Se è vietato volare con il drone, metteteci il cartello!

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Di Paolo Francesco Ballirano, legale esperto di diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

È del mese scorso la notizia che un turista indiano si è visto sequestrare il proprio drone dopo averlo fatto volare su piazza San Marco, a Venezia, senza avere i titoli e le autorizzazioni necessarie per effettuare il volo. La notizia non è nuova e spesso salgono agli onori della cronaca episodi che vedono coinvolti turisti stranieri che, per noncuranza o ignoranza, non sanno che il volo in determinate aree è proibito . Ma anche se la legge non ammette ignoranza, riteniamo necessario che se c’è una no-fly zone, ci sia anche un cartello che la segnala. E che le forze di polizia usino il buonsenso oltre al codice.

 

Appare evidente che tali episodi sono dovuti alla mancanza di conoscenza aeronautica di coloro che per hobby utilizzano i droni, anche perchè la maggior parte sono compiuti da turisti stranieri o, comunque, avviene nei giorni festivi dove le finalità hobbistiche sono più evidenti.  Sebbene ignorantia legis non excusat, è pur vero che molto spesso la normativa attuale, soprattutto in Italia, è di difficile comprensione e reperimento, soprattutto per chi non ha dimestichezza con i droni e, ancor meno, per gli stranieri.

A complicare il basilare rispetto delle regole è la mancanza di avvisi, anche di immediata percezione e comprensione, tali da rendere edotti anche i turisti o gli hobbisti più sprovveduti, su quello che è consentito dalla legge e quello che non lo è.  Il problema del rispetto delle regole e l’eventuale punibilità di coloro che le trasgrediscono è una questione che sin da subito si è posta all’attenzione del legislatore e ad oggi risulta ancora non risolta, sebbene vi siano progetti promossi dalle autorità in grado di poter essere potenzialmente in grado di rendere più consapevole l’uso dei droni anche per i non addetti ai lavori.

Finanche il prontuario diffuso alle forze dell’ordine al fine di renderle edotte circa le eventuali violazioni al Regolamento ENAC e al codice della navigazione, istruisce in un certo qual modo gli agenti di polizia circa le eventuali sanzioni da applicare ma non indica né come si possa  realmente individuare il pilota/trasgressore né, tantomeno, sensibilizza le forze dell’ordine su eventuali attività di prevenzione, preoccupandosi, piuttosto, sulla entità delle violazioni eventualmente commesse.

In tal seno, la problematica relativa alla prevenzione ed alla corretta informazione su quello che “si può fare e non si può fare” può essere risolta installando una segnaletica, ben visibile e di immediata comprensione, in grado di poter aiutare anche i più improvvidi e meno informati piloti circa il divieto di sorvolo in determinate aree e/o la relativa documentazione da acquisire, così come è previsto, in determinati casi, dal codice della strada. Allo stesso tempo, le forze di polizia dovrebbero utilizzare il buon senso nell’applicazione delle sanzioni riuscendo a distinguere un uso appositamente fraudolento di un drone (si pensi al fenomeno degli abusivi) piuttosto che un uso, pur sempre illegale, ma svolto in buona fede. 

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