Droni pericolosi? In Canada pensano di intercettarli col segnale TV!

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Che sia vero o meno il coinvolgimento dei droni nella faccenda di Gatwick (che sta assumendo sempre di più una connotazione tragicomica), quanto di incredibile accaduto all’aeroporto di Londra ha riportato la lente di ingrandimento dell’opinione pubblica mondiale sui temi dell’uso sconsiderato (o peggio volutamente dannoso) dei droni e degli strumenti adatti a garantire la sicurezza in casi del genere.

Prima però di pensare all’efficacia e alla praticabilità nei diversi contesti dei sistemi per abbattere, prendere il controllo e riportare al suolo i droni indisciplinati, c’è bisogno di intercettarli con sicurezza questi droni. La verità è che, al di là di cosa diranno le indagini del dopo Gatwick, i droni hanno dimensioni sempre più piccole che li rendono difficili da notare, e forme e caratteristiche che li rendono difficili da riconoscere. Pensiamo ad esempio ai droni grandi come insetti, a quelli poco più grandi che sono costruiti con le sembianze di uccelli, o a quelli che possono estrarre dei piccoli artigli coi quali ancorarsi sui rami di un albero, ideali per spiare cosa accade in un luogo o in una struttura. Insomma, se abbandoniamo la strada dei piloti poco responsabili per avventurarci su quella dello spionaggio industriale o peggio militare, ci rendiamo conto che la guerra tecnologica è molto più avanzata.

Per questo motivo il Dipartimento della Difesa canadese, preoccupato per i droni spia, sta testando nuovi sistemi per scoprire questi velivoli. Uno di questi si basa niente di meno che sul segnale TV, che i militari hanno usato per costruire un sofisticato sistema radar in grado di riconoscere droni piccoli quanto un insetto.

I vantaggi del radar basato sul segnale TV

In un documento redatto nel 2016 dalla Defence Research and Development Canada (DRDC), infatti, si apprende che, tra le diverse soluzioni allo studio per intercettare i droni, il radar basato sul segnale tv presenta degli indubbi vantaggi.

Innanzitutto questo sistema sarebbe abbastanza potente da essere efficace anche nei confronti dei droni di piccola taglia. In seconda battuta, poi, sfrutterebbe i ripetitori di segnale già presenti sul territorio, ai quali i cittadini sono già abituati, risparmiando la spesa per la costruzione di nuove torri ed evitando eventuali proteste per l’impatto ambientale e paesaggistico dovuto alla loro installazione. Il segnale televisivo avrebbe soprattutto il vantaggio di poter essere usato senza significativi costi aggiuntivi, in quanto questa tecnologia – e qui veniamo ad un altro importante vantaggio – è già in funzione 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Non si tratta ovviamente di una soluzione perfetta, perché come ogni altro genere di radar anche quello basato sul segnale televisivo potrebbe registrare dei falsi positivi, ad esempio rilevando gli uccelli come fossero dei droni. Per funzionare bene, quindi, questa tecnologia richiede lo sviluppo di un algoritmo estremamente sofisticato, in grado di distinguere, minuziosamente e in modo automatico, i droni effettivi da quelli presunti.

Un compito tutt’altro che semplice. Per questo moltissimi ricercatori, non solo in Canada ma in tutto il mondo, vagliano ogni possibile tecnologia che, all’occorrenza, sappia mettere il guinzaglio ai droni, consentendo a tutti di volare o di vederli volare senza paura e – magari – senza più falsi allarmi.

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