Così si formano i piloti di droni della Marina Militare. Che poi riprendono la Giornata della Marina

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La scuola Aerovision di Roma ha formato i sottufficiali della nostra Marina Militare all’uso dei droni:  ” è quello che ogni allievo di APR sogna, ossia fare il corso sul drone che poi userà e sugli scenari e operazioni tipo che affronterà”, ci racconta il responsabile della formazione, Giovanni Formosa. Una volta ottenuto l’attestato,  i sottufficiali della Marina hanno mostrato quello che i top gun con i piedi per terra sanno fare, assicurando le riprese della Giornata della Marina. Ecco come è andata.

“In realtà, formarsi simulando le operazioni specializzate che si dovranno fare una volta ottenuto l’attestato di pilota remoto (il cosiddetto patentino) è proprio quello che il regolamento ENAC  prevede per gli attestati che abilitano alle operazioni specializzate critiche” ci dice Giovanni Formosa, examiner Enac e Istruttore di Aerovision, centro di addestramento autorizzato di Roma ma con sedi sparse un po’ in tutta Italia. La normativa dice infatti che l’addestramento sia “Scenario based” cioè che preveda situazioni e manovre simili a quelle che si affronteranno poi nell’operatività quotidiana.

Giovanni Formosa e Loredana Scaffa di Aerovision alla Giornata della Marina

“Questo è proprio quello che fa Aerovision già dal suo esordio come Centro di addestramento nel 2014 proveniente da 5 anni di esperienza come operatore di droni in ambito televisivo iniziata nel 2009” dice ancora Formosa. “Il primo esperimento di addestramento orientato alle operazioni reali l’abbiamo fatto nel 2015 con 6 allievi, tutti dipendenti di e-distribuzione, che hanno avuto l’opportunità di imparare a lavorare con un drone, nello specifico un DJI Inspire 1 V2 con camera termica, direttamente sui tralicci scuola dell’ENEL training center di Scorzè in Veneto. In quell’occasione i sei allievi hanno conseguito l’abilitazione CRO necessaria per operare direttamente a stretto contatto con una infrastruttura elettrica”.

Ma l’esperienza più emozionante si è presentata questa estate, per un gruppo di sottufficiali dell’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina Militare. I sottufficiali, sia giovani che militari di provata esperienza nel settore delle immagini fotografiche e video, quest’inverno hanno iniziato una collaborazione con Aerovision che li ha condotti, primi nel loro caso, ad ottenere le abilitazioni previste dalle normative vigenti per operatori di droni della Marina Militare. “Dopo aver conseguito nella nostra sede di Roma l’attestato base e CRO VL/Mc, con la Marina abbiamo effettuato un’altra bellissima collaborazione, ovvero le riprese aeree della “Giornata della Marina” quest’anno svoltasi presso il molo Luigi Rizzo del porto di Ancona l’11 giugno scorso, alla presenza del neo Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e del Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Valter Girardelli”.

La scelta della città dorica per questa celebrazione è stata piena di significato: da Ancona, cento anni fa, la sera del 9 giugno 1918 due motoscafi armati siluranti (MAS), comandanti dal capitano di corvetta Luigi Rizzo e dal guardiamarina Giuseppe Aonzo partirono per la  storica “Impresa di Premuda”. All’alba del 10 giugno, proprio al largo dell’isola dalmata, il Comandante Rizzo sferrò l’attacco alla flotta astroungarica con i due MAS armati di siluri, riuscendo ad affondare la corazzata Santo Stefano. L’azione bloccò la veemenza della flotta nemica e contribuì al successo, sul mare e su terra, della Prima Guerra Mondiale.

Le riprese in questione presentavano tutta una serie di difficoltà, emerse nelle diverse riunioni affrontate nelle settimane precedenti l’evento a Roma presso Palazzo Marina, sede dello Stato Maggiore Marina” ci racconta Formosa. Presente agli incontri, l’ammiraglio Fabio Agostini capo Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina e del comandate Emanuele Di Franco, Capo Sezione Cinefoto, ovvero responsabile del personale addetto alle riprese foto video. “La cosa più interessante”, ci dice Formosa, “è stata proprio studiare tali problematiche affiancati dai futuri videoperatori aerei che hanno così potuto toccare con mano tutto l’iter autorizzativo necessario per realizzare le immagini delle foto che vedete in questo articolo e la diretta streaming nazionale e locale sui tre maxischermi allestiti nel porto per la popolazione accorsa per l’occasione”. Presenti in porto la portaeromobili G. Garibaldi, la Fregata Rizzo, il pattugliatore Borsini, i sommergibili Venuti e Romei, la nave scuola a vela Palinuro, la nave idrografica Galatea, il cacciamine Crotone e la nave Pedretti.

Le difficoltà principalmente sono state:

  1. Sorvolo di un’area in cui era proibito il sorvolo;

  2. Presenza di numeroso pubblico;

  3. Interferenze radio dovute alla presenza di unità navali militari e civili ormeggiate in porto e in navigazione nelle immediate vicinanze della costa.

Per la prima, il drone è stato inserito nel NOTAM richiesto dalla Marina per permettere l’atterraggio sulla portaeromobili Giuseppe Garibaldi e il passaggio di saluto a bassa quota degli AV8 Harrier. Un terzo elicottero effettuava, inoltre, un lancio paracadutisti con i fumogeni tricolore. Prefettura e Questura erano dunque avvertiti della presenza dell’APR così come il comando aeroportuale di Falconara, l’aeroporto internazionale delle Marche.

Il coordinamento tra i velivoli e il drone è avvenuto direttamente tra i piloti, essendo Formosa un pilota di Aviazione Generale e quindi in possesso di licenza di fonia aeronautica.

Per la presenza del pubblico è stata fatta un’analisi del rischio basata sulle segregazioni delle aree portuali già previste per l’evento indipendentemente dall’attività APR. Al pubblico infatti, sono state assegnate delle aree ben precise che prevedevano dei corridoi di evacuazione per eventuali mezzi soccorso e isolavano le zone di servizio utilizzate per parcheggio autorità, il retropalco completamente sgombro per evidenti ragione di security viste le numerose cariche istituzionali presenti. Proprio su queste aree, oltre che ovviamente in mare, ha volato il drone.

L’Apr scelto per le riprese è stato un Phantom 4Pro Obsidiane perché di peso inferiore ai 4Kg (1,35Kg) più semplice da “gestire” a livello normativo, dotato di sistema per la terminazione del volo e con una videocamera a bordo da 21Mpx e sensore da 1”. Utilizzando il radiocomando “Cendance” sempre della DJI, attraverso l’uscita SDI ed HDMI le immagini venivano inviate in diretta al pubblico che poteva vederle grazie all’istallazione di maxischermi oppure comodamente a casa in diretta streaming web.

“L’attività di safety più impegnativa” continua Formosa, “è stata quella relativa alle interferenze, difficilmente individuabili con certezza, ma solo immaginabili vista la situazione. Insieme alla Marina sono state individuate le emissioni maggiori come i radar delle navi militari sempre spenti a nave ormeggiata in banchina”. Unici apparati accesi, quelli per le comunicazioni, ma sono state valutate a frequenze molto diverse da quelle di comando e controllo del drone e per lo più lasciate in ricezione a vantaggio, per la trasmissione, della più versatile comunicazione telefonica.

Rimaneva confrontarsi con la presenza di eventuali sistemi di disturbo “antidrone” possibili vista la situazione. È bastato coordinarsi con chi si occupava della security a terra e conoscere intensità e raggio di eventuali dispositivi accesi. Una prova generale è stata effettuata il giorno prima dell’evento con i reparti e gli equipaggi delle navi schierati, senza la presenza del pubblico, in maniera da testare i tempi di cambio delle batterie per permettere di coprire le due ore di evento, le interferenze, il grande caldo e non ultimo… lo stress del pilota.

“Inutile dire” conclude Giovanni Formosa, “che è stato un grandissimo successo, con immagini davvero mozzafiato e sorprendenti, che hanno mostrato per la prima volta a migliaia d’italiani la Giornata della Marina da un’altra prospettiva e reso merito al grande impegno e dedizione che la Marina Militare, con i suoi uomini e donne, mette ogni giorno al servizio della popolazione e della salvaguardia delle Istituzioni. Impagabile anche l’entusiasmo dei nostri allievi che hanno lavorato per tutta la diretta seguendo il drone a vista e informando il pilota, impegnato nelle inquadrature, di eventuali ostacoli fissi e mobili intorno al drone garantendo una costante Situational Awareness”.

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