Ho volato con il drone dove era proibito. Possono usare come prova i miei filmati su Facebook? E ora cosa rischio?

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L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che vuole sapere se potrebbe avere dei problemi per i filmati dei suoi voli illegali postati su Facebook, e nel caso cosa rischia. Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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Buongiorno avvocato,

Vorrei sapere se pubblicando online una foto o un video fatti in una zona proibita(oasi naturalistica, zona aeroportuale eccetera) o in una situazione proibita(sorvolo su centri abitati o assembramenti di persone), si commette un reato e se si è perseguibili per questo, oppure se bisogna essere colti in flagrante durante la ripresa

È capitato più di una volta che eventuali illeciti commessi in violazione delle prescrizioni del Regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto”, del Codice della navigazione e del Codice penale, siano stati rilevati non in flagranza di reato, ma, piuttosto, a seguito di riprese diffuse sui social network o altre piattaforme di condivisione video, che potrebbero essere comunque sottoposte all’attenzione delle forze dell’ordine.

In ogni caso, la disciplina applicabile è quella prevista Codice Penale, se si tratta di aeromodelli e quindi droni utilizzati con finalità ricreative, o quella prevista dal Codice della Navigazione, se il drone svolge attività specializzate. La differenza non è agevole soprattutto ai fini delle sanzioni previste, soprattutto per le forze dell’ordine chiamate a verificare se da una ripresa video si possa “desumere” quale disciplina applicare. Appare infatti evidente che in assenza di flagranza di reato sarebbero pochi gli indizi a disposizione delle forze dell’ordine per effettuare contestazioni specifiche ed effettivamente corrispondenti alle violazioni commesse.

Nello specifico, per rispondere alle sue domande, per quanto riguarda il sorvolo nelle riserve naturali, l’art. 30 della legge n. 394 del 1991 prevede, per la violazione dei divieti di sorvolo in dette aree, l’arresto fino a 6 mesi o l’ammenda da Euro 103,29 ad Euro 12.911,00. Tale reato si applica sia tanto per un uso ricreativo quanto professionale del drone.

Quanto invece ai divieti di sorvolo previsti dal Regolamento ENAC (aeroporti, assembramenti eccetera) , per essi è prevista l’applicabilità dell’art. 1231 del Codice della Navigazione relativo all’inosservanza delle norme relative alla sicurezza della navigazione, con arresto fino a 3 mesi ovvero un’ammenda fino ad Euro 206,00 e, in alternativa, se si tratta di aeromodelli (e quindi droni utilizzati per attività ricreative), l’applicabilità dell’art. 650 c.p. che punisce l’aeromodellista che non osserva le disposizioni del Regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” con l’arresto fino a 3 mesi ovvero l’ammenda fino ad Euro 206,00. In entrambi i casi è prevista dunque la stessa pena, anche se gli articoli violati sono diversi.

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