Frontex inizia a testare i droni per sorvegliare le coste di Italia, Grecia e Portogallo

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È stata la stessa European Border and Coast Guard Agency ad annunciare, sul suo profilo Facebook, l’inizio dei test dei suoi aerei unmanned nelle aree marittime di Italia, Grecia e Portogallo, dando ufficialmente il via libera all’era dei controlli dei confini europei a mezzo drone.

Abbiamo già visto come dei velivoli pilotati da remoto siano usati per pattugliare il confine, ad esempio in Svizzera, ma questo caso rappresenta una prima volta, in tema di misure a livello europeo.

I test sono già iniziati in Grecia, assieme al contributo operativo dell’Aviazione Civile e dell’Air Force greca, e sono in procinto di partire anche in Italia, dove il progetto Frontex si avvarrà della collaborazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.

Gli aerei, equipaggiati con radar e camere termiche, verranno impiegati per offrire supporto in caso di attività di ricerca e soccorso, ma anche sorveglianza marittima, alla ricerca di imbarcazioni sospette che potrebbero essere impiegate per il trasporto di droga o la tratta di uomini. I droni dovrebbero garantire maggiore efficacia nel controllo del mare, condividendo in tempo reale i dati registrati con più squadre di intervento. Il tutto dovrebbe avvenire – si spera – anche a costi più bassi rispetto ai sistemi tradizionali.

Sia in Italia che in Grecia i test dovrebbero essere completati entro la fine dell’anno, ma con ogni probabilità – vista anche l’importanza della questione degli sbarchi clandestini nel nostro Paese – ne sentiremo parlare molto a lungo da qui in futuro.

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