Produttori di droni: l’assordante silenzio sulla farsa di Gatwick

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Nonostante sia appena passata l’Epifania, nessuna nuova sulla vicenda del presunto drone che ha rovinato le vacanze di Natale a centinaia di migliaia di persone in attesa di decollare dall’Aeroporto di Gatwick.

La farsa di Gatwick come l’abbiamo definita noi di DronEzine, prosegue anche grazie al silenzio assordante delle associazioni di categoria britanniche e dei produttori di droni internazionali.

Associazioni di categoria e produttori di droni, un vuoto di silenzio

Ne parla diffusamente Ian Povey direttore delle operazioni di Clear Vision Security Ltd sul blog online sUASNews.
E lo fa senza mezzi termini e peli sulla lingua, ricordando come ARPAS – UK l’associazione professionale di operatori di velivoli a pilotaggio remoto ne come DJI si siano espresse e abbiano preso una posizione precisa sull’amara vicenda che ha scontentato tutti.
Nessun comunicato anche a posteriori da parte dei principali produttori di droni che dichiarino ad esempio di poter evitare il volo nei pressi di NoFlyZone. Cose che peraltro è già implementata da anni e non si capisce come mai che ai mass media non sia stata data questa informazione.

Droni cattivi e droni buoni

Fotomontaggio, immagine non reale

Facendo passare solo il lato negativo della medaglia e cioè che il drone, non solo quello militare è un elemento di disturbo, è un male per la società e dimenticando ad esempio in quante situazioni si siano dimostrati utilissimi ed efficacissimi per salvare vite umane nelle missioni di ricerca e soccorso.
Di quanto siano utili coadiuvare le attività dei rilevi di architetti, topografi, geologi e geometri. Certo non ci aspettavamo che facessero pubblicità alle immagini mozzafiato e alle quali siamo oramai abituati a vedere in tutti i film, gli spot pubblicitari e video clip.
Questa è la parte ludico commerciale che non interessa, ma un messaggio sulla effettiva utilità dei droni in ambiti convenzionali da parte delle associazioni britanniche e dei produttori internazionali, DJI, Parrot, Yuneec, Walkera, non avrebbe di sicuro fatto male.

Aeroscope in versione fissa

Davvero la Polizia e l’Esercito inglese sono così inefficienti e maldestri?

Dalla lettura dell’artcolo su sUASNews che trova il nostro consenso, non ci rimane che prendere atto che sulla farsa di Gatwick ci siano molte considerazioni da tenere bene a mente per il futuro.
Dato che sino ad oggi nessuna evidenza è emersa a supporto della teoria che sul secondo aeroporto londinese ci fosse effettivamente uno o più droni che svolazzavano ignorando le più comuni regole del buonsenso e una mezza dozzina di leggi aeronautiche; la questione si complica enormemente.
Senza contare quei due poveretti messi alla gogna pubblica, arrestati e infine scarcerati accusati di aver prodotto con il loro drone quell’enorme disagio internazionale.

Risulta anche evidente che o i servizi britannici, la Polizia e l’Esercito britannico sono completamente inadeguati e incompetenti di fronte a una eventualità del genere, cose che facciamo fatica a credere. O è più semplice lasciar  pensare questo falso messaggio, piuttosto che svelare cosa effettivamente sia successo quel 19 dicembre 2018.
Certo ora i governi di tutto il mondo si stanno attrezzando stringendo le leggi, accaparrandosi sistemi antidrone di vario tipo, sia preventivi cioè in grado di svelare in tempo reale la presenza di oggetti volanti non autorizzati nei pressi dello spazio aeroportuale (tipo Aeroscope ad esempio) o di abbatterli con svariati sistemi: reti, fucili a radiofrequenza per inibire il controllo del drone, armi di vario tipo.

Quindi governi e istituzioni da una parte che stanzieranno come è già successo in Australia cospicue somme a protezione dei voli civili e dall’altra terroristi che si segneranno per bene nei loro piani criminali, che alle volte è più pericolosa una idea, che la sua stessa realizzazione.

Droni o fantomatici droni; terrorismo reale o virtuale?

Bastano un paio di persone neanche tanto addestrate all’interno di un terminale di un aeroporto che indicando il cielo e facendo finta di riprendere con il telefonino un eventuale drone sospetto in volo che si blocca e paralizza uno scalo aeroportuale e tutto il traffico aereo ad essa destinato.
Si perché al momento non sono stati registrati e diffusi prove video fotografiche che potrebbero essere state girate dalle migliaia di persone presenti che facessero chiaramente vedere il volo di un drone. E la cosa a quanto pare non si è verificata una volta sola, ma più e più volte.

La paura di aver paura: come il panico e l’ignoranza possano essere peggiori di un attentato

Se per ipotesi ci fosse effettivamente stato un drone sopra all’aeroporto di Gatwick, quello sarebbe stato il comportamento non solo irresponsabile, ma criminale di qualcuno o di qualche cellula terroristica, ma rivendicazioni in tal senso non ce ne sono state.

E se ci fosse stato un criminale, sarebbe stato lecito aspettarsi che la security aeroportuale, addestrata a tenere testa a terroristi kamikaze pronti a tutto, avrebbe saputo come affrontare e neutralizzare la minaccia, non sarebbe rimasta imbambolata a guardare per aria nel nulla senza sapere che pesci pigliare.
Le auto e i camion producono decine di migliaia di morti e feriti sulle strade di tutto il mondo, e in mano ai terroristi si sono rivelate armi devastanti, ma ciò nonostante  il trasporto su ruote non è stato abolito e nessuno va nel panico quando immagina che forse, magari, eventualmente potrebbe anche esserci un’automobile nei dintorni. Ma di solito le guardia di security armate fino ai denti non perdono la testa e chiudono un intero aeroporto per il sospetto non confermato di un’auto in transito).

La “nuova” tecnologia dei droni incute nuovi timori e introduce nuovi scenari apocalittici, ma è più pericolosa la paura di aver paura che non il fatto stesso: ricordiamo che per evitare un drone che non c’era, un pilota di aerei civili in Canada ha fatto una manovra da top gun ferendo due hostess e terrorizzando i passeggeri.

Quel che fa paura davvero è che se a Gatwick la minaccia fosse stata reale, nessuno avrebbe avuto la minima idea di come fronteggiarla.

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