Anche in Italia si fa ricerca sui droni. Ecco come

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Di Francesco Paolo Ballirano, legale esperto di diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

La definizione di attività specializzate contenuta nel Regolamento ENAC “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” ricomprende, tra l’altro, anche quelle relative alla ricerca e sviluppo, definite come quelle attività “di ricerca pura o finalizzata alla verifica di determinate concezioni di progetto del SAPR stesso o di nuovi equipaggiamenti, nuove installazioni, tecniche di impiego od usi”. Si tratta, dunque, di attività di ricerca di ogni tipo, da quella prive di finalità applicative vere e proprie fino a quelle che potrebbero cambiare per sempre lo stesso concetto di drone.

In particolare, l’art. 8, comma 10 del Regolamento prevede che “L’effettuazione dell’attività per lo scopo “ricerca e sviluppo”, è soggetta ad autorizzazione da parte dell’ENAC”.

In tale contesto sul sito internet dell’ENAC è stato pubblicato un elenco di progetti di ricerca e sviluppo oggetto di specifica autorizzazione, che fotografano in maniera ottimale le dinamiche e prospettive del mercato italiano sui SAPR.

Buona parte dei progetti di ricerca hanno ad oggetto il drone in sé, in quanto finalizzati a migliorare le prestazioni della macchina, come ad esempio il progetto che ha “l’obiettivo di dimostrare che l’APR possa essere alimentato da sistemi alternativi alle attuali batterie che ne limitano la durata, contribuiscono all’aumento del peso del payload, lunghi tempi di ricarica, vita limitata dal numero delle ricariche e utilizzo di materiali non “environment friendly” o, come la migliore conduzione dell’APR e i dati rilevanti durante il volo (“Verifica dei sistemi di interfaccia controllo Pilota – APR tramite visori Goggles e tecnologia Head Tracking – Identificazione droni in volo (posizione, quota, direzione, velocità, identificativo e punto di decollo, attraverso il link di controllo nella versione mobile e stationary. Eventuale Front-end su Air Traffic Controller”).

In particolare, meritevole di menzione è il progetto avviato dal Comune di Torino, unico caso in Italia e forse in Europa, che ha ad oggetto un “Laboratorio a cielo aperto per testing e sperimentazione applicata tramite APR “on the field” nell’ambito della cosiddetta Smart City” dimostrando una lungimiranza e visione di prospettiva non frequente.

Altri progetti, invece, hanno ad oggetto le attività di controllo e monitoraggio nei più disparati ambiti, come il progetto relativo alla “Sperimentazione per lo sviluppo dei processi manutentivi nel settore ATC per conto della controllante ENAV S.p.A.” o, invece, “Progetto di sviluppo di nuovi tools nel settore “aircraft maintenance” dopo eventi di lighting strikes. Tecniche sperimentali di impiego od usi per il “troubleshooting” o come Utilizzo di APR nell’ambito security in modalità multi-volo/multi-drone per il controllo del territorio in occasione di importanti eventi pubblici e per la tutela del patrimonio”. Si tratta di progetti il cui fine principale è quello di rendere i SAPR una sorta di “occhio” che riprende, controlla ed analizza l’ambiente circostante.

Ma a parere di chi scrive, quelli che sembrano davvero tra i progetti più interessanti sono quelli avviati per le attività di agricoltura di precisione e di logistica come lo “Studio per la notevole riduzione delle derive dei prodotti utilizzati nelle attività di Precision Farm e simulazione di trattamento fitosanitario con irrorazione. Raccolta dati utili per il settore agricolo nazionale.” o come “Innovazione di processo in Medicina di laboratorio tramite droni in un ecosistema digitale. Progetto dedicato all’ambiente della salute pubblica in termini di logistica integrata e sostenibile”.

Da ultimo, appare interessante il progetto relativo alla copertura della ricezione telefonica attraverso la “Misurazione, valutazione e predisposizione in quota della rete radiomobile 4G (LTE), 4G+ (LTE advanced) e prossima 5G, per fornire livelli di QoS adatti ad APR con payload connessi (es. streaming live). APR in volo automatico con supervisione umana in tempo reale e controllati in tempo reale da funzionalità in “cloud computing” attraverso la rete radiomobile” avviata da una nota compagnia telefonica.

Molti dei progetti elencati probabilmente sono già noti ai più attenti lettori, anche perché sono relativamente risalenti nel tempo. Nondimeno, l’elenco sopra analizzato denota anche quali sono i settori che attirano più investimenti nella ricerca e quali potrebbero essere le strade che, secondo gli analisti, genereranno in un futuro maggiori profitti.

 

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