I droni potrebbero essere i migliori lavavetri di sempre

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Tre anni fa, Dainis Kruze e Janis Putrams fondarono a San Francisco la loro azienda Aerones. Oggi offrono servizi avanzati di pulizia per impianti produttivi e grandi edifici, utilizzando un drone da quasi 100 kg di peso che si muove con attenzione lungo le pareti delle strutture, pulendo ogni centimetro col getto d’acqua ad alta pressione che gli arriva (assieme all’elettricità per tenerlo in volo) attraverso un robusto tubo flessibile, che funge anche da cavo di vincolo e gli assicura così la massima stabilità. Non solo, perché proprio per ragioni di sicurezza il drone può essere “attaccato” al tetto del grattacielo con delle funi, proprio come si fa con gli ascensori, riducendo praticamente a zero il rischio che possa cadere per strada.

Secondo Aerones, pulire le vetrate dei grattacieli con il loro drone impiega 20 volte meno tempo del sistema classico dei lavoratori coi secchi d’acqua a bordo degli ascensori.

A pensarci bene, guardando ai precedenti lavori dell’azienda, c’è poco da sorprendersi. Già, perché il drone che nel video pulisce con tutta calma i vetri del grattacielo durante una bella giornata di sole a Riga svolge un compito che è davvero una bazzecola, se confrontato con quello che gli è toccato nemmeno un anno fa, quando a marzo dovette pulire e togliere il ghiaccio dalle enormi pale di una turbina congelata in Canada, in condizioni decisamente più estreme.

E infatti le applicazioni dei robusti droni della Aerones non si esauriscono certo qui, perché possono offrire un importante contributo anche in operazioni di ricerca e soccorso, nonché di supporto ai vigili del fuoco nella lotta agli incendi che divampano in costruzioni alte diverse decine se non centinaia di metri.

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