Se il drone lavora, compralo solo con un contratto scritto

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L’esperto legale Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi legali degli associati a DronEzine.
Oggi ci occupiamo di contratti; i droni che fanno lavoro aereo sono aeromobili, e come tali devono essere acquistati. Solo ed esclusivamente con un contratto scritto, ciò ci metterà al riparo da eventuali brutte sorprese se un domani dovessero insorgere problemi con chi ce l’ha venduto.
Ricordiamo che solo gli associati possono porre le loro questioni al legale, e le domande di interesse generale verranno pubblicate.
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L’equiparazione tra aeromobili tradizionali ed aeromobili a pilotaggio remoto è di fondamentale importanza per comprendere l’evoluzione della normativa sui SAPR e le scelte sia per quella già presente, che per quella a venire.

L’art. 743 del Codice della Navigazione, infatti, facendo rientrare nella nozione di aeromobile anche gli aeromobili a pilotaggio remoto, permette di “travasare”, per quanto possibile e tenendo comunque conto delle specificità delle due categorie, conoscenze e riferimenti normativi, giurisprudenziali e dottrinali elaborati nel tempo per gli aeromobili tradizionali.

Ne è un esempio l’art. 864 del Codice della Navigazione, avente titolo “Forma degli atti relativi alla proprietà degli aeromobili” che prescrive l’obbligo della forma scritta, a pena nullità, degli “atti costitutivi, traslativi o estintivi di proprietà o altri diritti reali sull’aeromobile o quote di esso”. L’articolo in questione, in forza del richiamo disposto dall’art. 743 del Codice della Navigazione (che definisce gli APR come aeromobili) è applicabile anche ai SAPR.

Stando quindi a quanto disposto dagli articoli 864 e 743 del Codice della Navigazione, per acquistare un SAPR è necessario provvedere per mezzo di un atto scritto. La forma scritta richiesta per il trasferimento della proprieti è definita ad substantiam, ossia che la forma scritta è da ritenersi obbligatoria pena la nullità del trasferimento, della costituzione o dell’estinzione del diritto di proprietà. La questione vera è proprio questa: pur essendo qualificabili come aeromobili, la maggior parte dei SAPR sono stati acquistati senza nessun atto scritto, il che potrebbe portare a problemi di nullità dei trasferimenti, in particolare per i SAPR utilizzati per attività professionali.

Il problema tuttavia merita un’accurata analisi che non può non tener conto del Regolamento ENAC sugli aeromobili a pilotaggio remoto e la ratio, (o meglio, la finalità) posta alla base della necessità della forma scritta per i contratti relativi agli aeromobili.

Anzitutto appare opportuno precisare che il nostro ordinamento, generalmente, non prevede la forma scritta per l’acquisto di beni mobili.
Le ragioni sono evidenti. Ciò creerebbe delle inutili lungaggini e rallenterebbe l’economia e la commerciabilità dei beni. Tuttavia, all’art. 1350 c.c. vengono elencati gli atti che debbono farsi per iscritto, per ragioni, questa volta, di maggior tutela e certezza del diritto (si pensi ad esempio, ai beni immobili). In questo elenco, come già spiegato prima, non vi sono i beni mobili, (sempre in vista di un favor da parte del Legislatore a rendere più facile la circolazione dei beni mobili) ma all’ultimo comma, punto 13) dell’art. 1350 c.c. è individuata una categoria aperta e residuale di atti che debbono farsi per iscritto e sotto pena nullità: sono “gli altri atti specialmente indicati dalla legge”.
In sostanza debbono farsi per iscritto gli altri atti indicati da legislazioni speciali, quali, appunto, il Codice della Navigazione. Tra gli atti specificamente indicati dalla leggi e relativi ai beni mobili, vi sono, giustappunto, quelli relativi al trasferimento degli aeromobili, delle navi e degli autoveicoli. L’esigenza di forma scritta per gli atti relativi al trasferimento di proprietà per tali beni mobili è dettata da ragioni relative alla loro rilevanza economica e per ragioni di facile identificabilità. Per questi motivi infatti i beni mobili di questo tipo, sono presenti in pubblici registri. Per gli aeromobili è stato istituito il RAN, Registro Aeronautico Nazionale tenuto dall’ENAC, mentre per gli autoveicoli è presente il PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e i vari registri relativi alle navi e alle imbarcazioni. (Registro Imbarcazioni da Diporto etc).
La caratteristica principale di tali beni mobili è proprio quella di essere presenti in determinati registri pubblici, ragion per cui sono definiti beni mobili registrati e sono identificati attraverso targhe o marche di registrazione.

In effetti, l’obbligo di forma scritta è da intendersi relativi ai beni mobili registrati e quindi beni mobili presenti in pubblici registri.

Ciò detto, è di fondamentale importanza capire come si combina la normativa sui SAPR con il regime relativo ai beni mobili registrati.
Il Regolamento ENAC sugli aeromobili a pilotaggio remoto prescrive due diversi tipi di identificazione in ragione del peso al decollo degli aeromobili a pilotaggio remoto. Infatti per quanto riguarda gli APR con massa massima al decollo inferiore a 25 kg, l’art. 8.2 del Regolamento prescrive che il “il SAPR deve essere identificato attraverso l’apposizione sul mezzo aereo di una targhetta riportante i dati identificativi del sistema e dell’operatore”. Tale targhetta deve essere installata anche sulla stazione a terra. In sostanza, l’art. 8.2 non richiede la registrazione dei SAPR aventi massa massima di peso al decollo inferiore ai 25 kg, ma impone un sistema che ne faciliti l’identificazione, attraverso una targhetta presente sia sull’APR che sulla stazione di pilotaggio.
Diversa disciplina è invece prevista per i SAPR aventi massa massima al decollo uguale o superiore ai 25 kg. L’art. 9.1 prescrive che gli APR di tale tipo sono registrati dall’Enac mediante iscrizione nel registro degli aeromobili a pilotaggio remoto, con l’apposizione di marche di registrazione; le medesime marche devono essere altresì apposte sulla stazione di controllo a terra. In sostanza, un vero e proprio registro è tenuto solo ed esclusivamente in relazione ai SAPR aventi massa massima al decollo uguale o superiore ai 25 kg.
Le ragioni di questa distinzione sono probabilmente individuabili nel fatto che aeromobili di tale peso sono più grandi e possono rappresentare un rischio maggiore per la sicurezza oltre che generalmente hanno un valore economico maggiore.
Trarre le conclusioni sulla necessità della forma scritta per il trasferimento e la proprietà dei SAPR, appare per tanto una questione di peso massima al decollo: sicché per gli APR aventi MTOM inferiore ai 25 kg non sarà obbligatoria la forma scritta, mentre per gli APR aventi MTOM uguale o superiore ai 25 kg, essendo beni mobili registrati, la forma scritta è obbligatoria pena la nullità del trasferimento di proprietà. Conclusivamente, si può affermare che l’art. 864 del Codice della Navigazione si applica solo ai SAPR venti MTOM uguali o superiore ai 25 kg. Ciò non di meno, è sempre consigliabile, anche per gli APR inferiori ai 25 kg, di procedere all’acquisto attraverso la redazione di atti in forma scritta, questo perché il futuro contratto di vendita potrà individuare chiaramente gli obblighi delle parti, la garanzia del costruttore, i fini per i quali è utilizzato il SAPR soprattutto quando quest’ultimo è acquistato per rilevanti attività economiche. Ciò poterebbe ad una maggiore tutela in fase di esecuzione del contratto e, probabilmente, facilitazioni dal punto di vista processuale in un’eventuale futuro contenzioso tra le parti.

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