Volare con i droni sopra le persone: sarà più facile sia in Europa sia negli USA

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Il sorvolo delle persone non coinvolte nelle operazioni dei droni non è né una bravata pericolosa né un capriccio. E’ una fondamentale necessità operativa per il volo professionale. Per l’università di Washington, il non poterlo fare “frenerebbe significativamente sia le operazioni commerciali dei droni sia addirittura lo sviluppo di nuove tecnologie unmanned”, visto che è una limitazione enorme a tutte le operazioni dei droni in ambiente urbano, dove non è ragionevole transennare e chiudere l’accesso a un’area solo per doverci volare sopra. E sia gli Stati Uniti sia l’Europa si apprestano a rendere il sorvolo più facile, com’è ovvio preoccupandosi in primo luogo della sicurezza di chi sta a terra. Per quanto riguarda l’Italia, si tratta di un processo  a tappe ormai abbastanza definite: Oggi si può fare con droni da 300 grammi (i trecentini), dal 2020 al 2022 si farà con droni inferiori a 500 grammi e dopo il 2022 con droni inferiori a 900 grammi.

Se i droni devono diventare uno strumento di lavoro diffuso e utile, devono cadere alcuni tabù. E stanno cadendo. Negli Stati Uniti abbiamo assistito a un completo cambio di prospettiva nei primi tre mesi del 2019. Sembra passato un secolo dal 2018, quando il volo notturno e quello sopra le persone non coinvolte direttamente nelle operazioni erano estremamente difficili da autorizzare, occorreva un “waiver 107.39”, cioè un permesso speciale, da ottenere di volta in volta e concesso con il contagocce.

Paraeliche si o paraeliche no?

I 250ini americani
Per non restare indietro rispetto all’Europa (e all’Italia, che in questo settore è ancora più avanzata, grazie all’ Art. 12 comma 5, quello che riguarda i trecentini inoffensivi)  La FAA ha annunciato regole (ancora oggetto di discussione, quindi non possiamo assumerle come definitive)  che ricalcano in modo abbastanza fedele un mix tra le regole italiane e quelle europee, destinate a entrare in vigore nei prossimi mesi. Norme che se approvate così come sono state proposte permetteranno senza permesso il volo e l’hovering  sulle persone, assembramenti compresi,  e anche di notte con droni da 0,55 once (250 grammi, guarda caso), che è la Categoria 1.

I droni oltre 250 grammi per sorvolare la gente invece non dovranno avere  “exposed rotating parts that could lacerate human skin”, cioè “parti rotanti esposte che possano lacerare la pelle umana”. Insomma i nostri paraeliche, obbligatori per i nostri trecentini dall’emendamento di Natale del 2015, anche se la formulazione americana è più ampia e pare ammettere il ricorso a strumenti alternativi ai paraeliche, come potrebbe essere il blocco immediato delle eliche del Parrot Anafi in caso di urto. La stessa FAA d’altronde conferma di essere aperta a soluzioni alternative la classico paraeliche: “La lista delle soluzioni applicabili per ottenere questo risultato è molto lunga” scrive l’Authority americana e continua: “Introducendo flessibilità e specifiche basate sulle performance, la FAA stimola l’ingegno dell’industria che potrà proporre idee mai sviluppate prima”.

Anche i droni più pesanti di 250 grammi potranno dunque volare sulle persone, garantendo alcuni parametri di sicurezza non molto dissimili da quelli dei nostri droni inoffensivi sotto i 2 kg (art. 12 comma 1 reg. Enac) e dei futuri droni europei C1 (sotto a 900 grammi): in particolare, i droni americani oltre 250 grammi in categoria 2 dovranno sviluppare in caso di urto al massimo 15 Joule, e potranno volare anche loro sugli assembramenti. Che restano invece vietati ai droni categoria 3,  che sviluppano 33 Joule e potranno volare sulla gente solo con diverse limitazioni, le più importanti delle quali è che la zona delle operazioni deve essere contrassegnata e i passanti avvisati che un drone potrebbe sorvolarli, e il sorvolo deve essere solo di passaggio ma il drone non può fermarsi in hovering sulle persone.
E speriamo che l’industria, che ha sempre snobbato i trecentini italiani, si muova almeno per i piloti americani ed europei, che sono ovviamente molti di più. Per la cronaca, la richiesta dei permessi per il volo notturno è di gran lunga la più gettonata presso l’Authority americana, ma il 99% delle richieste sono state rigettate.

Primo sorvolo di persone non coinvolte negli USA da parte della TV

Storicamente, negli USA la prima azienda ad essere abilitata al sorvolo di persone non coinvolte nelle operazioni è stata la CNN, permesso ottenuto nell’ottobre 2017. Un permesso molto ampio, che le consente di sorvolare anche gli assembramenti di persone, cosa che in Italia non si può fare mai, nemmeno indoor, e sorvolare persone fino a 150 piedi di altezza, circa 45 metri, mentre fino al allora i (rarissimi) permessi rilasciati con il waiwer 107.39 avevano una quota limitata a soli 21 piedi, 6 metri e mezzo. In ogni caso, il sorvolo prima delle nuove regole era ammissibile solo per attraversare un’area, in hovering il drone doveva rispettare la distanza minima di 10 piedi (3 metri)  dalla gente. Una norma che sembra ritagliata sulle esigenze del delivery, cioè le consegne urgenti con i droni.

In Italia invece la facoltà del sorvolo di persone non è esplicito, ma reso possibile dal fatto che i droni inoffensivi da 300 grammi non hanno buffer, quindi sotto la responsabilità del pilota ci si può avvicinare da ogni direzione alle persone senza limite. Rispetto ai 250ini americani, i nostri trecentini, destinati ad essere sostituiti dai futuri 250ini europei marchiati C0, hanno in più la limitazione che non possono fare volo notturno, visto che è permesso solo negli Scenari Standard, cioè le operazioni critiche, ma tutte le operazioni dei trecentini sono sempre considerate non critiche.

Se quindi oggi il trecentino è l’unico drone che può eventualmente  sorvolare le persone, rendendolo di fatto l’unica macchina che ha senso usare in città, con il regolamento EASA questa opportunità si amplia a macchine dal peso inferiore a 900 grammi o che all’impatto sviluppino al massimo 80 joule (più o meno l’energia di una pallonata, qui un approfondimento su come questo dato è stato ricavato). I droni dal peso inferiore a 900 grammi che potranno sorvolare le persone dovranno avere una marchiatura CE C1, che ancora non esiste ma in futuro ne certificherà l’inoffensività.  Questo in effetti è il motivo per cui ovviamente gli aeroplani possono sorvolare le persone mentre per i droni è molto più complicato: aerei ed elicotteri hanno una certificazione di aeronavigabilità che ne garantisce l’idoneità e la sicurezza, i droni no. A questa mancanza, nella visione europea sopperisce il marchio CE, concetto che nel regolamento ENAC manca del tutto ed è sostituito dalla dichiarazione di rispondenza e i cosiddetti “manuali aeronautici che l’operatore deve predisporre e tenere a disposizione. 

In attesa dei 900 grammi, voliamo con i 500

Visto che per lungo tempo droni marchiati C1 non esisteranno, EASA ha previsto un compromesso: nella fase di transizione, saranno possibili operazioni sulle persone con droni dal peso inferiore a 500 grammi non marchiati CE (come per esempio i Mavic AIR) secondo una tempistica che l’ingegner Fabrizio D’Urso di ENAC ci spiega così:

“Tutti i regolamenti europei entrano in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella gazzetta europea. Il regolamento in questione è stato approvato dall’EASA Committee ai primi di Marzo e quindi sarà inviato al Parlamento Europeo per renderlo legge dell’Unione. Una volta approvato dal Parlamento, dovrà essere tradotto in tutte le lingue dell’Unione. Senza intoppi nella fase di approvazione parlamentare si può presumere che venga pubblicato nella gazzetta intorno a maggio – giugno di quest’anno. Il Regolamento prevede che sia applicabile 1 anno dopo la sua entrata in vigore (maggio – giugno 2020). Da questa data scatteranno tutte le norme transitorie previste che, quindi, saranno efficaci fino al maggio – giugno 2022 (2 anni dopo l’applicabilità o 3 anni dopo l’entrata in vigore).
In attesa di avere droni con marchio CE, gli UAS di peso minore di 500 gr
(nelle precedenti versioni erano 900 gr.) è possibile utilizzarli, fino a 3 anni dall’entrata in vigore del regolamento (prevista prima dell’estate), in modo tale da non sorvolare assembramenti di persone e, ragionevolmente, non devono essere sorvolate persone non coinvolte. Come fattore mitigante, in attesa della marcatura CE la norma transitoria prevede che il pilota abbia un livello di competenza definito dallo Stato membro. L’ENAC adeguerà il proprio regolamento (applicabile ancora per un anno) per definire i livelli di competenza necessari”.

Quindi, se i lavori dell’europarlamento non avranno intoppi, dall’estate dell’anno prossimo si potrà volare (come giustamente dice D’Urso, ragionevolmente cercando di evitare di sorvolare persone non coinvolte, cosa che avviene comunque sotto la responsabilità del pilota, e mai gli assembramenti che sono vietati) con droni inferiori a 500 grammi. Resta da vedere quale sarà il livello di competenza richiesto a questi piloti, una cosa che probabilmente verrà definita anche nei tavoli tecnici tra ENAC e scuole di volo che dovrebbero cominciare a fine Marzo.
Per quanto riguarda gli USA, questo genere di operazioni se il drone pesa più di 250 grammi richiede uno specifico test online e corsi online
. Non sarebbe male se fosse così anche in Europa e in Italia.

E gli assembramenti di persone che fine fanno?

Nel Regolamento Europeo Basico 2018/1139 la dicitura assembramento di persone pare non esserci. Se ne trovano diverse tracce nelle bozze negli Implementing Act Drones con alcune definizioni abbastanza significative, seppur non numeriche:
“‘assemblies of people’ means gatherings where persons are prevented to move away from the trajectory of UA due to the density of the people present”
Che tradotto nell’italico linguaggio significa che gli assembramenti o riunioni sono da intendersi come persone che non abbiano la possibilità di eludere la traiettoria del drone essendo bloccate da altre persone davanti a loro.
Concetto logico e facilmente capibile, vedremo se verrà reintrodotto nelle successive versioni del Regolamento Europeo.

 

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