La polizia di Londra testa il riconoscimento facciale. I droni staranno a guardare?

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Pare che nel Regno Unito siano installate tra 4 e 6 milioni di videocamere a circuito chiuso (CCTV camera), concentrate soprattutto negli affollati centri delle città più importanti. Nei giorni scorsi la polizia di Londra ha annunciato che testerà una nuova tecnologia per il riconoscimento facciale automatico. Addirittura, le forze dell’ordine hanno invitato le persone a prendere volontariamente parte alla sperimentazione, indicando che i test avranno luogo nei dintorni di Soho, Piccadilly Circus e Leicester Square durante le giornate natalizie di lunedì e martedì.

Il riconoscimento facciale automatico non rappresenta una novità in termini assoluti (ad esempio l’algoritmo di facebook già da qualche anno è in grado di riconoscere, nelle foto che carichiamo sulla piattaforma, i volti dei nostri amici che ci suggerisce di taggare), ma in questo caso parliamo di una tecnologia in grado di “leggere” il volto di qualsiasi persona cammini per strada, in grado di controllare in modo automatico se l’identità del passante di turno ha una corrispondenza nel database delle forze dell’ordine col profilo di un criminale ricercato dalla giustizia.

Inutile dire che questo progetto riguarda direttamente anche i droni, che rappresentano gli strumenti ideali per dare al riconoscimento facciale una marcia in più rispetto alle comuni camere CCTV. Essendo fisse, infatti, le telecamere CCTV offrono meno possibilità di controllo, mentre un drone sarebbe in grado, spostandosi con una modalità equivalente all’active tracking che già è presente in diversi quadricotteri di fascia medio-alta, di seguire e tenere inquadrato un soggetto sospetto che il sistema fatica a riconoscere.

E sebbene alcuni ricercatori sostengano che il riconoscimento facciale è ancora inaffidabile, la notizia di questi test sembra accelerare i tempi rispetto a una sua introduzione futura, che potrebbe essere in seguito essere estesa a bordo dei droni, visto che un domani, con i dovuti accorgimenti tecnici come cavi di vincolo e sensori più sviluppati, potrebbero essere autorizzati per ragioni di sicurezza a volare anche sopra le strade più affollate delle nostre città.

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