Zing, il sistema che trasforma i droni DJI in corrieri volanti

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Fino a poco tempo fa le piattaforme di crowdfunding erano le migliori amiche dei droni. Su Kickstarter, Indiegogo e altri siti specializzati nei finanziamenti collettivi spuntavano come funghi alcuni tra i più innovativi progetti di droni mai visti, molti dei quali alla fine non si sono visti davvero (come ad esempio Zano e Lily), perché sono miseramente falliti in barba ai tanti investitori che avevano scommesso su di essi.

L’accoppiata droni-crowdfunding ne è uscita senz’altro ridimensionata, ma i progetti non sono certo finiti lì. Recentemente ha fatto la sua comparsa Zing, un sistema basato sul Peer To Peer pensato per trasformare alcuni droni DJI in piccoli corrieri del cielo. Così, ammesso che il progetto vada in porto e che con un vostro amico riusciate a trovare un posto dove volare in completa libertà, vi basteranno una semplice app, due smartphone e ad esempio un Mavic Pro equipaggiato con lo speciale cargo ideato da Zing, per provare l’ebrezza di una vera e propria consegna col drone, togliendovi persino la soddisfazione di battere il tanto annunciato (e altrettanto slittato) esordio del servizio Prime Air di Amazon.

Come funziona Zing

Ecco un breve video che ci mostra il funzionamento dell’app Zing e di come decolla e atterra il drone con box collegato.

La scatola cargo, che pesa 250 grammi e ha una capacità di carico di 600 grammi, si fissa al drone con del semplice velcro e grazie alla sua forma piramidale diventa anche una funzionale base di atterraggio, quindi il velivolo non sgancia né cala con un cavo la merce trasportata, bensì la porta fino a terra con sé.

La domanda, viste le continue evoluzioni della normativa in tutto il mondo, resta “Sarà davvero possibile usare Zing?” e, a proposito di crowdfunding, “Il progetto riuscirà mai a vedere la luce?”.

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