Incidenti in montagna, la salvezza viene dal cielo

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Il parco nazionale Lake District, nel nordovest dell’Inghilterra, è un luogo incantevole ma estremamente piovoso. Fa presto a diventare un insidioso acquitrino, e le sue pareti rocciose sono tra le più scoscese del paese; qui c’è il monte Scafell, la più alta cima d’Inghilterra.
Talvolta qualcuno ci si perde, tra queste brughiere di felci e boschi di querce.
Ma adesso gli incauti escursionisti hanno un alleato in più: il drone Aerosee.

La cosa innovativa di Aerosee, operato dal team Patterdale Mountain Rescue, non è tanto il drone in sé, che è un normalissimo ottocottero di medie dimensioni prodotto da e-Migs, quanto il fatto che tutti possono contribuire alle ricerche. Il drone in pattugliamento scatta cento immagini al secondo, è quindi quattro volte più veloce di una cinepresa; nessuno al mondo riuscirebbe a spulciare tutte le foto per cercare i dispersi. E qui entra in gioco l’aspetto social: chiunque può scaricare una app, visionare le foto e se vede qualcosa che potrebbe essere la persona cercata, la segnala ai soccorritori.

La tecnologia di Aerosee è stata sviluppata dall’università del Central Lancashire e sarà testata sul campo il 25 luglio prossimo. Paul Egglestone, direttore del progetto, ha detto che “I droni godono di cattiva stampa perché di solito sono associati alle missioni militari. Ma la cosa davvero unica del nostro approccio è che chiediamo alle persone con un po’ di senso civico di dedicare venti minuti del loro tempo per aiutarci a salvare una vita umana. E questo cambierà radicalmente i toni del dibattito sui droni”.

Chi volesse dare una mano, anche dall’Italia, perché no, trova tutte le informazioni qui: www.aerosee.org.

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