Mancate collisioni tra droni e aeroplani: vere o no, evitiamole così

0

Di Paolo Omodei Zorini, pilota di aerei di linea ed examiner SAPR di AlphaLima, membro del Comitato scientifico di Dronezine

La mancata collisione tra un elicottero e un drone in Trentino riporta d’attualità il tema del pericolo di collisioni tra droni e aeromobili con persone a bordo. Anche se l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Aerea (ANSV) non è finora mai riuscita a dimostrare la veridicità dei racconti dei piloti di aerei che lamentano droni passati troppo vicini ai loro aeroplani, il problema è reale. Ma può essere evitato volando con buonsenso.

La questione delle mancate collisioni (vere o presunte) tra aeromobili tradizionali e sistemi a pilotaggio remoto è interessante sotto diversi aspetti. Sia per quanto riguarda gli addetti ai lavori sia per il grande pubblico, in quanto sempre di più si evince un interesse generalista nei temi riguardanti la sicurezza del trasporto aereo. Non è del tutto chiaro se la grande maggioranza delle segnalazioni di traffico unmanned interferente sia realistica. Ma sicuramente eventi recenti fanno credere che sia necessaria una particolare attenzione all’argomento.

Perché droni devono stare sempre sotto i 150 metri?

È evidente che il rispetto della regolamentazione nazionale ed europea sia sufficiente a prevenire problemi seri: i piloti tradizionali sanno infatti che, ad esclusione delle operazioni di involo e atterramento o in attività specificamente autorizzate, non possano scendere al di sotto dei 500 piedi di altezza, in applicazione del Regolamento di esecuzione UE 923/2012 (SERA) art. 5005 f) 2): non è sorprendente che le operazioni APR in VLOS siano consentite solo al di sotto di tale altezza, in ottemperanza dell’art. 24 del Reg. ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ed. 2 em. 4. Altezze superiori per gli APR richiederebbero necessariamente una riserva di spazio aereo, in modo da rendere consapevoli gli altri utilizzatori della presenza di un drone in una determinata zona. Va notato che in caso di traffico tradizionale interferente operazioni APR, il pilota ha l’obbligo di atterrare immediatamente o, se questo non fosse possibile, di portarsi ad un’altezza non superiore a 25 metri, come stabilito nell’art 27 comma 1.

Brutti incontri a bassa quota

Di fatto questo è sufficiente a prevenire la maggior parte degli eventi indesiderati. I piloti APR (e ovviamente anche quelli degli aeromodelli) dovrebbero rendersi conto che è comunque possibile incontrare traffico interferente nelle aree operative. I maggiori fruitori dello spazio aereo a bassissima quota possono essere identificati in elicotteri da soccorso o in generale aeromobili per lavoro aereo e anche apparecchi per il volo da diporto sportivo, provvisti o meno di motore.

Meno frequente – ma possibile – è l’attività militare, delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco. In condizioni VLOS reali, ovvero in quelli ove le condizioni meteorologiche siano uguali o superiori a quelle riportate in SERA.5001 e si applichi accuratamente la nota 1 all’art. 5 del Reg. ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto il pilota, eventualmente in collaborazione con il suo osservatore, ha sicuramente tutto il tempo per identificare il traffico interferente e manovrare come da regolamento.

Ciò non è così scontato se invece non si mantiene rigorosamente la VLOS o non si rispettano i minimi meteorologici previsti. Va detto che operazioni in prossimità di aeroporti (necessaria richiesta di autorizzazione ed emissione di specifico NOTAM) campi volo ed avio-eli-idrosuperfici anche temporanee necessitino di adeguata analisi del rischio e stretto coordinamento fra gli attori coinvolti (Autorità, Aeronautica e non, inclusa).

E se volo al di là dell’orizzonte?

Le operazioni BVLOS non sono mai scontate. I sistemi di sense and avoid e di detect and avoid previsti all’art. 5 del Reg. ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto non sono di certo disponibili sui droni di uso comune. E una eventuale iniziale attività in BVLOS deve per forza avvenire in uno spazio aereo segregato (condizione evidentemente necessaria al fine di ottenere la prevista autorizzazione per le operazioni oltre la linea visiva insieme a verifiche accurate su sistemi, procedure e piloti da parte dell’Autorità aeronautica).

In conclusione, ancora una volta, il rispetto delle normative garantisce un adeguato livello di sicurezza e pertanto le limitazioni previste vanno rispettate. Per ora, a differenza di ciò che succede in altri paesi, abbiamo già grandi opportunità di volare semplicemente anche se con un minimo di burocrazia e se la popolazione dei piloti saprà non abusare della fiducia accordatale saranno sicuramente disponibili a breve nuove opportunità -non importa se su scala nazionale o comunitaria- ma solo quando sarà disponibile un sistema adeguatamente evoluto per la convivenza, all’interno di uno stesso trafficato spazio aereo, di droni e aeromobili tradizionali.

PS un buon terminatore di volo può salvare un aeromobile manned

PPS un cavo di ritenuta è altrettanto efficace.

1087 visite
Commenta:

Segui DronEzine sui social: