Nessuno spargimento di sangue per il drone caduto a Riccione, la versione del pilota di ABZERO

Ha fatto rapidamente il giro del web la notizia del drone adibito al trasporto del sangue caduto su un Hotel di Riccione durante una attività sperimentale.
Il trasporto di sangue ed emoderivati tramite un drone, potrebbe diminuire di molto il tempo tecnico necessario per tali scambi tra le diverse strutture ospedaliere.
Purtroppo persino in Svizzera, dove da diversi mesi i voli di questi droni in maniera semi automatica percorrono un breve tragitto tra gli ospedali e i laboratori, è stato segnalato che  mese di gennaio 2019 un drone ha terminato la sua attività dentro al lago di Zurigo.

Drone per il trasporto del sangue finisce sul tetto di un albergo a Riccione

Non va meglio in Italia a quanto pare, dove il giorno 5 aprile 2019 un drone fuori controllo pilotato dai tecnici della società pisana ABZERO finisce il suo volo sul tetto di un hotel riccionese.
Nessun ferito per fortuna quindi la pratica si potrebbe archiviare.
Si sa che nelle attività sperimentali, si chiamano così per questo, qualcosa potrebbe sempre andare storto.

Bloccare le sperimentazioni sui droni, per fare un paragone, sarebbe come praticare la agibilità del traffico veicolare agli albori dell’automobile.
All’inizio tutti erano preoccupati e terrorizzati per problemi di sicurezza, e vediamo adesso – purtroppo. quanto poco scalpore faccia un pedone investito da un’auto.

A onor di cronaca e per inciso i droni svizzeri che negli ultimi due anni avevano eseguito quasi 3000 voli con successo, sono al momento fermi e sotto indagine e non potranno volare sino a che non saranno chiarite le dinamiche della failure.
Saranno quindi ENAC e ANSV (Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo) a stabilire le esatte dinamiche dei fatti.

Chi è ABZERO e di cosa si occupa?

ABZERO fa la sua comparsa nelle cronache nazionali nell’ottobre dell’anno 2017, vincendo il premio di 50.000 euro del contest promosso da Axa: #NatiPer.
I due titolari Giuseppe Tortora e Andrea Cannas dichiarano di voler trasportare emoderivati, sangue e in futuro anche organi tra le strutture sanitarie ASL.
Un anno dopo, nel ottobre 2018 a Pontedera (Pisa) i giovani soci di AbZero concludono un volo dimostrativo e sperimentale trasportando medicinali e attrezzature sanitarie,tra una struttura ospedaliera e l’altra.

Il 21 ottobre in effetti il drone di ABZERO vola in provincia di Pisa sotto gli occhi del sindaco di Pontedera per effettuare un volo diretto all’ospedale Felice Lotti. Le modalità del volo però non convincono i tecnici e i giuristi presenti e allo stesso modo qualcosa non piace nemmeno all’Ente Nazionale Aviazione Civile  che in un comunicato stampa afferma di voler eseguire ulteriori controlli sulla mancanza di autorizzazione a sperimentare in tal senso.
A tale dichiarazione ABZERO risponde ufficialmente di aver compiuto tutti i passi in regola con la normativa. 

Il drone per il trasporto di sangue ed emoderivati finisce sulla terrazza di un albergo a Riccione, come sono andati i fatti

Abbiamo inviato richiesta a ENAC per avere ulteriori chiarimenti e in caso di risposta pubblicheremo nei prossimi giorni, nel frattempo abbiamo contattato telefonicamente il pilota della startup pisana che tra l’altro ci rassicura sul buon esito senza ulteriori complicazioni della “faccenda” di Pontedera.

Chiediamo a Andrea Cannas pilota in possesso di attestato di pilotaggio remoto CRO, quindi abilitato alle operazioni critiche come sia andati i fatti che abbiamo letto sulle principali testate giornalistiche.
“Parlare della caduta di un drone che oltretutto trasportava sangue è un ottimo modo per aumentare l’audience” – inizia la sua intervista Cannas e prosegue raccontando di come fossero ottenuti tutti i debiti permessi e le autorizzazioni del caso.
“Dopo aver ottenuto la parziale segregazione dello spazio aereo, ci siamo dovuti tenere in contatto con i responsabili della torre di controllo di Rimini che ci hanno concesso uno ‘slot,’ ovvero una finestra temporale, durante la quale poter volare dalle 10:45 alle 11:15.
Nonostante il volo avesse una durata programmata di poco meno di 12 minuti. Tutto questo in previsione del fatto che le tempistiche di svolgimento del congresso per il quale hanno avviato la dimostrazione, avrebbe potuto subire un leggero ritardo.”

Il drone arrivato al limite del geofence dell’aeroporto si ferma e non avanza più

“Non potendo sorvolare il centro abitato, attraversiamo la strada chiusa dalla Polizia Municipale di Riccione e nei pressi del geofence dell’aeroporto di Rimini il drone si ferma” – ci dice il pilota di ABZERO. “Abortiamo la missione e atterriamo in spiaggia.” –  evidentemente lo sblocco  del recinto virtuale (geofence) introdotto da DJI non viene eseguito correttamente NDR – “Ridecollo, mi riporto sulla rotta che avrei dovuto seguire, rientro nel geofence, il drone si riferma e iniziano le segnalazioni sul terminale di errore a ciclo continuo in quel momento anche il link – collegamento radio ndr –  tra il radiocomando e il drone si interrompe” – prosegue Andrea Cannas – “Cerco di stare calmo riavvio il software di DJI, ma il drone rimaneva in hovering e senza alcuno controllo. Dopo poco tempo si gira e parte con la procedura di Return To Home.
A quel punto visto che il drone non rispondeva ai comandi e si dirigeva verso un posto ignoto, ho preso la decisione di terminare il volo”

Nessuno spargimento di sangue per il drone caduto a Riccione

Il resto è noto e ben descritto da tutti i media. Il drone con il carico di sangue – che in verità, dato lo scopo dimostrativo della missione, era una soluzione salina – è caduto a seguito della procedura di terminazione del volo sulla terrazza dell’Hotel Margaret di Riccione.
Procedura di terminazione di volo prevista per questo tipo di scenario e applicata con il necessario “sangue freddo” da parte del pilota.
facili battute a parte, Andrea Cannas afferma che la capsula con i preziosi emoderivati, non si è minimamente rotta a seguito del violento impatto. Ricordiamo che più che mai in questo caso i droni non sono il fine, ma il mezzo (di trasporto).

Bisogna approfondire le cause tecniche per imparare dagli errori: un paracadute in questo caso sarebbe stato molto utile

Ovviamente sono da approfondire la cause tecniche di questo malfunzionamento. Indagini che possono essere svolte solo analizzando i log di volo della centralina ed eventualmente dai funzionari di ANSV. e ENAC,
Ma fino ad allora,ricordiamo  che la procedura standard prevede proprio la terminazione del volo, qualora il drone parta per destinazioni ignote o non sia più sotto il diretto controllo del pilota.

“La cultura aeronautica prevede anche di imparare dai propri errori – ci dice Cannas – “e da questa cosa abbiamo imparato che prossimamente monteremo anche un paracadute sui nostri mezzi, anche se non previsti dalla normativa per questi scenari”.

Se ci è concesso un piccolo parere personale, fermo restando le precedenti considerazioni, che tra l’altro ammettono che qualcosa debba andare storto; se tutte le sperimentazioni producessero solo risultati positivi e mai un incognita negativa, significherebbe che non si sta sperimentando ma si sta lavorando sul noto e non sul ignoto.

L’unica cosa che forse non avremmo fatto, se fossimo stati noi ai comandi del drone, non avremmo ri-decollato dopo una incertezza di funzionamento appena subita.
Ma si tratta di una opinione opinabile per l’appunto.
Il PIC ovvero il PIlota In Command per quella missione ha deciso altrimenti, ritenendo conclusa la missione principale e iniziandone una seconda scorporata dalla precedente.

Purtroppo, specialmente a seguito di un inconveniente di questo tipo, diventa difficile per le persone non direttamente coinvolte in questo settore discernere tra le due attività.
Il risultato apparente è quello nel quale il drone trasporta sangue abbia fallito la sua missione cadendo malamente sul tetto di un albergo.

Anche se potremmo parlare dell’ovvio, tutto ciò che è in cielo e vola, prima o poi atterra: gli elicotteri, i droni, gli aerei, tutti possono cadere.
La forza di gravità ce lo insegna continuamente, e noi da bravi essere umani pensanti, dobbiamo sempre tenerlo ben impresso nella mente.

L’incidente c’è stato, nessuno si è fatto male, impariamo dai nostri sbagli e andiamo avanti

Tutti gli attori coinvolti nelle attività di aviazione, devono comportarsi in modo da minimizzare i rischi delle persone coinvolte, siano essi in aria o a terra. Questo è il compito delle Autorithy nazionali e internazionali che si occupano della sicurezza aerea.

Sempre a parere personale riteniamo che queste piccole avversità, dato che per fortuna nessuna danno a persone o cose è stato inflitto, facciano parte del processo di crescita che debba per forza vedere coinvolti i droni operativi anche all’interno di contesti urbani.
Allo stesso tempo il pilotaggio di droni richiedono anche alte responsabilità che non sono legate solo a certe particolari missioni, ma che interagiscono per forza di cose con tutta la filiera degli operatori professionali.

 

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