Scriviamo questa semplice guida, non per sostituire gli ottimi help online presenti sul portale www.d-flight.it, ma per cercare di rispondere alla tante domande che gli operatori professionisti dei droni ci pongono tutti i giorni.
Innanzi tutto una doverosa premessa, dal 15 dicembre 2019, ENAC con il rilascio della terza edizione del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, ha di fatto incaricato la società D-Flight composta da ENAV, Leonardo, Telespazio e Ingegneria dei Sistemi, ad essere e citiamo dal regolamento il: “portale dedicato agli operatori SAPR per la fornitura dei servizi di registrazione, geo-consapevolezza, identificazione a distanza e pubblicazione delle informazioni sulle zone geografiche.”.
Il che significa in parole povere che la consultazione delle zone nelle quali poter volare con i droni e le eventuali limitazioni correlate, si potranno verificare come fonte ufficiale dal suddetto portale. Ma su tale sito vige anche l’obbligo di registrare i droni, e ottenere un Qr-Code, come recita l’art.8 :”Gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e gli operatori e/o i proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight e di apporre il codice identificativo QR sull’APR secondo le disposizioni di cui all’articolo 37.”
Quindi per i professionisti dal 1 di marzo 2020 sussiste l’obbligo di registrare i propri SAPR usati per lavoro, rilasciare o importare eventuali dichiarazioni precedentemente rese sul portale di ENAC o crearne alcune di nuove.
Per gli utilizzatori di droni a scopo ricreativo, tale obbligo di registrazione e ottenimento di QR-Code scatterà dal 1 luglio 2020.
1) Primo passo leggere la pagina della FAQ e il Manuale utente
Potrà sembrare una banalità, ma quasi tutte le risposte alle domande che ci pongono i vari lettori, sono contenute in questa pagina, dove peraltro è possibile scaricare l’ultimo manuale aggiornato con le procedure operative.
Visto che i link potrebbero variare, suggeriamo di recarsi sul sito www.d-flight.it e cercare nel menu in alto la voce FAQ
Aprendo le varie sezioni verrà spiegato come ottenere il Manuale Utente, comodo e da tenere sempre aperto in una altra finestra durante tutte le procedure richieste dalla applicazione web.
Nella sezione informazioni generali si trovano varie indicazione generiche per l’appunto, da leggere se non si sa cosa sia un drone o un aeromodello, ma da sfogliare per trovare anche il link sulle tariffe. Costi che sono differenti per gli usi professionali o ricreativi dei vari droni.
A proposito di costi e dichiarazioni, per gli operatori di droni ricreativi l’abbonamento annuale è gratuito mentre per droni usati a scopo professionale è di euro 24,00
Il costo del Qr-Code per ogni singolo drone usato a scopo ricreativo e obbligatorio dal 1 Luglio 2020 è di euro 6,00 a drone.
Il costo del Qr-Code per ogni singolo drone usato a scopo professionale e obbligatorio dal 1 Marzo 2020 è di euro 96,00 a drone.
L’importazione delle precedenti dichiarazioni per le operazioni critiche per gli scenari standard rilasciata in precedenza a ENAC è gratuita.
E dal 1 Marzo tutte le nuove dichiarazioni relative a operazioni critiche negli scenari standard andranno rilasciate su D-Flight.
“Le dichiarazioni per operazioni critiche in scenari standard, di cui all’art. 10 comma 2, vengono rilasciate tramite il sito ENAC fino al 29 febbraio 2020. A partire dal 1° marzo 2020 le dichiarazioni vengono rilasciate unicamente tramite l’accesso al portale D-Flight.
Dal 1° luglio 2020 le dichiarazioni già rese dagli operatori per operazioni critiche in scenari standard tramite il sito ENAC decadono di validità. Entro il predetto termine tali dichiarazioni devono essere confermate tramite inserimento, senza oneri aggiuntivi, nel sito D-Flight.” – art.37 norme transitorie Reg. ENAC ed.3
2) Secondo passo, iscrizione al portale D-Flight
Prima di poter procedere con qualsiasi attività ivi compresa la consultazione gratuita delle mappe occorre iscriversi al portale rilasciando le proprie generalità. Precisiamo che le vecchie credenziali sono scadute, quindi tutti dovranno inserire nuovamente i loro dati.
3) Terzo passo convalida utente e visualizzazione mappe
Dopo aver ricevuto una email automatica e aver cliccato sul link per convalidare l’iscrizione e dopo aver effettuato il login con le credenziali precedentemente fornite, sarà possibile visualizzare gratuitamente le mappa cartografiche italiane con i limiti e le quote di volo permesse per ogni aerea.
La webapp è abbastanza semplice e intuitiva. una volta selezionata con il mouse o con un tap del dito sul display del dispositivo, si potranno vedere nel dettaglio le limitazioni di volo.
Si aprirà una ulteriore finestra con le specifiche della zone ed eventuali note a corredo.
Il portale riporta abbastanza fedelmente le direttive della circolare ATM-09 che sono le medesime per tutti i SAPR, siano essi droni usati a scopo ricreativo sia a scopo professionale.
Vengono anche brevemente riportate le RAIT ovvero le Regole dell’Aria, che tutti gli operatori di droni dal 1 luglio dovranno conoscere dopo aver passato l’esame online per l’ottenimento dell’Attestato di Pilota Remoto di APR per Operazioni non critiche.
Ma andiamo oltre e occupiamoci della registrazione come operatore non prima di aver parlato delle Aree pericolose.

Dopo la riapertura del 1 marzo, sul portale D-Flight sono comparse ampie zone quadrettate di rosso. Se si tappa o si clicca su tali zone, compare in un piccolo riguardo il nome della zona e se successivamente si clicca anche su tale finestrella compare una spiegazione più articolata su una finestra flottante.
Si tratta delle Aree Pericolose – Danger Areas.
Sono molto estese e presenti anche in mezzo al mare come mostra la foto dell’esempio.
Quasi sempre si tratta di zone nelle quali si svolgono esercitazioni militari e non sono sempre attive. Ai piloti di droni è consentito il sorvolo nei limiti espressi, quando esse non siano operative.
Nell’esempio di cui sopra l’altezza massima concessa è di 120 metri. ma occorre prestare attenzione, prima di svolgere una missione, al fatto che tali zone siano attive e sussista un effettivo pericolo.
Per avere tale certezza occorre registrarti sul sito di ENAV, e scaricare le carte AIP e i particolar modo le ENR 5-1-3. Una volta individuato il numeretto che la identifica (se presente) si cerca il relativo paragrafo.
Sempre nell’esempio di cui sopra LID25/B e viene riportato che “ci sono esercitazioni e tiri a fuoco, Zona attiva con preavviso a mezzo Notam.”
Ovviamente conviene informarsi bene prima di volare in tali zone. Ci auguriamo che tali zone si colorino di rosso a quadretti, solo quando saranno effettivamente attive e questo suggerimento vale per i tecnici di D-Flight.
4) Quarto passo richiesta di registrazione come operatore
Premettiamo che le vecchie registrazioni sono decadute, quindi occorre inserire tutto daccapo.
Parliamo di operatori che si erano già registrati prima del 15 dicembre 2019.
Una volta scelto se registrarsi come persona fisica o giuridica, andranno compilati tutti i campi obbligatori. Oltre alla anagrafica completa di Partita IVA per gli operatori professionali configurati come persone giuridiche, verrà richiesto anche il codice univoco per la fatturazione elettronica (SDI) e l’indirizzo email di Posta Elettronica Certificata (PEC).
Una volta accettati i termini e le condizioni di servizio si cliccherà sul pulsante ATTIVA ACCOUNT e in seguito si controllerà sulla propria casella di posta elettronica l’arrivo di una email automatica, sulla quale comparirà un link da cliccare per attivare l’account.
Attenzione viene richiesto dalla procedura anche l’invio di un documento di identità da mandare tramite il servizio di posta elettronica all’indirizzo indicato sul manuale utente e cioè registration @ d-flight.it.
L’invio andrà effettuato entro 2 giorni dalla richiesta di registrazione come operatore.
5) Quinto passo associare un drone

Prima o dopo essersi registrati come operatore, ludico o professionale, occorre associare un drone alle propria flotta.
Per poter eseguire questa operazione si cliccherà sul logo di D-flight in alto a sinistra e dopo l’apertura del menu laterale si scorreranno a titolo informativo tutti i droni già presenti nel database. Nel caso è possibile fare una ricerca con filtro.
Da notare come i droni elencati siano davvero tanti e siano compresi anche modelli da FPV oltre che quello classici e ben noti all’utenza pro.
Ci sono modi differenti per associare un drone alla propria flotta. Il più semplice consiste nel cliccare in una delle prime finestre in sovra impressione che mostra i passi su come muoversi all’interno della applicazione. Basterà cliccare su Associa Drone e si aprirà una maschera nella quale scegliere dal menu a tendina il produttore e il modello.
L’altro metodo, che risulta utile se si vuole registrare un altro drone consiste nell’andare sul logo di D-Flight in alto a sinistra, una volta aperta la finestra, si sceglie Flotta e si clicca sul pulsante con il segno del + in basso a sinistra. Quindi si ripete la procedura sopra indicata.
6) Sesto passo diventa operatore SAPR
Una volta che si sarà caricato almeno un drone – passaggio necessario – si potrà divenire operatore di APR. In verità si può divenire operatore anche prima di aver caricato un drone/APR, ma non lo si potrà associare al proprio account.
Verrò aperta la finestra relativa alla registrazione precedentemente eseguita e sulle Tab in alto si sceglierà quella che indica Operatore SAPR.
Probabilmente avrete già compilato i campi di base per divenire operatore di APR e certamente avrete prestato attenzione a flaggare ovvero mettere un segno di spunta sulle due caselle di accettazione dei vincoli; sia quelli relativi all’operatore, sia quelli relativi al consenso del DPR 445/2000.
In una precedente versione della web app, senza questo consenso, ci si ritrovava nella spiacevole condizione di operatore REVOCATO.
Inutile dire come già segnalato, che è assolutamente necessario un link di approfondimento di cosa sia il DPR 445/2000, non tutti lo sanno e su un campo da contrassegnare obbligatoriamente, ci devono essere le spiegazioni di cosa si tratta.
7 Settimo passo, pagamento; per divenire operatore servono i crediti alias i D-Coin
Come dicevamo occorre essere operatori e avere un drone associato al proprio account, ma per poter fare tutto questo occorre mettere mano al portafoglio e acquistare i D-coin, crediti virtuali il cui nome ambiguo ha creato tante polemiche sui social network. Per gli operatori di droni ricreativi il costo è di euro 6 equivalente in 6 D-Coin, mentre per gli operatori professionali di APR, occorrono 96 crediti per il QR-Code più altri 24 dell’abbonamento annuale.
In sostanza occorrerà pagare euro 96+24= 120 euro.
Ricordiamo che i QR-Code sono obbligatori per gli operatori di APR usati a scopo professionali anche sotto i 250 grammi quindi da 0 a 25 chilogrammi, dal 1 marzo 2020.
Per gli operatori ricreativi invece tale obbligo inizia dal 1 luglio 2020.
8 Ottavo passo, attivazione di un drone
Una volta completata la procedura di pagamento, si potrà tornare nelle gestione del proprio account cliccando sul logo D-Flight in alto a sinistra e in Gestione Droni e poi ancora Flotta oppure cliccare direttamente sulla finestra in sovra impressione e cliccare su Associa drone.
Dopo aver selezionato il drone dalla propria flotta, si deciderà se richiedere il QR-Code per un uso ricreativo o professionale. L’operazione andrà a buon fine solo se si avranno 120 crediti, altrimenti lo status di Utente Professionale non verrà abilitato oppure non verrà rilasciato alcun QR-Code.
Cliccando su STAMPA, si aprirà una nuova finestra con un file in formato pdf e una etichetta con il QR-Code da stampare apporre sul drone in modo visibile o in caso contrario dentro all’alloggiamento della batteria che solitamente è amovibile.
9 Nono passo importazione o creazione dichiarazioni

Siamo quasi alla fine, ma sappiate che le operazioni da svolgere, se verranno salvate di volta in volta possono essere svolte anche in sessioni separate. Anzi in taluni casi sono necessarie dato che si dovranno aspettare le varie email automatiche per le abilitazioni dal sistema D-Flight.
Arriviamo quindi alla importazione delle dichiarazioni per Operazioni Critiche in Scenari Standard.
Ma prima di proseguire occorre aver rispettato i seguenti requisiti, come riportati dal Manuale Utente di D-Flight.
ATTENZIONE: la dichiarazione può essere effettuata solo se si è sottoscritto un abbonamento pro•
è stato effettuato l’upgrade ad utente operatore SAPR
si è attivato un QR-Code professionale
il drone per cui si vuole effettuare la dichiarazione è non inoffensivo
nella sezione ‘Dettagli Account’ aver inserito tutte leinformazioni necessarie contenute nella pagina del tuo account (inclusa la PEC) ed aver flaggato tutti i consensi richiesti
nella sezione ‘Gestione droni’ avere in status ‘pronto al volo

Dovremo andare nella colonna laterale sinistra, e scorrendo in basso arrivare sino a Gestione Dichiarazioni.
Se si tratta della prima cliccare su Crea Dichiarazioni.
Si aprirà la vostra flotta e si dovrà selezionare il SAPR ovvero il drone al quale associare la dichiarazione. Il drone dovrà già essere reso operativo e abilitato per le operazioni professionali, quindi non si può fare prima di aver regolarizzato la questione con l’acquisto dei D-Coin.
Solo quel punto si sbloccherà diventando di un colore azzurro la dicitura Conferma Pagamento.
Andranno quindi inseriti l’anno e il numero della fattura già pagata a ENAC, il Codice Fiscale o la Partita Iva.
Dopodiché si sbloccherà diventando azzurro il pulsante Crea Dichiarazione e si importeranno i documenti richiesti.
Ricordiamo che dal 1 marzo le vecchie dichiarazioni potranno essere importate sul portale D-Flight seguendo la procedura sopra descritta senza ulteriori addebiti economici.
Sempre dal 1 marzo, le nuove dichiarazioni andranno rese solamente al portale D-Flight, ma il pagamento dei diritti andrà comunque effettuato sul portale ENAC.
Diritti il cui costo può variare dai 94,00 euro per le dichiarazione di Operazioni critiche o non critiche in Scenari Standard oppure euro 309,00 per il rilascio delle autorizzazioni per Operazioni critiche SAPR in Scenari NON Standard, e anche per le Operazioni di Ricerca e Sviluppo in Scenari NON Standard, come evidenziato da questa pagina
https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/fatturazione-droni.
Licenza di pilota di APR, per molti, ma non per tutti
Una nota conclusiva, i più attenti avranno forse notato che esiste anche una altra sezione o una Tab che riguarda la licenza di pilota.
Ebbene se in possesso di un attestato di competenza sarà possibile inserirne i dati, ma al momento della scrittura di questo articolo, non è possibile introdurre i dati relativi all’Attestato di Pilota di APR (Operazioni Non Critiche) ottenuto grazie al buon esito del sostenimento dell’esame online












