Droni per salvare i ponti: dopo Genova ne parlano tutti, io lo faccio da anni

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri la testimonianza dell’ingegner Carlo Zianna.
Ai droni che salvano i ponti abbiamo dedicato una approfondita inchiesta su DronEzine Magazine

Con l’esperienza maturata in questi anni e confortato dal continuo confronto con tecnici che operano nel settore ormai da diversi anni, posso dire che l’impiego degli APR nel campo dell’ispezione delle infrastrutture costituisce un elemento irrinunciabile che affianca e completa tutte le tecniche e procedure operative tradizionali, in molti casi sostituendole egregiamente.

   Nel 2015, quasi per caso, mi imbatto su internet in una pubblicità di un apparecchio in grado di portare in volo una camera che riprende video in risoluzione 4k, proprio quando la mia professione di ingegnere mi avvicina al monitoraggio delle opere d’arte infrastrutturali.
Da lì al collegamento tra le due cose il passaggio è stato breve: perché non semplificare operazioni svolte con tecniche e tecnologie tradizionali con soluzioni più convenienti in termini di tempo e di costi?
Il concetto è molto semplice: piuttosto che far avvicinare fisicamente l’operatore alla parte d’opera da ispezionare, con tutti i rischi connessi del caso quando parliamo di strutture in elevazione che devono essere raggiunte con l’ausilio di piattaforme elevatrici dal basso o di by-bridge direttamente dalla sede autostradale, si sostituisce un APR al tecnico. Rimane inteso che le due soluzioni non sono alternative, ma si integrano perfettamente l’una all’altra a seconda che la finalità dell’ispezione riguardi unicamente un esame visivo ovvero richieda un intervento diretto dell’operatore, ad esempio per operazioni di disgaggio di materiale ammalorato o di verifica di serraggio di bullonerie, ecc.
Così ho cominciato ad approfondire le mie conoscenze nel mondo droni, fino a quel momento ferme alle apparizioni di questi dispositivi nei telegiornali, e mi sono convinto a prendere l’abilitazione di pilota APR per le Operazioni Specializzate Critiche ed ho acquistato un drone DJI Phantom 3 PRO autorizzato da ENAC a svolgere le suddette operazioni.

Si parte con il terremoto del 2016
Dopo una breve fase di sperimentazione con prove dirette sul campo ho stabilito delle procedure interne e delle modalità operative che ho proposto all’azienda presso cui ero dipendente, ovvero la INFRAENGINEERING Srl, società di ingegneria del gruppo TOTO Holding, per integrare l’attività di monitoraggio delle opere d’arte autostradali della Società Strada dei Parchi Spa, Concessionaria della autostrade A24 Roma – L’Aquila – Teramo e A25 Roma – Pescara.
Seppur molto limitati dalla scarsa propensione dell’APR in dotazione per attività di questo tipo, i risultati delle campagne di ispezione dei viadotti analizzati si sono dimostrati utili, in modo particolare dopo gli eventi sismici verificatisi nell’agosto del 2016 nel centro Italia, quando si è reso necessario effettuare dei controlli a tappeto ed in breve tempo per valutare le condizioni degli appoggi dei viadotti ricadenti nelle zone più prossime all’epicentro del terremoto. Infatti è stato possibile affiancare le due squadre di ispettori che operavano con due by-bridge dalla sede autostradale con una squadra che operava in autonomia dal piano di campagna, velocizzando le operazioni e limitando l’impatto sul traffico dell’infrastruttura in esercizio.

La svolta: lo zoom 30X
La svolta però è stata l’adozione di un apparecchio specifico per queste attività, dotato di un teleobiettivo da trenta ingrandimenti ottici, con prestazioni di volo affidabili anche in zone d’ombra rispetto ai satelliti e con sistemi ridondanti per incrementarne la sicurezza nelle operazioni di volo. Con i due anni di esperienza maturata con l’impiego dell’APR più piccolo a fine 2016 è stato per me possibile estendere l’abilitazione di pilota CRO (ex operazioni specializzate critiche) anche per mezzi di peso superiore in categoria LIGHT e dotarmi di un DJI Matrice 200; il mezzo è stato autorizzato da ENAC e poi inserito tra quelli a disposizione di Strada dei Parchi per effettuare le attività di verifica trimestrali che vengono eseguite durante l’anno e grazie alle quali si valutano le condizioni di ponti e viadotti. Attraverso un programma di intervento annuale sono state identificate le opere più vantaggiose rispetto ad una ispezione da drone, che in molti caso hanno consentito di individuare in tempi rapidi criticità subito segnalate alla struttura preposta alla risoluzione delle stesse.

Con due operatori scendono i tempi e anche i costi
Oggi la possibilità di effettuare ispezioni con due operatori, uno dedicato alle operazioni di volo ed uno addetto al controllo della camera, ci permette di fare valutazioni direttamente sul campo, limitando il tempo necessario all’analisi dell’opera e riducendo il costo per questo tipo di operazioni; l’altro aspetto fondamentale e molto apprezzato dalla Concessionaria (SdP) è la possibilità di eseguire i controlli in totale autonomia rispetto al traffico in esercizio sulla carreggiata, che non viene minimamente interessata dalle operazioni che si svolgono al di sotto dell’impalcato, tra l’altro con il vincolo, imposto dalla Concessionaria stessa, che l’APR non risulti mai visibile dall’utenza autostradale, cosa che non è possibile con il by-bridge, quando occorre chiudere le corsie di emergenza e marcia, esponendo gli operatori ai rischi del caso con lavorazioni sotto traffico.

Senza drone bisogna usare un costoso sistema by-bridge e chiudere al traffico il viadotto, almeno in parte

Uno strumento irrinunciabile
Ad oggi, con l’esperienza maturata in questi anni e confortato dal continuo confronto con tecnici che operano nel settore ormai da diversi anni, posso dire che l’impiego degli APR nel campo dell’ispezione delle infrastrutture costituisce un elemento irrinunciabile che affianca e completa tutte quelle tecniche e procedure operative tradizionali, in molti casi sostituendole egregiamente. Se poi a questo uniamo i vantaggi che si hanno nell’eseguire rilievi topografici e restituzione di modelli 3D o l’integrazione nei documenti per l’avanzamento lavori dei cantieri che seguo come Direzione Lavori, si moltiplicano i vantaggi ottenibili dall’utilizzo quotidiano dei droni nell’attività professionale nel campo dell’ingegneria civile.

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