Vaccini via drone invece che consegnati a piedi dalle ostetriche, il progetto Unicef in Vanuatu

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Vanuatu è un arcipelago vulcanico di 83 isole situato nel bel mezzo del Pacifico, tra le Fiji, le isole Salomone e la Nuova Caledonia. Acque cristalline, natura selvaggia, etc: ci sono tutte le carte in regola per considerarlo il classico paradiso, ma la verità è che un territorio a tratti impervio e ricoperto in grandissima parte da foreste rappresenta purtroppo un limite molto serio per la popolazione, specie se parliamo di far arrivare i vaccini alle comunità che vivono più isolate.

Solo un terzo del territorio di questa nazione è servito da strade o campi di volo, perciò in molti casi i vaccini necessari ai bambini dei villaggi vengono consegnati a mano dalle ostetriche, che con fatica e attenzione affrontano viaggi a piedi che possono durare anche diverse ore. I vaccini vengono trasportati in delle borse protette, che tengono le preziose fiale al riparo da possibili danni, ma non sono dei contenitori refrigerati, perciò i vaccini devono essere somministrati il prima possibile, spesso al momento stesso dell’arrivo, per evitare che la temperatura possa deteriorarli e renderli inefficaci.

Uno scenario difficile da immaginare e ancora di più da accettare, per questo l’Unicef ha aiutato il governo a trovare delle aziende che potessero testare un servizio di consegna vaccini via drone, sulla base degli incredibili risultati ottenuti da Zipline in Africa. Tra 20 candidati, la gara è stata vinta dalla azienda australiana “Swoop Aero” di Melbourne, che si occuperà di servire le isole di Epi e Sphepherd, e dalla tedesca “Wingcopter Holding GmbH & Co. KG” di Darmstadt che invece trasporterà i vaccini fino alle strutture mediche sull’isola Pentecost.

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