Ormai Torino ha detto addio ai fuochi artificiali e ha scelto le delicate coreografie dei 302 droni luminosi Intel che stasera illumineranno la notte del capoluogo subalpino per la festa patronale. Il posto migliore per godersi lo spettacolo sarà Piazza Vittorio e i Murazzi, da cui decolleranno i droni dai due lati del ponte sul Po
Crescono i droni di San Giovanni, uno dei principali appuntamenti per gli amanti degli spettacoli con droni luminosi: ai 200 dell’edizione scorsa ai 302 che saranno impegnati stasera 24 giugno 2019 nei giochi di luce per la festa di San Giovanni. «Coltiviamo la tradizione puntando sull’innovazione» ha dichiarato con un tweet la sindaca Chiara Appendino, e ci fa piacere ricordare che l’autorizzazione per questi affascinanti giochi di luce nel cielo – a cui assisteranno stasera 38 mila persone – è stato il dirigente ENAC Giuseppe Carrabba, scomparso nei mesi scorsi.
L’anima di questi spettacoli sono i droni Shooting Star di Intel, il primo drone al mondo sviluppato esplicitamente per volare in formazioni di centinaia e centinaia di esemplari, specialmente di sera e di notte, per creare giochi di luci e colori nel cielo. I droni sono completamente autonomi nel loro volo, controllati attraverso un computer da un singolo operatore. Come è evidente, far volare centinaia di droni tenuti in aria solo da una nuvola di bit è una operazione che può diventare rischiosa. E quindi i droni Intel sono costruiti principalmente per essere estremamente sicuri, oltre che economici, almeno se presi uno per uno (anche se Intel non rivela il prezzo per unità). La prima chiave della sicurezza, secondo Intel, è la leggerezza. Ogni esemplare pesa appena 280 grammi, in ordine di volo: quanto un pallone per pallavolo. Le dimensioni sono leggermente superiori a quelle di un DJI Phantom, più o meno: 384 x 384 x 93mm e e eliche sono da 6 pollici.
Le prove generali
Lo spettacolo per la sera del 24 giugno sarà completato da testi e immagini proiettate su uno schermo composto da un velo d’acqua nebulizzata proprio alla fine della Piazza Vittorio, per capirci di fronte alla Gran Madre.
Lo show è arricchito e accompagnato da una selezione musicale. L’assessora Pisano ha spiegato che il tema che caratterizzerà tutto lo spettacolo di questa edizione sarà incentrato sul superamento dei limiti.
Il costo dello show si aggira intorno ai 700 mila euro ma senza oneri per il Comune, visto che l’investimento è interamente coperto dagli sponsor.
Le prove generali, a cui hanno assistito gli ingegneri e gli ispettori di ENAC, sono state completate alle tre di notte del giorno prima dello show. E nella notte è arrivato anche da Santa Clara il team di ingegneri Intel che portano in tutto il modo i droni luminosi.
Per poter verificare l’assetto e l’allineamento dei dispositivi di posizionamento, i droni sono rimasti in hovering per diversi minuti, dando modo ai passanti di rendersi conto di quel che succedeva e postare sui social l’anteprima dello show del giorno dopo. L’ultima prova, la più imponente, è partita quando ormai stava per albeggiare e ha coinvolto tutti i 302 droni dello sciame, e per 10 lunghi minuti sono state provate le coreografie definitive.
Come sono fatti
Lo scafo è in schiuma poliuretanica e non contiene nessuna vite, che potrebbe graffiare qualcuno nel malaugurato caso in cui dovesse cadere sugli spettatori. Le eliche, che sono la cosa più pericolosa in qualsiasi drone, grande o piccolo, sono protette da efficaci gabbie protettive. Il drone è progettato per volare in ogni tempo, quindi è anche a prova di pioggia, anche se non sappiamo quanto questo sia effettivamente utile visto che gli spettacoli serali all’aperto si fanno quando fa bello, ma può sempre succedere che il tempo si metta al brutto quando i droni sono già in volo. Possono sostenere venti fino a 36 km/h, mentre la velocità operativa in formazione è piuttosto bassa, poco più di 10 km/h. In queste condizioni, l’autonomia è di 20 minuti, adeguata per uno spettacolo. Il payload è costituito dalle luci a LED ad alta potenza integrate nel quadricottero, che possono creare 4 miliardi di tonalità di colori diversi mescolando le sorgenti RGBW (red, green, blue e white) e il centro di controllo è specializzato unicamente per fare show di luci.
Secondo Intel, l’intera sequenza può essere creata in pochi giorni. Il segreto sono gli algoritmi sviluppati dalla stessa Intel per automatizzare la creazione delle coreografie: si carica un’immagine del “palcoscenico” dove avverrà lo show e il software calcola automaticamente quanti dron saranno necessari per ottenere il risultato volto, calcola la posizione individuale di ogni macchina e generando la rotta per disegnare il percorso voluto ne cielo. “Fino ad oggi, gli animatori dovevano creare a mano le rotte per ogni singola macchina.
Prima del decollo, il programma fa un check completo del percorso disegnato di coreografi, verificando che la batteria di ogni maccina sia sufficiente per portare a termine lo show, che nessun drone finisca in una zona d’ombra GPS, che le rotte non si intersechino in modo pericoloso eccetera. Un solo computer basta per tutta la flotta, anche se s tratta di centinaia (o migliaia) di droni alla volta.





