Il pioniere della fotografia aerea Yann Arthus-Bertrand nominato Maestro DJI

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Dalle mongolfiere agli elicotteri ai droni: il fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, monumento vivente della fotografia aerea, fondatore nel ’91 della prima agenzia specializzata in foto aeree al mondo,  a 72 anni è stato nominato Mastro DJI dal costruttore cinese. Uno dei volti noti, anzi notissimi che dovranno diffondere il marchio DJI Pro nei quattro angoli della terra. Ecco la sua affascinante storia


di  Yann Arthus-Bertrand,
4 milioni di copie vendute

Quattro milioni di copie vendute del suo volume fotografico (patrocinato dall’UNESCO) Earth from Above, dozzine di scuole di fotogrfia francesi che portano il suo nome, un’anima ecologista che ha dato il via alla sua carriera, quando neanche trentenne partì per l’Africa sulle tracce dei leoni, ripresi dalle mongolfiere con cui portava i turisti per pagarsi il soggiorno, e culminata nel 2005 fondando l’associazione GoodPlanet.orgl’iniziativa Action Carbone. Un programma destinato a compensare le emissioni di gas serra generati dalla sua attività di fotografia aerea con aeri ed elicotteri, tramite il finanziamento di progetti per lo sviluppo di energie pulite e riforestazione. 

infine, la curiosità intellettuale l’ha portato a confrontarsi con i droni, che ha scelto  per realizzare il suo ultimo documentario Woman (Donna). Durante le riprese, e con il supporto di un team DJI, è stato fatto ampio uso del drone Inspire 2 con fotocamera Zenmuse X7. “Alzarsi in volo con una fotocamera restando con i piedi a terra è una sensazione che non avevo mai provato ed è un’esperienza straordinaria”, ha dichiarato l’artista francese. “Ora siamo in grado di riprendere immagini aeree da una prospettiva totalmente nuova. Sono certo che continuerò ad usare droni per i miei lavori futuri. Volevo essere estremamente flessibile nel filmare i luoghi e le donne, che saranno le protagoniste del mio film. Un drone è incredibilmente semplice da usare, il che ha facilitato notevolmente il complesso lavoro della fase di preparazione iniziale”.

Naturalmente la palla è stata presa al balzo dal marketing di DJI,  a cominciare da Ferdinand Wolf, direttore creativo di DJI, che ha detto “Quando un innovatore della fotografia aerea come Yann Arthus-Bertrand sceglie di usare la tecnologia DJI, nasce qualcosa di magico”. Pubblicità, certo, ma anche supporto tecnico al maestro francese, si affretta a spiegare Wolf: “Il nostro team ha assistito Yann nell’eseguire meravigliose riprese che non sarebbero state possibili da un elicottero. DJI è orgogliosa di affiancare questo grande artista nel suo impegno a lungo termine per testimoniare i traguardi e le sfide del genere umano, e per richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere il nostro pianeta e l’ambiente naturale”. Sin dal luglio 2017, DJI ha lavorato fianco a fianco con i registi Yann Arthus-Bertrand e Anastasia Mikova e la troupe in Portogallo, Repubblica del Congo e Cina, permettendo loro di familiarizzare con l’uso della fotocamera Zenmuse X7 e di sfruttare al meglio il suo sensore Super 35mm, perfetto per la portata di tale progetto.

Questo efficace strumento di ripresa, dalle elevate prestazioni, combinato con l’impiego del drone Inspire 2, si è adattato appieno alla visione di un artista che già in precedenza aveva rivelato la bellezza della fotografia aerea dall’alto di un elicottero. Per lanciare il marchio DJI Pro, DJI inaugura la serie “I Maestri DJI: il potere della narrazione visiva”, presentando tre fra i pionieri dell’immagine più affermati nel mondo: Yann Arthus-Bertrand, Claudio Miranda e Rodney Charters. Il primo episodio della serie presenta un documentario su Yann Arthus-Bertrand durante le riprese del suo film Woman, in uscita nel 2019.

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