DJI Mavic 2 Dual, occhio di falco nel visibile e nell’infrarosso

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Doppia camera, possibilità operative centuplicate: primo incontro con in Mavic 2 Dual, che alla spettacolare camera 4K con zoom ottico 2X affianca l’infrarosso della Flir Lepton, un aiuto enorme per la ricerca dei dispersi, per le analisi industriale, per la security. Inevitabile il confronto con il BeBop Thermal della francese Parrot.

Macchina recentissima, arrivata poco prima di Natale, il Mavic 2 Dual è già in vendita in Italia. E porta anche sul nostro mercato le affascinanti, inedite possibilità operative della doppia camera, 4k nell’ottico e 160 x 120 pixel attivi nell’infrarosso, quanto basta per le tipiche applicazioni dell’infrarosso volante, dalla ricerca dei dispersi all’analisi delle dispersioni termiche negli edifici alle applicazioni industriali.

 

Due videocamere a bordo per la visione classica e termografica

visione standard e agli infrarossi

La macchina targata DJi si inserisce nel solco inaugurato dal BeBop Thermal, che ha inaugurato il mercato dei quadricotteri economici con sensori all’infrarosso. Il piccolo quadricottero francese  condivide con il cinese la tecnologia FLIR per la parte termica, che nel caso del BeBop è la Thermal One Pro, mentre per il DJI è una Flir Lepton. Entrambe lavorano alla risoluzione di 160×120 pixel nell’infrarosso, ma le similitudini finiscono qui: il drone francese ha la curiosa (e piuttosto scomoda) caratteristica di avere l’accoppiata ottica/infrarossi montata a poppa, dal momento che la Flir One Pro del BeBop integra sia l’ottico che l’infrarosso in un unica camera,1440 × 1080 nell’ottico, mentre la Lepton del Mavic non ha video nel visibile e viene dunque sfruttata la piena risoluzione 4K della camera frontale, tra l’altro con zoom ottico 2x e zoom digitale 3X, mentre il BeBop lo zoom ottico non ce l’ha. Tutto sommato quella DJI è una soluzione che ci convince di più, garantendo un maggior grado di integrazione che evita l’inutile sdoppiamento delle camere ottiche del BeBop Thermal, che mantiene la classica camera full HD con gimbal digitale della famiglia BeBop.

Una camera a infrarossi a bassa risoluzione: sembra poco ma aiuta

Probabilmente, vista la bassa risoluzione delle camere a infrarossi montate sui due droni comparati, sarà difficile che possano essere usate laddove la differenza tra vedere una persona o no, possa garantirne la continuazione della vita. Quindi nelle missioni di ricerca e soccorso forse è meglio puntare su camere che costano da sole 4/5000 euro e offrire un servizio più accurato. Anche se chi i droni per il soccorso li usa è convinto che possono fare la loro parte, e d’altra parte i fondi per la protezione civile sono quelli che sono: Gian Francesco Tiramani, direttore operativo di Rescue Drones Network parte con una vecchia battuta, “meglio avere due pensioni buone che una sola così così”, ma chi soccorre è abituato a dare il meglio con quello che ha. “La camera del Dual ha le stesse prestazioni di quella dello Yuneec h520 e del BeBop Thermal” dice Tiramani, “e in sé la risoluzione non è un problema insormontabile: chiaro che un 320 o un 640 sono molto meglio del 160×120 di questa classe di camere, ma alla fine è molto più importante saperle usare bene che non avere i dettagli.

Una camera a bassa risoluzione impone di volare più bassi, questo è chiaro, ma la cosa più importante è definire bene i parametri dell’operazione, che cambiano moltissimo tra l’estate, dove il corpo di una persona in difficoltà si distingue poco dall’ambiente, o in inverno. Qui la scelta del palette gioca un ruolo anche più importante della risoluzione; un palette azzeccato rende facile identificare l’obiettivo, anche a scarsa risoluzione”. Secondo l’esperienza di Tiramani, “Per la ricerca e soccorso è importante che ci siano due operatori, uno per il pilotaggio, l’altro dedicato all’analisi delle immagini termiche“, cosa che – nel campo specifico del soccorso – rende preferibile le soluzioni Yuneec e DJI rispetto all’economico ma limitato BeBop 2.

Sempre che il budget lo consenta, chiaro. Sennò anche il francesino è decisamente meglio che niente. E molto in futuro lo farà la tecnologia, se accoppiata con l’esperienza del soccorritore: “Già oggi esistono soluzioni termografiche che permettono di creare degli hotspot, cioè stabilire un intervallo di temperatura e concentrarsi solo s quello: se oggi i inverno dovessi cercare una persona vestita di nero, fisserei la temperatura tra 28 e 32 gradi lasciando grigio tutto il resto, e il disperso spiccherebbe con qualsiasi risoluzione di camera. Ci sono anche sistemi che la temperatura dell’hotspot la tengono al centro dell’inquadraura, facilitando il lavoro delle squadra terra. Ma sono tecnologie che ancora non sono implementate nei droni di cui parliamo.

Detto ciò, tutte le macchine (Yuneec, BeBop, Mavic Dual) si rivolgono a chi ha bisogno di aggiungere le immagini infrarosse alle riprese nel visibile, senza troppe esigenze di fare misure termiche precise. Quel che è certo è che nelle classiche operazioni oltre il visibile, che spesso si svolgono di notte nel caso del monitoraggio di sicurezza, oppure in ambienti difficili nel caso della ricerca di dispersi, diventano fondamentali le funzioni di evitamento degli ostacoli presenti sul DJI e assenti nel concorrente francese, mentre presenti solo davanti sullo Yuneec: per il DJi parliamo di ben 8 sensori visivi ad alta risoluzione e 2 sensori a infrarossi posti ai lati del drone, una bella sicurezza se ci si muove in un bosco, in un cantiere o di notte. Ottima per tutte le macchine l’integrazione dell’infrarosso nelle app di controllo e comando, che nel caso del BeBop gestisce anche il cambio di prua, insomma per capirci la marcia avanti per la camera ottica integrata e indietro per l’accoppiata infrarossi/visibile inevitabile data la geometria particolare del drone francese.

Il drone DJI Mavic 2 Dual si presta a diventare una macchina per le ispezioni industriali

Volendo quindi considerare tutto il pacchetto composto da drone, camera ottica, camera infrarossa e software, il Mavic Dual si presenta come una soluzione ben più completa e affidabile, sia pure a un costo quasi doppio rispetto al drone francese: 1500 euro il BeBop Thermal, che è interessante soprattutto per le ispezioni termiche in edilizia, 2.899 euro il Mavic 2 Dual.

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