Australia, l’Aviazione Civile annuncia giro di vite sui droni

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L’unica cosa davvero sicura di quanto accaduto a Gatwick è che nel 2019 il sistema droni – sia dal punto di vista del regolamento che da quello delle contromisure tecnologiche adottate dalle strutture più a rischio (aeroporti fra tutti) – subirà una stretta in diverse parti del mondo.

Ad esempio la CASA, l’aviazione civile australiana, ha già annunciato che nel 2019 ci sarà un vero e proprio giro di vite sui droni. Come prima cosa questo significa aggiornare la dotazione di contromisure specifiche presso i principali aeroporti nazionali. Peter Gibson, communications manager della CASA, ha utilizzato il termine “attrezzatura di monitoraggio”, che darà allo staff di sicurezza la possibilità di identificare un drone, il suo numero seriale e la posizione del suo pilota. Questo nello scenario normativo attuale, che con ogni probabilità verrà modificato al fine di rendere obbligatoria la registrazione per tutti i possessori di droni, in modo da poter risalire anche all’identità del pilota.

Gibson non ha fatto riferimenti diretti verso sistemi specifici. Del resto, sistemi di tracciamento ed identificazione come DJI Aeroscope hanno un’efficacia limitata ai soli piloti irresponsabili, mentre sono aggirabili da eventuali malintenzionati che sanno il fatto loro. Non c’è dubbio, quindi, che nel 2019 l’industria dei sistemi antidroni, già protagonista negli ultimi anni di una crescita significativa, subirà una nuova ed ulteriore impennata, perché purtroppo quanto successo a Gatwick ha fatto perdere ai droni tantissimi punti da parte dell’opinione pubblica.

Non solo controllo e repressione, però, perché al fianco di registrazione obbligatoria per tutti e sistemi antidroni (almeno) negli aeroporti, ci sarà spazio anche per l’educazione, grazie a piccoli corsi e test sul volo sicuro, supporti fondamentali per tutti gli appassionati che vorranno volare in regola nel paese dei canguri.

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