Regolamento droni: da quello ENAC a quello europeo

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Nel corso del workshop tenutosi a Roma nella sede dell’Ente Nazionale Aviazione Civile lo scorso venerdì 1 febbraio con lo scopo di informare la numerosa platea di interessati al settore droni, alcuni funzionari dell’Ente hanno spiegato con una serie di slides quale sarà la transizione tra l’applicazione del regolamento attuale in previsione di quello europeo.

Roma 1 febbraio – Sono state convocati dall’Ente Nazionale Aviazione Civile, quasi 200 persone per lo più appartenenti a Centri di Addestramento e formazioni invitati da ENAC oltre ad altri diretti interessati allo sviluppo del settore velivoli aerei a pilotaggi remoto.
Lo scopo del Workshop intitolato “Prospettive e transizione dal regolamento ENAC Mezzi a Pilotaggio Remoto al nuovo regolamento EASA” era proprio quello di spiegare come l’Autorithy nazionale avrà intenzione di adeguarsi al Regolamento Europeo approvato dagli euro parlamentai lo scorso settembre 2018.

da sinistra Veccia, Cardi, D’Urso, Volpari

Regolamento sui droni norme transitorie tra quello nazionale e quello europeo

Tra i relatori di ENAC erano presenti l’ingegner Alessandro Cardi vide direttore generale, l’ingegner Sebastiano Veccia  Direzione Regolazione Personale e Operazioni di Volo, Ing. Fabrizio D’Urso Responsabile Funzione Organizzativa Coordinamento Omologazioni, Elio Volpari Flight Inspector.
Dopo l’introduzione iniziale del ing. Cardi, nella quale ha spiegato come le bozze EASA, siano state radicali e impattanti sul regolamento europeo a dispetto della attuale normativa nazionale. Sempre a tal proposito Cardi ha spiegato che verrà istituito un tavolo tecnico con i rappresentanti delle associazioni di categoria  e dei Centri di Addestramento, composto da massimo 5 persone che lavoreranno al fianco dei funzionari ENAC per stabilire le norme transitorie che faciliteranno la futura applicabilità del regolamento europeo.
Presumibilmente entro questa estate verrà quindi emessa una variazione dell’attuale regolamento ENAC che traghetterà molte delle attuali normative nella direzioni indicata da EASA e in maggior parte implementate nel Regolamento Europeo.

Istituzione a brevissimo di un tavolo tecnico

Nello svolgimento di questa commissione tecnica, oltre alle associazioni di categoria, saranno presenti alcuni rappresentati dei Centri di Addestramento per discutere di importanti temi quali la formazione futura, visto che gli attuali schemi non saranno più validi dopo l’applicazione definitiva del regolamento europeo. Verranno quindi definiti quali potrebbero essere i corsi formativi per i piloti di BVLOS (cioè la conduzione di un drone oltre la linea visiva e diretta del pilota), i corsi per le operazioni Specific e l’allineamento in generale con la formazione EASA.
Con buona probabilità e se non ci saranno colpi di scena, dall’emissione del nuovo regolamento nazionale ENAC sino al recepimento totale di quello europeo passeranno circa 3 anni. Periodo durante il quale varranno le regole stabilite dall’Ente e rilasciate presumibilmente entro l’estate 2019.
Cosa ci sarà scritto esattamente nel futuro regolamento ENAC non ci è dato modo di saperlo.
Possiamo ipotizzare che sarà simile a quanto mostrato nelle diapositive all’assemblea, ma potrebbe anche essere modificato in congiunto accordo con il tavolo dei tecnici.

Nelle altre infografiche illustrate dall’ing, Veccia, vengono illustrate come le operazioni precedentemente suddivise in: ludico/ricreativo, operazioni non critiche e operazioni critiche verranno in alcuni casi raggruppate e smistate secondo il seguente schema.
Le operazioni ricreative e non critiche saranno inglobate e assoggettate alle stesse regole durante il periodo transitorio che partirà da dopo l’estate 2019 e sino al 2020 (un anno dopo l’emissione del regolamento transitorio)  e saranno assoggettate alla categoria Open.
Mentre le operazioni critiche confluiranno nelle regole transitorie appartenenti alla categoria Specific.

Sempre durante il periodo transitorio per le operazioni classificate come Ricreative o Non Critiche sarà necessaria la registrazione obbligatoria presso il sito D-Flight.it, la frequentazione di un corso online e il superamento di un esame online.
Quindi  per fare un paragone con l’attuale normativa, tutte le future attività ludico/ricreative e piloti con attestato non critico dovranno registrare i loro droni, formarsi con corsi online e sostenere un esame.
Per quanto riguarda invece, sempre facendo un paragone con il presente, i piloti con attestato per le operazioni critiche, sarò necessaria la registrazione sul sito D-Flight.it la dichiarazione per gli senari standard che in futuro diverranno Scenari Standard europei e la richiesta delle autorizzazione per gli scenari non standard a cui aggiungere  l’obbligo di formazione con  attestato rilasciato da un Centro di Addestramento autorizzato.
Visita medica non richiesta.
Piccola nota: come scrivevamo qualche giorno addietro i Centri di Addestramento manterranno ancora una certa rilevanza durante il percorso formativo per tutte quelle attività professionali che esulino dal contesto ludico/ricreativo e operazioni non critiche. Il Syllabus di ciò che dovranno insegnare, verrà rivisto dall’Ente Nazionale Aviazione Civile.

Entrando nello specifico a completamento delle linee generali sopra esposte, l‘ing. Veccia ha inoltre spiegato come suddividere le varie categorie dei droni in base alle loro specifiche tecniche.

Nel corso della presentazione è intervenuto l’ing. D’Urso che ha raccontato quali sono le condizioni e le tempistiche nelle quali applicare il regolamento Europeo e si stima che tal data sia intorno a metà dell’anno 2022.

Rimangono aperti i dubbi sulle certificazioni CE; che ancora non sembrano essere state elencate per quanto riguarda i droni. Nel regolamento europeo viene dichiarate sia l’esigenza di una marchiatura di conformità sulle norme CE, sia la conversione e possibile utilizzo di droni precedenti a tale normativa.

Dopo il 2022, cioè con la applicabilità del regolamento europeo i droni senza marchio CE o non conformi allo stesso e superiori a 250 grammi. potranno essere utilizzati solo nella categoria A3. A questa categoria appartengono i droni con un peso compreso fra 4 e 25 chilogrammi e che  dovranno rispettare distanze di sicurezza da aree congestionate, persone ecc.

Come comportarsi per volare nel rispetto delle legge

Molti lettori ci hanno scritto e ci stanno domandando come comportarsi per il futuro al fine di rispettare le normative.
La risposta non è facile. Innanzi tutto una premessa: sino a che ENAC non emanerà un nuovo regolamento, difficile pensare che possa essere solo un emendamento dell’attuale essendo cambiati tantissimi punti, vale quello sino ad oggi conosciuto.
Quindi stesse regole per droni ludici o aeromodellisti in rispetto dell’art.35 e stesse modalità di conseguimento degli attestati per operazioni critiche o non critiche.
Eccezioni ancora valide per i piloti di SAPR sino a 0,3Kg nel rispetto dell’art.12 comma 5.

Per coloro che intendano intraprendere una carriera professionale usando il drone si aprono diverse ipotesi. Anche in questo caso s è dipendenti dalla data di emanazione del nuovo regolamento nazionale. Si è parlato della prossima estate durante il workshop, il che potrebbe significare 3 o 4 mesi nella migliore delle ipotesi o anche 6 mesi, se parliamo di fine agosto.
Se in questi lassi di tempo ci sono già delle esigenze lavorative da completare, allora consigliamo di iscriversi al Centro di Addestramento e conseguire l’attestato.
Se invece ci sono ipotesi lavorative incerte e probabili e con un “trecentino” si potrebbe iniziare a mettere un piede dentro al settore lavorativo, allora si potrebbe pensare di alleggerire un drone renderlo compatibile con la normativa e farlo diventare un SAPR da 0,3Kg. Probabilmente tale categoria verrà equiparata a un Open Categoriy C1, quindi corso online ed esame online una volta che tutto sarà a regime.
Ovvio che a quel punto tanto varrebbe prendere un drone dal maggiore peso sino a 900 grammi a patto che rispetti i requisiti della velocità massima di 19 ms/s.
Questo lasso di tempo con conseguente incertezza del quadro normativo, influisce negativamente su futuri probabili attori che vogliano entrare sul mercato professionale dei droni.

Regolamento sui droni, a quale fare riferimento?

Ad oggi e sino alla prossima emanazione – estate 2019 quello attuale di ENAC
Dopo l’estate del 2019 quello transitorio di ENAC
Intorno al 2020 quello europeo.
Intorno al 2022 pieno regime quello europeo.

Dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento si entrerà a pieno titolo nelle norme transitorie di cui a parte la spiegazione avvenuta nelle righe poco sopra, in realtà potrebbero esserci novità. Ricordiamo a tal proposito che ENAC aveva pubblicato per i commenti una modifica alla LIC15 dimezzando le ore di vole per il conseguimento degli attestati che poi è stata ritirata.
Quindi potrebbero esserci altri cambi di scena anche in conseguenza delle decisioni del tavolo tecnico tra i Centri di Addestramento e i responsabili dell’Ente Nazionale Aviazione Civile.
Senza tralasciare il fatto che sul fronte politico la presentazione per la futura approvazione di e annessione nel Regolamento Europeo basico delle Open Category non è andata proprio benissimo. Mentre per la categoria Specific siamo ancora più indietro.

In sostanza questo capitolo è tutt’altro che chiuso e anzi, come spesso ricordano i dirigenti dell’Autorithy nazionale, non potrà mai esistere un regolamento che non cambia nel tempo, in quanto si deve costantemente adeguare all’avanzamento tecnologico e al variare delle esigenze.

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