La FAA apre ai droni di hollywood. E bisogna essere piloti di aeroplani

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Talvolta ci lamentiamo dell’ENAC, ma le richieste per i droni di Hollywood sono anche più pesanti: brevetto di pilota privato, NOTAM, piano di volo, autorizzazione delle torri di controllo. E in casi di incidente, o anche solo se il drone esce dall’area delle operazioni, game over: non si vola più fino che l’inchiesta non è conclusa e si è di nuovo autorizzati.
La FAA, l’equivanente americana dell’ENAC, proibisce del tutto ogni e qualunque uso professionale dei droni sotto pene molto severe. Ma questa posizione draconiana si sta sgretolando sotto la pressione dell’industria: non ci sono solo Amazon, Google, DJI, Parrot e altri produttori che spingono le potenti lobby in senato per arrivare alla liberalizzazione del settore dei trasporti via drone, ma anche  Hollywood che ha bisogno di cineprese volanti per i suoi film.
E alla fine la FAA è costretta a avenire a patti con la richiesta dell’ottava arte e concedere loro l’uso dei droni, sia pure con limitazioni importanti.

Limitazioni che riguardano la macchina, che non dovrà superare i 25 kg di peso e non potrà superare i 50 nodi di velocità rispetto al suolo (circa 90 km/h, una velocità di tutto rispetto) e non superare i 400 piedi di altezza (150 metri). Le operazioni devono avvenire in modalità VLOS, cioè sotto il controllo diretto visivo del pilota, senza ausili di nessun tipo (a parte gli occhiali da vista) ma non basta, il pilota deve essere affiancato da un osservatore, che aiuta il pilota e deve rimanere sempre in contatto a voce con lui. Esattamente come richiede anche ENAC in Italia, il drone deve avere un manuale di volo e un manuale delle operazioni, targa identificativa e un sistema efficace di terminazione del volo.

Brevetto e certificato

Anche i piloti americani, come quelli italiani, devono avere una visita medica aeronautica in corso di validità (nel loro caso quella di terza classe, quella del personale delle torri di controllo). Ma mentre noi ce la caviamo con una scuola di volo per droni, i colleghi d’oltreoceano devono essere piloti di aeroplani, e con un consistente numero di ore di volo: 25 e 200 cicli decollo atterraggio su un drone e almeno 10 ore su un modello simile a quello che userà per le riprese (e almeno 5 ore e tre decolli e tre atterraggi nei 90 giorni precedenti al volo). I voli devono essere autorizzati dal Controllo di Traffico Aereo e deve essere stato rilasciato un NOTAM. Il volo deve avere un regolare piano di volo approvato dalle autorità aeronautiche e bisogna avere i permessi di decollo e atterraggio nei posti dove il drone partirà e atterrerà. In caso di incidente, ma anche solo se il drone esce dal campo delle operazioni si deve avvisare la FAA e la NTSB (l’agenzia per la sicurezza del traffico aereo) e non si potrà più volare finché l’inchiesta non sarà terminata e si sarà nuovamente autorizzati.


IN INGLESE: IL TESTO COMPLETO DELLE RICHIESTE FAA PER PILOTI DI DRONI CINEMATOGRAFICI

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