più complicata

La CRI ha scelto quindi di non avvalersi della facoltà di omologare la propria struttura e i propri mezzi come aeromobili di Stato, ma di sottoporsi al nuovo regolamento ENAC, dimostrando di fatto di potersi integrare nel nascente mercato dei droni ad uso civile al pari di tutte le organizzazioni aeronautiche e risultando la prima struttura di Protezione Civile ad aprire la strada per l’utilizzo normato dei mezzi APR in situazione di grandi calamità integrandosi così nella Direttiva del Consiglio Dei Ministri del 14 gennaio 2014 nel coordinamento delle attività aeree.

Che risorse intedete usare?

L’unità operativa SAPR si avvale delle strutture e del personale volontario e professionale presenti in Croce Rossa, come il reparto telecomunicazioni dotato di proprie frequenze radio dedicate, Centrali radio mobili, ponti per le telecomunicazioni installati su tutto il territorio, capacità logistiche e di messa in sicurezza di aree prestabilite per ridurre il rischio alle persone e cose.

Quali tipologie di interventi sono previsti?

Con l’impiego della fotogrammetria aerea, si avrà la possibilità di costruire un modello tridimensionale dell’area di intervento così da garantire una migliore gestione e programmazione delle risorse impiegate durante gli interventi di maxi emergenza.
Altri utilizzi previsti dagli APR potranno essere: controllo e supervisione di strutture pericolanti e/o difficilmente accessibili, controllo aereo e video sorveglianza.

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Grazie a questo progetto, la CRI di Bologna intenderà promuovere ed esportare le proprie conoscenze ed esperienze acquisite all’interno di tutta la struttura nazionale di Croce Rossa a favore di quei Comitati Locali CRI che vorranno operare nell’ambito dei SAPR, creando in tal modo una rete capillare di unità operative su tutto il territorio nazionale.
Le prossime sperimentazioni  saranno rivolte alla definizione di un sistema di Search & Rescue, basato su protocolli operativi e algoritmi di analisi delle immagini prodotte dai droni.

La Croce Rossa Italiana si adopera per garantire un’efficace e tempestiva risposta alle emergenze nazionali ed internazionali, attraverso la formazione delle comunità e lo sviluppo di un meccanismo di risposta ai disastri altrettanto efficace e tempestivo. La gestione sistematica delle emergenze e dei disastri inizia con la preparazione ad un’azione condotta da volontari e staff organizzati ed addestrati, nonché con la pianificazione ed implementazione di attività volte a ridurre il rischio di disastri ed emergenze. Gli effetti di un disastro possono essere ridotti se la situazione è stabilizzata il prima possibile, consentendo quindi alle persone di iniziare a
ricostruire le proprie vite e la propria comunità.
Obiettivi istituzionali:

  •  Salvare vite e fornire assistenza immediata alle comunità colpite dal disastro
  •  Ridurre il livello di vulnerabilità delle comunità di fronte ai disastri
  •  Assicurare una risposta efficace e tempestiva ai disastri ed alle emergenze nazionali ed internazionali
  • Ristabilire e migliorare il funzionamento delle comunità a seguito di disastri
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