Perché i droni cadono? Uno studio olandese

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Il National Aerospace Laboratory olandese ha analizzato l’impatto degli errori umani negli incidenti che coinvolgono i piccoli droni. “Benché il potenziale economico dei piccoli dei droni sia alto, le autorità aeronautiche sono preoccupate degli aspetti di sicurezza connessi con l’apertura dei cieli al pubblico, specialmente in aree urbanizzate come l’Europa occidentale” scrivono gli esperti olandesi. “Situazioni di pericolo come le mancate collisioni con aeroplani ed elicotteri si sono già verificate. Quindi già ora sono stati posti dei limiti alle operazioni dei piccoli droni per cercare di mantenere la sicurezza. Poiché queste restrizioni potenzialmente possono avere un impatto negativo molto alto su questa industria nascente e promettente, è importante verificare che le regole siano davvero efficaci”.

Un decalogo di regole chiare e semplici

Lo studio si focalizza sull’elemento umano. “Errare umanum est”, ma l’aviazione non tollera errori. E ricordiamo che i droni che lavorano sono considerati aeroplani a tutti gli effetti (mentre quelli usati per hobby sono aeromodelli e non entrano nello studio), e tutte le autorità aeronautiche europee (con l’incredibile eccezione dell’Inghilterra) hanno allo studio regolamenti molto simili, che prevedono brevetti di pilotaggio, certificazione delle macchine e delle operazioni di volo per i droni usati per lavoro. Questo perché secondo l’istituto olandese, uno dei problemi è che la comunità dei droni è eterogenea: ci sono professionisti dell’aria ma anche amatori e operatori occasionali. Se gli “airmen” conoscono le regole dell’aria e hanno un bagaglio culturale adeguato a volare, lo stesso non si può dire degli operatori occasionali. E caldeggia un decalogo di semplici regole, “si fa-non si fa” che aiuti i meno esperti a non infrangere le regole e creare così situazioni di rischio. Anche perché i mini droni, ad ala fissa, elicotteri o multicotteri, dal peso compreso tra 2 e 25 chili, sono ormai la grande maggioranza dei droni civili europei, e sono quelli che più frequentemente finiscono in mano a piloti poco esperti se non del tutto digiuni di cultura specifica.

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Gli errori umani identificati dall’istituto olandese ricadono in tre grandi categorie: errori dovuti a mancanza di esperienza e capacità, errori dovuti all’insufficiente conoscenza delle procedure e violazioni intenzionali delle regole.

Gli incidenti studiati in concreto dagli olandesi sono stati

1. mancanza di esperienza e capacità

  • Nastro che copriva il sensore di quota

2. Insufficiente conoscenza delle procedure

  • Settaggio della radio sbagliato / caricamento di un piano di volo sbagliato
  • Altimetro barometrico non inizializzato
  • Dimenticanza di settarel’home point, col risultato di comportamento non prevedibile del drone in caso di perdita del segnale
  • Batterie scariche
  • Mancata considerazione degli ostacoli nel tracciare la quota per il ritorno a casa automatico
  • Sottovalutazione delle condizioni meteo in quota
  • Volo in condizioni meteo avverse

3. Violazioni

  • Volo al di fuori del campo visivo per soddisfare la richiesta di un cliente
  • Volo in area interdetta per soddisfare la richiesta di un cliente
  • Volo con equipaggio incompleto o non preparato a causa di limitazioni di tempo e/o di denaro
  • Fatica del pilota per eccessive ore di volo
  • Acrobazie spericolate in airshow e demo
  • Volo troppo basso senza necessità

Oltre a queste cause direttamente riconducibili al fattore umano, lo studio ha rilevato altri incidenti dovuti a problemi tecnici, in cui l’eventuiale peso del fattore umano non è immediatamente riconoscibile:

  • Vizi di fabbricazione
  • Errori hardware
  • Perdita del segnale radio

In conclusione, le cause principali che causano errori è la mancanza di allenamento, esperienza e competenza. I droni sono difficili da pilotare, si evince dallo studio sul campo, e di conseguenza è necessario un training specifico. Le difficoltà principalicomprendono:

  • Difficoltà di riconoscere l’orientamento del drone rispetto all’operatore, quando è angolato o ruotato, specialmente nei droni simmetrici come i multicotteri
  • Stima dell’effettivo ammontare di comando necessario

Lacune in cultura, abilità ed esperienza possono portare l’operatore o l’operatrice a violare senza volerlo leggi e regolamenti e a interpretare erroneamente situazioni di potenziale pericolo. La scarsa familiarità con la piattaforma (drone e base station), specialmente a causa del crescente numero di modelli diversi che arrivano sul mercato possono portare l’operatore a commettere errori o dimenticanze, aumentando la probabilità di incidenti. Ma anche l’eccessiva confidenza con il mezzo spesso porta l’operatore a comportarsi in modo poco professionale, portando il mezzo ai limiti e prendendo rischi non necessari. La mancanza di protocolli di comunicazione e coordinamento tra membri dello staff può portare a lacune nella  consapevolezza condivisa dell’effettiva situazione di volo (shared Situational Awareness) tra gli operatori. Inoltre, operazioni di volo intensive o ripetute portano a fatica, così come un nemico è la noia nelle operazioni di routine molto automatizzate. Noia e fatica possono portare ad abbassare la guardia e non essere pronti a fronteggiare l’emergenza.

Fattore umano e organizzazioni

Anche le lacune nell’organizzazione che opera i droni sono causa frequente di errori umani. Possono portare a:

  • Violazioni di regole e leggi, dovute alla pressione dei clienti o del poco tempo per portare a termine le missioni
  • Mancanza di una cultura della sicurezza
  • Mancanza di fondi da destinare al training del personale

La pressione dovuta a questioni finanziarie, tempi stretti o interessi commerciali possono “forzare” l’operatore a comportamenti spericolati. Per loro natura queste pressioni sono meno dannose degli errori. ma sono pericolose lo stesso. Molti operatori non hanno nemmeno un database che tiene traccia degli incidenti. Questa mancanza di consapevolezza dell’importanza della sicurezza ha portato a realtà dove manca del tutto la condivisione delle competenze e delle esperienze. Tempi stretti per la missione portano gli operatori a prendere pericolose scorciatoie nelle checklist pre volo e negli atri test. Molti poeratori non hanno programmi di formazione continua. Questo può portare a una perdita di competenze e capacità di gestire le emergenze, aumentando il rischio di incidenti.

Droni, un settore immaturo

lo sviluppo relativamente recente dei droni, il passaggio repentino dall’aeromodellismo all’uso professionale ha visto la crescita veloce di molti produttori di droni e agenti di vendita, con vari livelli di professionalità. Questo si traduce talvolta in manuali operativi di bassa qualità, quando non del tutto mancanti, e altre volte in scarsa professionalità nella vendita e nella corretta presentazione al cliente delle piattaforme offerte. Molti operatori di droni, specie le ditte individuali, non hanno gli strumenti culturali per valutare correttamente le macchine e i loro manuali/documentazione. Ciò si traduce in operatori che che non hanno la piena consapevolezza delle caratteristiche dei droni che pilotano e del loro inviluppo di volo, il che porta a incidenti. La mancanza di supervisione da parte degli Enti aeronautici sugli operatori di droni crea le condizioni perché operatori improvvisati pilotino e manutengano in modo poco professionale le flotte.

Scarica il report completo (in inglse)

 

 

 

 

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