Chiamata per gli operatori di SAPR torinesi per migliorare il volo dei droni in Piemonte

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Come ben sapranno i lettori della nostra rivista e del nostro blog, il volo dei droni professionali quelli che in legalese vengono definiti SAPR, Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto è regolamentato dall’Ente Nazionale Aviazione Civile.
ENAC però non è il solo ente che si occupa di stabilire dove e come possano volare gli aeromobili tradizionali e anche i droni. Esistono alcune aeree, che sono opportunamente regolamentate e magari il cui sorvolo è proibito per motivi che esulano dal traffico aereo, ma sono relativi magari a questioni di Ordine Pubblico e Sicurezza.
In Piemonte, a ridosso di Torino si trova una area denominata R34, il cui sorvolo può avvenire solo previa richiesta alle istituzioni interessate: Questura, Prefettura e Comune.

Quindi teoricamente gli operatori professionali di SAPR, in possesso degli opportuni requisiti di legge, potrebbero  eseguire missioni con i droni in tali zone, ma devono prima ottenere il benestare e i nulla osta da parte delle Forze dell’Ordine.
Spesso richiedere tali permessi, è lungo e laborioso e non esistendo al momento una specifica procedura standard alle volte le tempistiche si allungano ulteriormente, rendendo impossibile lavorare nella legalità e rispettando le urgenze delle committenze.

Un operatore di SAPR e fotografo illustre e conosciuto residente nel capoluogo piemontese ci ha scritto una lettera con la preghiera di pubblicarla per formare un tavolo di discussione tra operatori torinesi e istituzioni al fine di trovare un soluzione a questo labirinto burocratico.


[pubblichiamo integralmente il testo di Paolo Bartone fotograto e operatore di SAPR]

 

Da tempo stavo lavorando ad un’impresa al limite delle possibilità umane: mettere intorno ad un tavolo Enac, Prefettura, Questura e Comune di Torino.
Lo scopo, quello di spiegare che le attuali regole per ottenere un permesso di volo in area R34 con APR inoffensivi sono inutilmente lunghe e direi soprattutto inutili.

Non avendo alcuna possibilità da solo di riuscire in questo mio intento, ho provato a chiedere aiuto alla Assessora all’innovazione del comune di Torino Paola Pisano che ha accolto questa mia richiesta facendomi incontrare i suoi più stretti collaboratori a cui ho esposto il mio pensiero.
Ho avuto un incontro molto positivo; ho segnalato quella sorta di corto circuito che avviene quando si richiede il parere per operazioni non critiche con inoffensivi in area R34.
L’area in questione è all’interno della CTR di Caselle, che è stata istituita esclusivamente per motivi di ordine pubblico; dunque Enac in questa area non ha competenza per le quote da noi richieste.

Il corto circuito nasce dal fatto che la questura risponde alla richiesta pervenuta dalla Prefettura solo 2 gg. prima dell’evento. La Prefettura si ostina a comunicare ad Enac il parere quando ormai è troppo tardi e noi non riceveremo mai in tempi utili un parere positivo, peraltro già scontato in partenza .
Poiché, come abbiamo detto, la restrizione non è di competenza Enac, ho segnalato l’inutilità di tale procedura; ho quindi incontrato i collaboratori dell’assessore Pisano che incontreranno Enac, Prefettura e Questura nei prossimi giorni, e metteranno nella discussione anche le nostre richieste di semplificazione.

Il responsabile del comune di Torino competente ha in mente cose molto interessanti per renderci la vita più “facile”: ha detto che Torino vuole diventare la prima città amica dei droni e questa affermazione ci fa ben sperare.
Naturalmente speriamo che questa piattaforma, se si riuscirà a realizzarla, potrà essere estesa ad altre situazioni simili su tutto il territorio nazionale.
Mi è stato chiesto quindi di invitare, e lo faccio con molto piacere, i miei colleghi operatori dell’area torinese; professionisti e riconosciuti che utilizzano droni inoffensivi e non, e che li utilizzano per qualsiasi applicazione possibile, quindi non solo per riprese video-fotografiche come faccio io.

La riunione si terrà nei prossimi giorni proprio per fare il punto della situazione dopo l’incontro con Enac, Prefettura e Questura.
Vi prego quindi di contattarmi in modo da poter formare un gruppo in grado di esprimere tutte le nostre esigenze per provare a semplificare il nostro lavoro.

Vi ringrazio per l’attenzione.
Paolo Bartone per contatti e adesioni scrivere a altavisione.to@gmail.com

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