La formazione professionale dei Piloti di SAPR: il ruolo dell’Operatore, del Costruttore e delle Scuole volo

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Prosegue il dialogo dell’esperto legale Francesco Paolo Ballirano che risponde ai dubbi legali degli associati a DronEzine. Oggi ci occupiamo dei complessi, per certi versi tortuosi, rapporti che intercorrono tra scuole di volo, operatori di SAPR e Organizzazioni Riconosciute nel delicato passaggio della formazione dei piloti di droni.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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La formazione professionale dei piloti e il ruolo delle scuole volo riconosciute dell’ENAC è stata recentemente oggetto di dibattiti e critiche più o meno fondate. Un corretto approccio interpretativo non può tener conto del Regolamento e delle Circolari sino ad ora diffuse. Di fatto, ad oggi, l’unica strada per poter inquadrare la normativa relativa ai SAPR è proprio quella interpretativa, dato che non esiste, allo stato attuale, nessuna analisi approfondita di dottrina e giurisprudenza relativa al suddetto Regolamento.

Prima di affrontare la questione, occorre premettere che ad oggi risulta essere in vigore solamente il Regolamento ENAC sui Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. Le cosiddette “Linee Guida” (o Circolari) trasmesse da ENAC sono ben lungi dalla loro entrata in vigore (tra cui, ovviamente, anche la circolare “Qualificazione del personale di volo APR”) e sono state trasmesse solo come bozze. Abbiamo inoltre già specificato che le Circolari, seppure fossero entrate in vigore (come non è), non sarebbero comunque vincolanti. Per stessa ammissione di ENAC infatti “Dato il loro carattere non regolamentare, i contenuti delle Linee Guida (LG) non possono essere ritenuti di per sè obbligatori. Quando l’utente interessato sceglie di seguire le indicazioni fornite nelle LG, ne accetta esplicitamente le implicazioni sul proprio impianto organizzativo da esse come risultante ed esprime il proprio forte impegno a mantenersi aderente ad esse ai fini della continua rispondenza al requisito normativo interessato”.

Ciò nondimeno, attualmente le Linee Guida assolvono ad un compito estremamente importante nonostante le caratteristiche sopra evidenziate: specificano ed approfondiscono alcuni punti del Regolamento che potrebbero risultare oscuri e di non facile interpretazione e pertanto vale la pena analizzarle e studiarle.

 

L’art. 17 del Regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto”

Il punto di partenza non può che essere ancora una volta, il Regolamento ENAC, dove all’art. 17, punto 3, viene stabilito che “I piloti devono aver effettuato presso il costruttore, presso organizzazioni da questo autorizzate o presso l’operatore stesso, se autorizzato dall’ENAC, un programma di addestramento per lo specifico SAPR.

L’art. 17 prevede nel percorso formativo del pilota, i vari players del settore: Costruttori, Operatori e Piloti. A quanto pare, la strada maestra indicata dal Regolamento, è quella di far carico il Costruttore o l’Operatore del percorso formativo del Pilota, escludendo, almeno stando a quanto previsto dall’art. 17, le famose “organizzazioni riconosciute” dall’ENAC che invece hanno uno sviluppo nelle Circolari ed in particolare quella recante il titolo “Personale di Volo APR”.

Le Linee Guida “Personale di Volo APR”

La Circolare “Personale di Volo APR” precisa quanto stabilito dall’art. 17 del Regolamento. La Circolare individua, ancora una volta, la figura dell’Operatore come nodale per la formazione del Pilota ed il suo continuo addestramento precisando sin dall’introduzione (art. 3 della Circolare) che “E’ compito dell’operatore verificare che l’equipaggio abbia la qualificazione richiesta. Questo vale sia per operazioni non critiche, per le quali è responsabilità dell’operatore attestare la qualificazione dell’equipaggio, che per quelle in cui è previsto un riconoscimento dell’ENAC”. Sebbene quindi l’Operatore assuma un ruolo determinante nella formazione del Pilota, dato che in caso di autocertificazione o autorizzazione è l’Operatore che deve dimostrare e documentare la capacità del Pilota a pilotare il SAPR, è interessante analizzare il percorso formativo suggerito dall’ENAC. La formazione del Pilota si divide in due fasi, una teorica ed una pratica.

Sulla parte teorica dell’addestramento, la Circolare da un lato ammette che i possessori di licenze FCL o di attestato di volo sportivo di cui al DPR n. 133/2010 o di licenza di pilotaggio rilasciata dalle Forze Armate in corso di validità possono evitare la parte teorica e dall’altro impone che l’Operatore debba provvedere a verificare le competenze teoriche previste. Tale compito, è mitigato dalla possibilità per l’Operatore, di essere supportato da Organizzazioni Riconosciute soprattutto Se l’operatore non è in grado di farlo autonomamente” o “se è l’operatore a doversi qualificare quale pilota. (Art. 4.1 il punto merita particolare attenzione come vedremo poi). Le Organizzazioni Riconosciute menzionate nella Circolare sono le organizzazioni che sono approvate da ENAC/EASA come Approved Training Organizations (ATO) oppure organizzazioni non approvate la cui capacità di addestramento sia riconosciuta da ENAC o da l’Aero Club d’Italia (per attestazione pilotaggio VDS). In sostanza l’Operatore può farsi supportare nella parte teorica da un’ATO o da scuole volo che hanno l’attestazione per il pilotaggio VDS, ma solo ed esclusivamente quando l’Operatore non sia in grado di svolgere da solo tale adempimento.

Quanto invece all’addestramento pratico viene sostituita la figura dell’Operatore (che nell’addestramento teorico ha un ruolo primario) con quella del Costruttore. Nell’addestramento pratico infatti, il Costruttore ha la possibilità di tenere corsi o incaricare un pilota a tenere tali corsi (“4.2 Capacità Pratiche L’addestramento pratico prevede di norma il superamento di un corso presso il costruttore del SAPR, presso un’organizzazione riconosciuta da ENAC o da pilota riconosciuto dal costruttore a condurre l’addestramento”). L’ultima parte dell’articolo in esame prevede inoltre che l’addestramento pratico può essere condotto anche da una “organizzazione riconosciuta da ENAC” con ciò aprendo la strada ad una terza via, ossia quella di un soggetto terzo (che non è costruttore) in grado di tenere corsi di addestramento. La figura dell’organizzazione riconosciuta da ENAC assume, nell’addestramento pratico, un ruolo secondario e comunque subordinato rispetto a quello del Costruttore, tant’è che la Circolare stabilisce che “ogni organizzazione di addestramento, diversa dal costruttore, deve normalmente essere in possesso di un riconoscimento da parte dello stesso, prima di poter richiedere a ENAC l’autorizzazione.” (art. 8.2.2). Nel corso pratico dunque, l’Organizzazione riconosciuta può anche svolgere corsi di addestramento in autonomia purchè comunque abbia un “riconoscimento” dal costruttore (in primis) e poi (successivamente) dall’ENAC.

Altra puntualizzazione meritevole di approfondimento è quella relativa alle altre “organizzazioni riconosciute” contemplate dall’ENAC nel Regolamento che appaiono distinguersi da quelle sino ad ora descritte, che svolgono attività di consulenza per gli Operatori piuttosto che svolgere attività di vere e proprie scuole volo. Parliamo delle Organizzazioni Riconosciute contemplate dall’articolo 8.17 del Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” ed oggetto della Circolare “Organizzazioni Riconosciute” ove viene stabilito che l’Operatore può avvalersi del supporto di organizzazioni riconosciute dall’ENAC al fine, ad esempio, di effettuare delle dimostrazioni di rispondenza, elaborare la documentazione da presentare all’ENAC per la richiesta dell’autorizzazione o la dichiarazione di operazioni specializzate. Sebbene la Circolare “Organizzazioni Riconosciute” consente che entrambi i tipi di organizzazioni possano coincidere, pare opportuno comunque distinguerne le competenze.

Riflessioni e critiche

Il Regolamento e la Circolare “personale di volo APR” hanno disegnato un programma di addestramento che, nonostante le sue tortuosità, è ben definito. La formazione del Pilota passa necessariamente dal controllo dell’Operatore e del Costruttore, con le famose “Organizzazioni Riconosciute” con un ruolo di supporto e comunque in funzione delle scelte del Costruttore e dell’Operatore.

Tuttavia, allo stato attuale, il quadro disegnato (e desiderato) dall’ENAC è lontano dalla realtà dei fatti e l’intero settore sembra muoversi con logiche distinte da quelle auspicate dall’ENAC. Ad oggi, ad esempio, non c’è nessun Costruttore dei droni comunemente conosciuti che abbia avviato una scuola volo per la parte pratica dell’addestramento né tantomeno che abbia autorizzato un’organizzazione per tali fini.

Ancora, l’ENAC non ha tenuto conto, salvo quanto disposto dall’art. 4.1 della Circolare sul personale di volo, che il Pilota e l’Operatore, nella stragrande maggioranza dei casi, coincidono in un unico soggetto e che quindi l’attività delle scuole volo è fondamentale forse più del Costruttore e dell’Operatore, per diffondere una cultura aeronautica sui droni.

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